ROSE TREMAIN.
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IN CERCA DI UNA VITA.
Parte 2.
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Titolo originale: The Road Home. 2007.
Traduzione di Marta Matteini.
2009. Marco Tropea Editore, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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IN CERCA DI UNA VITA.
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Indice di questa parte.
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8. Il bisogno di scioccare.
9. Perch un uomo non dovrebbe scegliere la felicit?
10. Qui  pura anarchia.
11. Riflussi.
12. Una visita al museo delle scialuppe di salvataggio.
13. Il culmine.
14. Gig, gig...
15. Le nove di sera.
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Fine Indice.
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CAPITOLO 8.
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Il bisogno di scioccare.
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A una bancarella irlandese in Holloway Road, Lev comper un giaccone
con l'interno di pelo e una corona di pelliccia sintetica intorno
al cappuccio. Se lo infil non appena l'ebbe pagato e se ne and, caldo
e felice. Poi torn indietro e ne comper un altro identico ma di
una taglia da bambino, e lo sped a Maya. Sapeva che l'immagine di
Maya con il giaccone uguale al suo l'avrebbe accompagnato per tutto l'inverno.
Christy gli fece i complimenti. Disse: Ti sta molto bene... e guarda che sono assolutamente sobrio.
Era un po' che cercava di non bere. Il tribunale gli aveva concesso
"visite sorvegliate" alla figlia, che viveva con Angela e il suo amante
agente immobiliare in un loft nei pressi di Farringdon Road.
Il problema  che a sorvegliare c' Angela disse Christy. Non
 giusto. Non ho il permesso di vedere Frankie senza vedere la donna
che me l'ha portata via. Ti sembra corretto?
No disse Lev. Forse posso "sorvegliare" io?
Eh, magari. Ma dicono che dev'essere la madre o un'assistente
sociale donna. E Angela non vuole mai uscire di casa. Volevo portare
Frankie allo zoo, ma piovigginava e Angela ha detto "No, ci inzuppiamo
a girare per lo zoo". Allora ho proposto un film. Christy
lo pronunciava fillem. Ma lei ha detto "Neanche per idea. Non mi
va di andare fino al West End, mi fa schifo". Cos non possiamo fare
altro che stare in casa a disegnare o a giocare con il Lego. Io cerco
di parlare con Frankie della scuola o dei suoi amici. Lei mi risponde
s-no, s-no, senza mai guardarmi in faccia. O guarda il Lego o sua
madre. E la luce in quella casa  accecante, mi fa male agli occhi.
Un'intera parete del soggiorno  fatta di vetrate, e c' vetro ovunque
sopra la tua testa, in enormi pannelli del cazzo. Dio solo sa come fanno
a pulirli e Dio solo sa come fanno a dormire, con la pioggia che
gli batte sopra la testa e la luce che inonda le stanze. Io non ci vivrei in un posto del genere.
Quando Lev domand del proprietario del loft, dell'amante di
Angela, che si chiamava Tony Myerson-Hill, Christy disse: Meno ne
sento parlare, meglio sto. Ha dei mobili orrendi: grandi sof di pelle
nera, tavoli con tubi di acciaio. E ogni cosa deve stare al suo posto
se no gli viene un colpo. Come faccia a vivere con una bambina di
cinque anni non lo so proprio. E la doccia  assurda. E un ambiente
aperto, rivestito di granito, e non ha nessuna porta. Nessuna privacy.
Che razza di interior design ? Quello stronzo mi sembra una fottuta vittima delle mode.
Poi raccont a Lev che una volta in cui era andato a trovare Frankie,
la bambina aveva voluto lucidare pietre per tutto il pomeriggio.
Tony Myerson-Hill aveva comperato una macchina per lucidare
le pietre e aveva detto a Frankie che le avrebbe dato dieci centesimi
per ogni pietra lucidata. Lei allineava le pietre appena trattate lungo
le pareti della doccia di granito e diceva che Tony sarebbe stato "molto,
molto felice" del suo lavoro e forse l'avrebbe portata allo zoo nel fine settimana.
Hai capito? prosegu Christy. Allo zoo! Io avevo proposto quel
maledetto zoo la prima volta che ero andato a trovarla. Quindi, o
Frankie non se lo ricordava oppure l'ha detto solo per ferirmi. Chi lo
sa. Quando mi guardo intorno in quella casa di vetro del cazzo e vedo
l'enorme TV al plasma e i settecentosettantanove CD e DVD e i tre
computer, penso che sono finito. Penso a questa casa e al negozietto
in camera tua con cui Frankie non ha mai giocato, e capisco che
quel Myerson-Hill e i loft di Eastern Centrall sono il futuro, e io sono
il passato. Per Frankie, in pratica, io non esisto pi.
Lev non sapeva cosa dire. Gli torn in mente suo padre, Stefan,
quando diceva che la vita era andata avanti e l'aveva lasciato indietro
- e aveva ragione. Ma sapeva di non poter dire una cosa del genere
a Christy. Invece, in risposta alla disperazione dell'amico, prefer
raccontargli un viaggio fatto con Rudi sulle montagne Kalinin,
un anno dopo la morte di Marina.
Christy si sedette su una delle poltrone di vimini. Di, racconta,
amico disse entusiasta, come sollevato del fatto di non dover pi
parlare di Frankie.
Lev spieg che era stata un'idea di Rudi. Rudi gli aveva detto che
lui, Lev, aveva bisogno di camminare, di distrarsi, doveva smettere di
stare sull'amaca, sprofondato nella sua tristezza. Lev aveva risposto
che stava bene sull'amaca, ma Rudi aveva detto che no, era ora di
muoversi, di affrontare qualche piccola sfida. E Rudi l'aveva gi chiara
in mente quella sfida, per cui qualsiasi discussione sarebbe stata inutile.
Avevano preparato gli zaini con le provviste, i sacchi a pelo e gli
scarponi e comperato lunghe corde. Nessuno dei due sapeva come
scalare una parete rocciosa. Rudi aveva detto che la loro meta era una
caverna, sui pendi pi bassi della catena di Kalinin. Se fossero riusciti
ad arrivarci, avrebbero raggiunto l'obiettivo. Quando Lev gli aveva
chiesto quale fosse l'obiettivo, Rudi aveva risposto: Comprendere qualcosa.
Avevano preso tre giorni di permesso dalla segheria. A Baryn era
appena arrivata la primavera, faceva ancora freddo e il verde apparso
sui larici era una spruzzata pallida, quasi invisibile a occhio nudo.
Ma quando si erano messi in viaggio, a Lev si era alleggerito il cuore.
Essere diretti da qualche parte era meglio che stare a fissare il cortile
di Ina, e gli piaceva l'idea di andare sulle montagne e perdersi in
un luogo dove non c'era gente.
Per raggiungere la caverna, avevano seguito il corso del fiume
Baryn fino alla sua rocciosa sorgente. Non c'era alcun sentiero, solo
qualche stretto passaggio qua e l, aperto dalle capre. Camminavano
su scisti scivolosi e ispidi ciuffi di erica. La lunga salita aveva fatto
bruciare i polmoni a Lev, che doveva fermarsi spesso per rifiatare.
Durante le pause, si guardava intorno e vedeva le cime innevate
sopra di lui, e in basso, le lunghe cicatrici beige sui pendi dove pini
e abeti erano stati abbattuti per la segheria. L'aria era umida, pulita
e frizzante come non lo era pi ad Auror, e Lev aveva sentito una
profonda pace interiore, come non gli succedeva da molto tempo.
Quattro ore pi tardi, Rudi e Lev si erano fermati di nuovo e avevano
bevuto t da un thermos e mangiato panini con aringa affumicata,
incartati da Lora. Si erano seduti su una roccia coperta di licheni,
fumando e contemplando un uccello solitario che volteggiava
e poi scendeva in picchiata, volteggiava e scendeva in picchiata,
verso qualche preda invisibile. Rudi voleva raggiungere la caverna
prima che fosse buio, accendere un fuoco e dormire l dentro, per
terra. Per riscaldarsi durante la notte, aveva portato una fiaschetta di brandy ucraino.
Brandy ucraino lo interruppe Christy. E che diavolo di roba ?
Come puoi immaginarti, roba di cattiva qualit disse Lev. Ma
costa poco. E quando fa freddo non senti la differenza.
Okay disse Christy. Capito tutto.
Lev si sedette di fronte a Christy. Si accese una sigaretta. Gli raccont
che avevano raggiunto il costone sotto la caverna nel primo
pomeriggio, per cui restavano una o due ore di luce. Fissata alla roccia
c'era una scala di ferro che saliva quasi verticalmente per trenta
metri, e alla base della scala, fra pietre e sterpaglie, avevano trovato
barattoli arrugginiti che una volta avevano contenuto salsicce di fegato,
sardine e latte condensato. Avevano esaminato quegli oggetti,
con le etichette sbiadite ancora attaccate, nonostante l'azione del clima
e degli anni. Poi avevano guardato la scala. Era arrugginita come
i barattoli e in alcuni punti mancavano i ganci che la fissavano alla
parete di roccia. Diversi pioli erano rotti. Ma nessuno dei due aveva
fatto commenti sulle pessime condizioni della scala.
Non dimenticher mai quella salita disse Lev. Tutt'intorno
a me, solo spazio e aria. Niente a cui tenermi. Solo scala, messa
cos male. Ma dico a Rudi: "Io salgo prima e tu rimani a terra finch
non raggiungo caverna". Se uno di noi deve morire, voglio essere io.
Cos vado. Lo zaino  molto pesante. Pesante come un bambino
sulla schiena. E a ogni istante, penso, adesso vento porta via me
e io cado ed  finita. Ma sai una cosa, Christy? Per tutto il tempo della
salita non penso a Marina. Penso solo a raggiungere caverna. Come
se caverna  fatta di oro, o roba del genere. Capisci?
Be', personalmente, non ho mai creduto alle caverne piene d'oro
disse Christy ma capisco che una cosa del genere ti abbia fatto
dimenticare tutto il resto.
Salgo ancora continu Lev. Ho male a braccia. Male dappertutto.
Quanti gradini? Non ricordo. Non abbiamo contato. Ma tanti,
tantissimi. Penso: non finisce pi.
In cima alla scala, davanti all'ingresso della caverna, c'era un'ampia
sporgenza, anch'essa coperta di barattoli di latta e bottiglie di plastica.
Lev ci era montato sopra e si era lasciato cadere, a faccia in gi,
tra quei rifiuti, ansimante. Lass il vento soffiava forte e il terriccio
mulinava all'imboccatura della caverna.
Lev non voleva entrare prima che Rudi lo raggiungesse. Aveva
buttato a terra lo zaino e si era inginocchiato accanto alla sommit
della scala, rivolto verso il vuoto, guardando Rudi che saliva. Rudi
era pi pesante di lui. Lev sentiva il cigolio del metallo, lo sentiva
tremare ogni volta che gli scarponi di Rudi si posavano su un piolo.
Era stato in quel momento - con Rudi a met strada - che si era
sentito sussurrare all'amico: Non guardare gi... non guardarti indietro...,
e all'improvviso aveva capito perch Rudi l'aveva portato
fin l e che quello che doveva comprendere era il concetto di perseveranza.
La foschia era sparita quando lui e Rudi erano entrati nella caverna.
Gli ultimi raggi di sole illuminavano qualcosa che giaceva per
terra. I due erano avanzati lentamente e si erano fermati. Era un cumulo
di ossa umane, dentro a quella che sembrava una polverosa
uniforme militare, ormai divenuta marrone scuro. Lev e Rudi fissavano
il punto dove avrebbe dovuto essere il teschio, ma non c'era
niente. Sulla cassa toracica, dove un tempo scintillavano i bottoni dorati
dell'uniforme, c'era un vecchio Kalashnikov. Per terra, accanto
alle ossa, altre latte vuote e un cucchiaio.
Santo cielo! disse Christy. Ma il cadavere non puzzava?
No disse Lev. Niente pi carne.
E la testa? L'avete trovata?
No. Ma pezzi di ossa. Secondo noi ha messo fucile qui, sotto
mento, e poi ha fatto saltare sua testa.
Christy si alz e raggiunse la finestra. Guard Belisha Road, dove
pass un'auto della polizia a sirene spiegate, illuminata dal bagliore
a intermittenza del suo lampeggiante blu. Poi si gir di nuovo
verso Lev e domand: Chi era? L'avete mai scoperto?.
Lev sospir. Disse: Be', ero io.
Christy lo fiss. L'auto della polizia acceler risalendo Junction
Road, in direzione Archway. Christy stava per fare un'altra domanda
quando Lev disse: Rudi sapeva che lass c'era morto. Un colonnello
o generale comunista prima della trasformazione di nostro paese.
Quel colonnello o generale non poteva pi vivere. Era finito. Stava
nella caverna, come io stavo su mia amaca, e mangiava cibo in
scatola. E quando scatolette sono finite, si  ucciso.
Le mani di Christy stavano tremando mentre lui si accendeva
un'altra Silk Cut. Dopo qualche istante, disse: Quel tipo, Rudi: ci
va gi duro quando vuol far passare un concetto, vero?.
S disse Lev. Ma mi ha aiutato. Da quella volta non sono pi andato sull'amaca.
Be' disse Christy con un sospiro. Questo  bello.  sempre bello ascoltare storie di sopravvivenza.
Samantha, l'amica di Sophie, era magra stecchita, con un taglio alla
maschietta, i capelli decolorati di un biondo-bianco. Nel pub rumoroso,
indossava uno scollato miniabito e stivali pitonati color porpora.
Tutti la chiamavano Sam. Sophie disse a Lev che Sam Diaz-Morant
stava diventando famosa come stilista di cappelli. Le sue clienti
pi giovani erano le principesse Beatrice ed Eugenie.
S? disse Lev.
S disse Sam. Povere piccole. Fanno del loro meglio per diventare
pi carine, ma nessuno le aiuta molto, eccetto la sottoscritta.
Sophie, con un paio di jeans e un golfino aderente color crema,
spieg a Lev che gran parte dei cappelli erano miniature, come quello
che Sam indossava l al pub, un minuscolo cilindro nero, fermato
sulla testa con un elastico tempestato di lustrini. Disse: Sam  convinta
che l'epoca dei cappelli privi di ironia sia completamente finita.
A meno che tu non abbia il viso di una bellezza eccezionale, il che
taglia fuori il novantanove per cento della popolazione. Quindi lei
crea dei pastiche di stili passati, in formati molto piccoli, e stanno
avendo un successo incredibile. Sta diventando ricca.
S? disse Lev.
Non ricca ricca sorrise Sam. Quanto basta.
Va alle prime dei film e tutte quelle stronzate. Non  vero, Sam?
Qualche volta. Le considero come sfilate personali. Ci vado per
mostrare un nuovo cappello.
Ha fatto una grande sfilata alla London Fashion Week.
Non grande grande.
 una star di successo.
Non successo successo. Vivo ancora a Kentish Town.
La star di successo guard Lev da capo a piedi. I suoi occhi indagatori
guizzarono dai capelli grigi appena lavati alla bocca, e poi alla
mano sinistra che mostrava ancora la fede.
Non sapevo che fossi sposato, Lev gli disse, sorseggiando il
Vodka tonic che lui le aveva offerto.
Te l'avevo detto, Sam si affrett a dire Sophie. La moglie di
Lev  morta.
Ah, gi. Accidenti, mi spiace. Mi ero dimenticata. Devo preparare
una sfilata e ho il cervello spappolato. Raccontami dei cappelli
nel tuo paese, Lev.
I cappelli nel mio paese?
Prendo ispirazione da tutto il mondo. La Spagna  fantastica. La
mantiglia  un'idea geniale. In teoria sta bene a tutte perch puoi fare
in modo che il pizzo copra mezza faccia, se necessario. Oddio, come
sono perfida! Ma, a dire il vero, la maggior parte delle donne fa
una discreta figura anche con quei cappelli a tesa larga che usano i
picador. Li ho appena modificati un po' con dei nastri attaccati dietro.
Non sono mai stata nel tuo paese, ma immagino le donne con i foulard. Ho ragione?
Certe volte disse Lev.
Non intendo lo scialle proprio delle musulmane, l'hijab o come si chiama, ma i foulard come quelli che si mette la regina, giusto?
S.
Ma ora le cose stanno cambiando, vero? Le donne si stanno emancipando. I cappelli tornano di moda?
Lev pens alle strade di Baryn o Glie. Rivide le donne che andavano di fretta sotto la pioggia, con in mano fragili ombrelli da pochi soldi o giornali sulla testa per coprirsi i capelli. Non riusciva a ricordare un solo cappello.
No disse.
Ho capito. Quindi non vale la pena andare fino a Jor o posti del genere?
Be' disse Lev a Jor trovi bei vestiti di questi tempi. Molto cari...
No, non dicevo per fare compere, ma per vedere copricapo etnici.
Magari ai matrimoni?
Lev stava per dirle che Ina conservava in un cassetto il cappello
ricamato che si era messa nel 1959 quando aveva sposato Stefan e
che una volta Maya l'aveva trovato e se l'era provato. In quell'occasione
Ina si era molto arrabbiata per motivi che Lev poteva solo immaginare,
e aveva strappato di mano il cappello a Maya. Ma quando
Lev apr la bocca per rispondere, Sam gli volt le spalle per
abbracciare un ragazzo con i capelli scompigliati e gli occhiali scuri.
Andy disse. Caro. Come va?
Bene disse l'altro, togliendosi gli occhiali per mostrare uno
sguardo mezzo addormentato, che si pos sulla modesta fessura tra
i seni di Samantha. E tu come stai, bellezza?
Stravolta disse Sam. Una maledetta sfilata tra due settimane.
Guarda che mani. Tutte segnate dagli aghi.
Adoro il tuo vestito. Adoro gli stivali. E adoro il cilindro, delizioso!
Davvero? Ti piace? Meno male, cucciolo. Ma dimmi delle prove!
Non sono iniziate. Stiamo ancora facendo le audizioni... o per
lo meno ci proviamo...
Oh, e a chi? Dimmi a chi.
Be', lunga storia, tesoro. Ci eravamo innamorati di Sheridan Ponsonby,
ma poi ci siamo resi conto che quello stronzo di uno snob non
ha capito un tubo dello spettacolo.
Oh, cazzo, Andy. Adoro Ponsonby!
Davvero? Una volta piaceva anche a me quello che faceva. Adesso
lo considero una figa isterica. Non  la mente pi brillante dell'Inghilterra,
te lo assicuro, Sam, anche se  andato a quel fottuto
Eton. Insomma, continuava a dire che tutta la commedia era "trasgressiva" e
io dovevo continuare a ricordargli: "Ma  proprio per questo
che la facciamo, piccolo,  una storia assolutamente trasgressiva.
Vogliamo mettere alla prova i limiti del buongusto, lo shock del pubblico.
Andiamo ben oltre Jerry Springer".
Lo so bene, caro.
Ma perch gli attori sono cos dannatamente ottusi? Comunque,
incrociando le dita, dovremmo avere Oliver Scrope-Fenton. Stiamo
trattando con il suo agente.
Ollie Scrope-Fenton. Meraviglioso! Mi piace tantissimo! Sar
uno spettacolo teatrale rivoluzionario.
Lo spero. Vedremo. Allora, come stai, dolcezza?
Bene. Sam si volt di nuovo verso Sophie e Lev. Conosci gi
Sophie, tesoro. E questo  un suo amico, Lev, e lavora anche lui con
GK. Andy Portman, il famosissimo commediografo.
Lev allung la mano e il famosissimo commediografo gliela scuot
con violenza. Ciao Lev disse. Come ti tratta GK?
Bene disse Lev. Mi chiama "Infermiere".
Ah s? E perch?
Be', tengo tutto pulito...
Oh, certo. Certo.
C'est le plongeur bisbigli Sam all'orecchio di Andy mais il est
assez beau.
Bene disse Andy. E ora di bere. Voi siete gi a posto?
Andy Portman spar fra la calca di persone intorno al bar. Sam
Diaz-Morant tir fuori dalla borsetta un portasigarette, lo guard
tentata, lo sfior per un istante con le labbra, poi lo rimise via. Devi
sapere disse rivolgendosi a Lev che Andy ha scritto un'opera
teatrale fenomenale, Peccadilloes, che andr in scena al Court. Cio
al Royal Court Theatre. Debutta a Capodanno. Sar una cosa mai vista
sui palcoscenici inglesi.
Peccadilloes? disse Lev. Cosa vuol dire?
Oh, be'. Spiegaglielo tu, Sophie.
No. Spiegaglielo tu.
Be'. Fare un po' i birichini... non  vero, Sophie?
Pi o meno.
Non  il titolo pi orecchiabile del mondo disse Sam. La prima
volta che Andy l'ha detto, hanno capito Piccalilli.
Piccadilly? disse Lev.
No. Piccalilli, una salsa a base di cetrioli che mia mamma serve
con la carne fredda.
Non capisco...
Be', lascia perdere. Ma il tema della pice sono le forme pi estreme
che pu assumere il desiderio. La sconfinatezza dell'immaginazione
umana.
Si dice "sconfinatezza", Sam? disse Sophie.
Be', "l'assenza di confini". Il concetto  quello. Che cazzo ne so,
io. Comunque, Peccadilloes  un'opera teatrale di rottura.
Segu un breve silenzio. Sam Diaz-Morant si sistem l'elastico
luccicante del cappellino.
Scusate disse Lev. Non vi seguo...
Okay disse Sam. Be',  un po' complicato. Parla con Andy. Lui
ha tutta una teoria in proposito. Ti spiegher ogni cosa.
Sam si volt e Lev rimase a guardare Sophie, che cercava di evitare
i suoi occhi. Il bicchiere di vodka di Lev era vuoto e all'improvviso
lui cominci a sentire il caldo e il chiasso del pub come una desolante
vibrazione nel cuore. Pos il bicchiere.
Sophie torn a guardarlo nervosa. Sam e Andy sono molto simpatici
disse con slancio. Vedrai Lev. Hanno una folle fissa per il successo,
ma sono anche di grande compagnia. Stasera ci divertiremo.
Poi si protese verso di lui e gli accarezz una guancia e la sensazione
inaspettata della mano di lei sulla sua faccia lo sorprese e lo
consol al punto di cancellare il suo desiderio di andarsene da l,
fuori sulla strada fredda. Prese il bicchiere di Sophie e il suo e si fece
largo per raggiungere il bar. Tir fuori il portafoglio. Il prezzo della
vodka in Inghilterra lo sorprendeva ogni volta che lo sentiva pronunciare.
Si ritrov in piedi accanto a Andy Portman. L'uomo indossava una
giacca di pelle molto simile alla sua. Lev lo guard. Poi disse: Sam
mi ha detto che mi spiegherai la tua opera teatrale.
Spiegare la mia opera teatrale?
Ha detto che hai una "tesi".
Una "tesi"? Intendi sul teatro?
Non so...
Andy sospir mentre rovistava in un portafoglio gonfio per pagare
la consumazione. Sono un po' stufo di spiegare questa cosa
disse ma posso darti la versione breve, se ti va. D'accordo?
Certo disse Lev.
Andy prese il resto dal barista e bevve un sorso dalla sua pinta di
birra. Immagina che la societ sia una casa disse.
Una casa?
S. Andy si pul la bocca dalla schiuma con il dorso della mano,
che si asciug su una piccola salvietta appoggiata sul bancone.
Una casa. Con le solite stanze: soggiorno, camera da letto, cucina,
eccetera. D'accordo?
S.
Bene, il teatro inglese, negli anni Cinquanta, era fisso in soggiorno...
o, come amavano chiamarlo, il salotto. Tutto era decoroso e
trattenuto e educato e pieno di menzogne. Poi, negli anni Sessanta,
le opere teatrali si sono spostate in cucina. Wesker, John Osborne,
David Storey e cos via. C'era onest. C'erano le emozioni della classe
operaia. Poi si  infilato nella camera da letto. Hai mai visto Tradimento
di Pinter?
No.
Okay. Ma ne hai sentito parlare. Mi segui, vero?
Non molto...
Allora, semplifico. Volevo farti una digressione su Stoppard e
Frayn e il loro universo intellettuale, sulla tendenza di certe menti
snob a portare il teatro fuori dalla societ o dall'ambito domestico,
ma niente di tutto questo si riconduce bene alla mia analogia... e poi
probabilmente non ti aiuterebbe a capire, vero?
Lev non rispose. Si sentiva impotente e ignorante. Lo sguardo di
Andy Portman continuava a muoversi da una parte all'altra alla ricerca
di Sophie e Sam fra la folla rumorosa, per poi tornare di malavoglia
su Lev.
Capisci dove voglio arrivare con la storia della casa? domand.
Qual  l'unica stanzetta che non  mai stata esplorata sul palcoscenico
britannico?
Non lo so.
Be', pensaci. Il gabinetto, naturalmente. Quello che chiamiamo
il cesso. La conosci questa parola?
S.
Bene. Penso che sia arrivata l'ora di guardare anche l.  ora di
avere il coraggio di guardare la sozzura che non  mai a pi di una o
due stanze dalla nostra... ovvero, in altre parole, dentro di noi. Non
credi che dovremmo farlo?
Il barista arriv di fronte a Lev in quell'istante e lui ordin due
bicchieri di vodka. Not che la mano con cui teneva la banconota da
dieci sterline era arrossata e ruvida per le ore di immersione nell'acqua
insaponata, come la radice di un ortaggio crudo. E pens,  cos
che mi vede questa gente - come una rapa senza cervello e senza
voce.
Non sei d'accordo? disse Andy. Immagino che tu, come quasi
tutti, voglia vedere rappresentate solo cose belle e pulite e in ordine
e preconfezionate, senza mai pensare a come ciascuno di noi
contribuisca all'accumulo di escrementi, non  vero?
No...
Non saresti l'unico.  il sentimento condiviso dalla maggior parte
degli occidentali, anche se non lo ammettono. Ma io voglio costringerli
a guardare dove non vogliono guardare: al loro lato oscuro,
perch esiste un lato oscuro... a volte davvero molto oscuro... in
tutti noi.
Lato oscuro?
Certo.  una delle verit che dobbiamo accettare  che le cose
che desideriamo con pi ardore possono essere molto trasgressive.
Dobbiamo affrontare la questione. E la gente  d'accordo con me, se
no non mi avrebbero mai lasciato allestire Peccadilloes. So che sar
scioccante, ma  proprio questo lo scopo. Forse tu vieni da una cultura
che non  ancora consapevole del bisogno di scioccare.
Lev conosceva la parola "shock". Azzardando un debole sorriso,
disse: Ci sono stati shock nel mio paese, signore. Shock molto forti.
Molti, molti anni di....
Giusto. Assolutamente. Hai ragione. Ma non sto parlando di regimi
politici, Lev. E per piacere, cazzo, non chiamarmi "signore". Io
sto parlando di arte.
Okay...
Nel tuo paese, avete ancora molto da imparare, in fatto di arte.
Va benissimo. Capisco perfettamente.  comprensibile. Ma qui in Gran
Bretagna, siamo in una posizione d'avanguardia, e quello che proponi
deve avere la lama affilata, altrimenti non taglierai un cazzo.
Andy afferr la pinta. Sembr sul punto di allontanarsi, ma poi si
ferm e guard la mano di Lev, serrata attorno alla banconota da dieci
sterline. Paghi per Sophie? gli chiese.
S disse Lev.
Sophie  adorabile disse Andy. Lev attese il seguito - qualche
consiglio o raccomandazione - ma non ci fu. Andy rimase a guardarlo
ancora qualche istante, poi si allontan. Lev si volt verso il
punto in cui era Sophie, che parlava di nuovo con Sam, e pens che
i cappelli in miniatura di Sam fossero oggetti ridicoli e che non avrebbero
mai reso pi bella una donna, nessuna donna al mondo.
Pag i bicchieri di vodka e infil il resto nella tasca della giacca,
ma non si mosse dal bar. Tir fuori il ghiaccio dal bicchiere e bevve
la vodka liscia, appoggiato al bancone con la schiena curva. Si rendeva
conto che, grazie soprattutto a Christy Siane, la sua solitudine
era diminuita nelle ultime settimane, ma adesso l'avvertiva tornare
in un'altra forma, un senso di inadeguatezza e di rabbia. Aveva voglia
di fumare. Alle sue spalle, impetuose ondate di schiamazzi lo
spingevano minacciando di atterrarlo. Da un buco nella suola della
scarpa sentiva il duro pavimento del pub. Avrebbe voluto sputare e
vedere un grumo della propria saliva atterrare sul bancone lucido.
Mentre pensava a quel grumo, a quel marchio di se stesso, sent chiamare
il suo nome. Senza voltarsi, vide Sophie arrivargli di fianco. La
ragazza prese il proprio bicchiere di vodka e ci vers dentro l'acqua
tonica, bevve un sorso e pos di nuovo il bicchiere.
Lui non aveva voglia di guardarla.Voleva restare avvolto nella sua
rabbia. Poi sent sul collo la mano morbida di Sophie, che lo tirava a
s, e vide la bocca di lei schiusa e in attesa, e si lasci guidare verso
le sue labbra. Il bacio di Sophie fu violento ed eccitante e Lev sent
i denti della ragazza contro i suoi, come se lei cercasse di agganciarlo,unendo ossa a ossa.
Nella sua rabbia e solitudine, Lev avrebbe potuto stringerla a s,
avrebbe potuto cingerle la vita, fare in modo di sentire il seno di lei
contro il suo torace. Ma non lo fece. Oppose resistenza. Si sciolse da
Sophie e usc dal pub.
Adesso era solo nella sua camera in Belisha Road. Sotto, nel giardino
trasandato, il cane guaiva.
Lev era seduto sul letto, con la sigaretta accesa e lo sguardo fisso
sul negozietto di plastica e la sua insegna di benvenuto Salve! Siamo
aperti. Poi si inginocchi e apr la porticina del negozio. All'interno,
un negoziante di plastica, una figura dai baffi neri, indossava un lungo
grembiule di iuta allacciato intorno alla vita. Aveva un sorriso gioviale
e teneva le mani aperte, i palmi verso l'alto, in un gesto di innocenza.
Lev esamin la merce in miniatura sul bancone: barattoli di minestra,
sacchi di farina e zucchero, scatole di fiammiferi, confezioni
di lucido da scarpe, e gli parve una bottega del passato, come quelle
che c'erano un tempo a Baryn, prima della guerra, quando Stefan
e Ina erano bambini e indossavano scarpe di legno. Lev tenne affettuosamente
tra le mani il negoziante per qualche secondo, poi lo ripose
dietro al bancone, dove cadde subito dopo. Lo lasci per terra
e chiuse la porticina del negozio.
Si sdrai sul suo letto stretto. Voleva dormire. Desider che sua
madre fosse l per dargli una delle sue tisane rilassanti fatte in casa
e rivolgergli il suo sorriso storto. Ripens alle stelle di Natale e alla
rara espressione di gioia di Ina quando le aveva trovate la mattina
del suo sessantacinquesimo compleanno. Poi pens alla sua infanzia
ad Auror e a quando stringeva la mano di Ina mentre andava a
scuola, percorrendo tutta la strada a testa in su, incantato dalla velocit
delle nuvole che si dipanavano nel cielo azzurro. Lev! lo sgridava
Ina. Santo cielo, guarda dove metti i piedi.
Si alz e si mise a scriverle una lettera. Il cane in giardino continuava
a guaire mentre la notte si faceva sempre pi fredda.
Cara mamma,
Con questa lettera ti spedisco altre 20 sterline. Tu e Maya mi mancate
molto. Stasera vorrei essere a casa con voi, ad Auror, dove la vita
 semplice. Qui  difficile mantenere la tranquillit. Non so mai cosa
pensano di me e cosa io penso veramente di loro.
Spero che le capre siano al sicuro e che non te ne abbiano pi rubate.
Con queste 20 sterline, assicurati di prendere tutto quello che ti
serve per l'inverno. Per favore, mandami una foto di Maya con il giaccone
che le ho spedito. Chiedi a Rudi di farla con la sua Kodak.
Lavoro sempre nella cucina del ristorante. Adesso chiedo agli chef
come preparano certi piatti e guardo GK Ashe quando riesco. Voglio
provare a fare qualcuna delle sue ricette e diventare un bravo cuoco!
In qualche modo potrebbe tornarmi utile in futuro.
Tra le cose buone della cucina di GK Ashe posso dirti che non ci sono
sprechi. Tutte le carcasse dei polli e le ossa della carne e i gambi e
gli scarti delle verdure e le cipolle vengono bolliti per fare il brodo (che
gli chef chiamano "bouillon") e li ammiro per questo. Tra l'altro, il
bouillon ha un sapore buonissimo. Per vengono sprecati i resti lasciati
nei piatti dai clienti. Uno dei miei compiti  buttare gli avanzi
nel bidone della spazzatura e ogni sera riempio almeno un bidone
intero e poi tiro fuori i sacchi di plastica e li porto sulla strada e a volte
sono combattuto. A volte mi  difficile lasciarli l per terra.
...
.
...
CAPITOLO 9.
...
.
...
Perch un uomo non dovrebbe scegliere la felicit?
...
.
...
L'inverno britannico cominci a farsi sentire. I sorbi di Belisha Road,
dopo che la sega elettrica comunale aveva reciso i loro germogli, erano
neri e sembravano morti. La brina rendeva le mattine ovattate. Le
luminarie natalizie lampeggiavano e oscillavano nei venti freddi dei
bui pomeriggi. Mentre aspettava il suo autobus notturno, Lev stava
seduto curvo dentro il giaccone, con le mani sprofondate nelle tasche
e il cappuccio tirato fin sopra la fronte, e si accorse che, in quella
posizione, era guardato con terrore dalle altre persone.
Al lavoro, Sophie adesso gli parlava di rado. La sua postazione era
dietro a quella di Lev e di tanto in tanto lui si voltava a guardarla, ma
lei teneva sempre la testa bassa. La luce del faretto cadeva sul suo capo
chino, sulla morbida cuffia e i ricci rossi che ne uscivano.
E Lev era consapevole di non essere indifferente a quella vista.
Osservava le mani di Sophie, intente a sbucciare, pelare, togliere i
torsoli, grattare, tagliare a dadini.Vedeva come erano abili quelle mani
e come, in Sophie, nulla facesse pensare alla malattia o alla morte.
Si trovava spesso a ripensare al bacio. Avrebbe voluto rompere il
silenzio sceso tra loro, ma non sapeva come.
Chiese consiglio a Christy Siane. Christy stava provando una nuova
pomata per il suo eczema e aveva naso e guance ricoperte di uno strato verdognolo.
Ti rivolgi alla persona sbagliata disse. Mi sono reso conto di
non avere mai capito le donne. Mai. Capisco meglio i matti che la
mia stessa moglie. Se vuoi la mia opinione, le donne vengono da un
altro cazzo di pianeta.
Christy beveva di pi con l'approssimarsi del Natale. Annunci a
Lev che il giorno di Natale avrebbe preso tre compresse di sonnifero
per non svegliarsi fino all'indomani. Disse: Pensare che Frankie
apre i regali con Myerson-Hill mi distrugge.
Lev osserv la pomata verde sulla faccia di Christy. Poi disse: Ho
un'idea. Mi ascolti, Christy? Facciamo pranzo di Natale qui per
Frankie. Chiedo a Pierre ricetta di buona salsa per tacchino. E di ripieno.
Ci penso io.
Christy guard Lev commosso. I suoi occhi arrossati luccicarono,
per un attimo, minacciati dalle lacrime. Sei un uomo generoso, Lev
disse.
Perch no? disse Lev. Facciamo festa per Frankie.
Be', per cominciare, sua madre non la lascer mai venire qui.
Neanche per sogno. Ma  un bel pensiero da parte tua. Sono contento
di averti come inquilino. In questo sono stato fortunato. Se
avessimo i soldi, potremmo prendere un aereo e passare il Natale nel
tuo paese, eh?
Questo non  possibile...
Lo so, ma penso comunque che sarebbe magnifico. Rudi ci verrebbe
a prendere all'aeroporto. Salirei sulla Chevy. E potremmo incartare
il negozietto di plastica e portarlo a Maya.
Natale. Lev lo vedeva annunciarsi in tutte le strade, sembrava il primo
pensiero di ogni passante. Vedeva ovunque lo stordimento e l'agitazione
negli occhi della gente. Cap perch soprattutto Christy lo
considerasse un incombente martirio - un carico di sofferenza che
si sentiva incapace di reggere. Giorno dopo giorno, Christy sembrava
tenersi in vita con una dieta a base di ansia e nervosismo, senza
il minimo sollievo di un boccone di felicit.
Nel tempo libero, Lev passeggiava lungo le strade del West End,
tra la spazzatura e la folla che andava di fretta e gli autobus che si
muovevano lenti, contemplando tutte quelle luci intorno a s e in
cerca di un regalo da spedire a Maya. Nel suo paese i giocattoli erano
poco appariscenti - oggetti che parevano dimenticati ancor prima
di venire comperati. L, strillavano e luccicavano dalle vetrine con
colori sgargianti, mostrando enormi cartelli con i prezzi. Perfino le
scatole che li contenevano sembravano costose.
Ah, lascia perdere quel cazzo di Oxford Street e Regent Street
gli consigli Christy, Vai in uno dei negozi di beneficienza a Camden.
Hanno cose artigianali, fatte a mano. Vanno molto meglio per
una bambina di un velociraptor a pile.
Ma nel negozio di beneficienza Lev si sent soffocare. Lo attravers
lentamente tossendo, fra vecchie donne che spostavano vestiti
sformati appesi ad aste ammaccate. C'era puzza di scarpe usate e
libri ammuffiti. La pessima illuminazione al neon gli ricord i miseri
magazzini di Baryn. I pochi pupazzi che trov erano in feltro e cuciti
a mano, e avevano facce inespressive. Voleva che la figlia restasse
incantata dal suo regalo di Natale.
Entr nel mercato di Camden, comper della carta da pacchi, decorata
con pinguini argentati, da un venditore ambulante che masticava
una gomma per evitare che gli si congelasse la faccia nell'aria
gelida del mattino. Quando Lev torn in Belisha Road, srotol la
carta e distese i pinguini sul pavimento. Si accese una sigaretta e li
guard, e inizi a ricordare i Natali ad Auror. Ricord come, negli anni
del comunismo, quando la celebrazione cristiana era vietata, Ina
sfidasse comunque le autorit tirando fuori una vecchia icona dorata
e appoggiandola sulla trave sopra il caminetto e contornandola di candele.
La mattina di Natale si inginocchiava l davanti e diceva le sue
preghiere a voce alta, e insegnava a Lev a tenere le mani giunte e a
restare fermo accanto a lei mentre chiedeva a Ges e alla madre, Maria,
di aiutare la propria famiglia. Stefan la lasciava fare, senza commenti
o proteste. Anni dopo, quando Lev lavorava insieme al padre
nella segheria di Baryn, una volta Stefan gli aveva confidato: Ho
sempre lasciato pregare tua madre. Io non credo a tutte quelle superstizioni
su Ges, ma chi lo sa? E se fossero vere, alla fine? In quel
caso le preghiere di Ina sarebbero una specie di assicurazione per
me, no? Il mio biglietto di ingresso per quella stretta porta.
E quando Marina era morta, Ina aveva cercato di consolare tutti
dicendo che la giovane moglie di Lev era in Paradiso. La fotografia
di Marina era finita sulla trave, accanto all'icona, e le candele di Ina
la investivano di una luce dorata. Lei  l sussurrava Ina.  insieme
al Signore, Lev. Io lo so. Ogni fibra del mio essere mi dice che Marina  in Paradiso.
A quell'epoca, il culto religioso era stato ammesso di nuovo. A
Natale, Ina metteva rami di abete in un angolo della stanza e impacchettava
piccoli regali nella cartapesta: giocattoli di legno per
Maya, guanti o sciarpe per Stefan e Lev. La segheria di Baryn permetteva
agli operai di stare a casa dal lavoro il giorno di Natale. (Il
direttore della segheria era un adultero incallito e concentrava l'espiazione
dei suoi peccati di tutto l'anno nelle ventiquattro ore del
Natale passato in famiglia - per poi riprendere tranquillamente i suoi tradimenti all'alba del nuovo anno.)
Ina ammazzava un'oca e la cucinava con rosmarino e castagne e
Stefan stappava una bottiglia - o due - della sua vodka migliore e la
giornata scivolava serena verso il calare dell'oscurit e il momento
di andare a dormire. Era una specie di morte, ricord Lev. Una resa.
Come se, dopo aver accompagnato i sensi verso quel sonno profondo
con un ricco pasto e abbondanti bevute, nessuno di loro avesse
mai pi rivisto la luce del giorno. E quando invece quella luce tornava,
con un biancore accecante attraverso le piccole finestre, i tre
adulti della casa - i tre sopravvissuti - si alzavano dal letto storditi.
Si sentivano come Lazzaro.
Alla fine Lev trov il regalo per Maya. Gli cost pi di quanto mandava
a casa ogni settimana. Era una bambola che assomigliava a un
neonato vero. Parlottava, apriva e chiudeva gli occhi ed era in grado
di bagnare il pannolino. Indossava un pagliaccetto e stava sdraiata
in un morbido cestino sotto una coperta di lana rosa, con la testa su
un bianco cuscino ricamato. Lev immaginava gi Maya che la cullava.
L'avrebbe presa a dormire accanto a s, confortandola con affettuosi
rimbrotti e insegnamenti.
Alla madre, Lev comper un paio di tenaglie d'acciaio americane,
utili per lavorare i suoi monili, e una confezione di sapone profumato.
E quando i regali furono incartati dentro i pinguini argentati
e spediti, Lev prov un improvviso, beato sollievo. Era orgoglioso
di essere riuscito a comperare cose di ottima qualit.
All'inizio della settimana di Natale, Lydia richiam. Aveva una voce
molto abbattuta. Disse a Lev che il programma dei concerti inglesi
di Pyotor Greszler si era concluso e lui era tornato a casa. Lei aveva
cercato altri posti da traduttrice, disse, ma senza trovare niente. Tuttavia,
iniziava a essere imbarazzante restare a casa di Tom e Larissa
a Muswell Hill, per cui adesso lavorava come ragazza alla pari per
una ricca famiglia a Highgate. Questo lavoro non  affatto come
l'altro. Il maestro Greszler mi rispettava. Qui, in questa casa, non conto niente.
Gli disse di avere un regalo di Natale per lui. Gli chiese di raggiungerla
la domenica mattina al Waterlow Park, non lontano da
dove lei lavorava. Aggiunse: Ti faccio vedere questo posto, dove
spesso vado a passeggiare. Mi piace molto.  verde e tranquillo e a
volte appendono sculture agli alberi. Poi potremmo andare al Caf Rouge.
Lev disse: Io non ho regali per te, Lydia. Ho speso tutto quello
che mi rimaneva per prendere una bambola a Maya.
Oh disse Lydia. Non mi aspettavo niente da te. Ma siamo ancora
amici, non  vero? Abbastanza amici per fare una passeggiata
nel parco. O mi sbaglio?
Dalla voce, Lev si accorse che era agitata. Rivide la sua faccia disseminata
di nei come una spruzzata di fango, che sorrideva e arrossiva
nel bar del Festival Hall, poi cupa e contrariata quando lui si era
precipitato fuori, inciampando tra gli spettatori inviperiti. Ebbe la
sensazione che l'avrebbe sempre delusa.
Certo che siamo amici... le disse.
Bene, allora disse Lydia Waterlow Park  abbastanza piccolo.
Vieni alle undici in punto, ci vediamo l.
Lui ubbid. Quella era l'altra cosa strana che gli succedeva con Lydia,
pens mentre camminava faticosamente su per Swains Lane,
con la sua sgualcita guida di Londra nella tasca del giaccone: le ubbidiva
sempre - finch non succedeva qualcosa che lo costringeva a
scappare. Pens che le ubbidiva perch il viaggio in pullman l'aveva
legato a lei. Era uno strano legame, un legame fondato su uova sode
e parole inglesi ripetute a voce alta e le campagne d'Europa che
scorrevano al finestrino. Un legame che ormai avrebbe dovuto essersi
sciolto, ma non era cos.
Lydia era in piedi su una striscia di erba fangosa, una figura isolata
in un cappotto rosso contro il cielo senza luce di dicembre. Quando
lo vide avvicinarsi, agit la mano con impeto, come se chiedesse
aiuto. Quel gesto lo fece sorridere: l'infantilismo che esprimeva, l'inconscia
disperazione. La baci sulle guance, arrossate dal freddo. Lei
gli tocc la faccia. Adesso hai i capelli molto lunghi disse.
Lo prese a braccetto e si incamminarono sul prato verso un albero
con il tronco nodoso. Dai rami pendevano grandi forme colorate,
fatte di cartapesta e dipinte di marrone, rosso e giallo. Erano cos
leggere da agitarsi al vento. Si muovevano senza fare rumore, a
volte girando su se stesse.
Vedi? disse lei. Ti piace? Lo trovo molto originale.
Che cosa rappresentano? domand Lev.
Oh disse Lydia questa non  pi una domanda da fare, Lev.
Appartiene a un'altra epoca. Oggi l'arte  fine a se stessa. Queste forme
sono solo se stesse, come tu sei tu e io sono io.
Lev osserv l'albero. Lo innervosiva. Gli ricordava quelli di Auror
a cui Stefan appendeva gli stracci votivi. Not che quelle forme erano
state dipinte con i colori delle foglie d'autunno. Pens che l'albero
spoglio sarebbe stato molto pi bello senza quelle cose fatte dall'uomo,
ma non disse nulla. Restarono a guardare le forme che ondeggiavano,
e un cane randagio corse verso di loro e si mise ad annusarli.
Lydia si inginocchi per accarezzarlo. Disse: Mi piacerebbe
avere un cane. Una piccola creatura che mi dia un po' d'affetto.
Poi condusse Lev verso un gruppo di arbusti dove gli agrifogli,
carichi di bacche, erano stati ornati con pezzi di stoffa rossa. Disse:
In questo parco mi sento bene. Non so perch. Forse per la presenza
di una mente creatrice. Una mente piena di sorprese. Ti piace
quello che hanno fatto con questo agrifoglio?.
Lev guard i pezzi di stoffa. Gli erano indifferenti. Tutto ci che
era finto gli era indifferente. Da qualche parte alle sue spalle sent
che iniziava una partita di tennis, e invidi i giocatori. Si rese conto
che, nella sua vita in Inghilterra, non correva mai, ma stava solo in
piedi davanti ai lavandini o si infilava negli autobus o vagava per le
strade, a passi lenti, come un vecchio. E quel pensiero lo fer ancora
di pi perch d'un tratto sapeva - mentre fissava l'agrifoglio addobbato
in quel modo ridicolo - da chi sarebbe voluto correre. Rimase
immobile, guardando per terra. Poi si sciolse dal braccio di Lydia e si
frug nelle tasche in cerca di una sigaretta. Quei pensieri l'avevano
spaventato. Si accorse che gli tremavano le mani.
Lev disse Lydia non ti senti bene?
Lui accese la sigaretta. Aspir una lunga boccata e attese di calmarsi.
Lev... ripet Lydia.
Sto bene disse lui ma fa freddo qui. Aria da neve. Andiamo a
prendere un caff?
Oh disse Lydia volevo fare una passeggiata finch c' ancora
luce. Guarda, adesso esce un po' di sole. Ti scalder. Facciamo un giro
nel parco.
Lev si lasci guidare, fumando per tutto il tempo. Il sole andava
e veniva e le nuvole sopra Londra si incupirono. I rumori della partita
di tennis si affievolirono. Costeggiarono uno stagno dove alcune
anatre nuotavano a coppie. Lev gett il mozzicone in acqua e acceler
il passo, tanto che Lydia fu costretta a saltellare per stargli dietro.
Si chiese se la donna sentisse quanto gli batteva il cuore mentre
camminava spedito. Ma non gli importava se lo sentiva o meno. Era
il suo cuore. Il sangue gli pulsava nelle orecchie. Era un uomo e aveva
deciso, in quella domenica di dicembre, di tornare a vivere. Adesso
voleva correre - subito, senza pi esitazioni - a casa di lei. Sapeva
il suo indirizzo a memoria da settimane, letto sull'agenda di
Damian con i recapiti del personale, consapevole che un giorno ne avrebbe
avuto bisogno. Ne aveva bisogno in quell'istante. Era un uomo e
lei l'aveva baciato e adesso era arrivato il momento...
Lev... implor Lydia, mentre correva al suo fianco non andare cos veloce.
Lev fu costretto a rallentare. Fu costretto a pazientare, a prestare
attenzione a Lydia. Non poteva abbandonarla ancora una volta
senza una spiegazione. Lasci che lo prendesse di nuovo a braccetto.
Sent la piccola mano di lei aggrapparsi alla sua manica. Lydia
inizi a parlargli di una scultura, simile a un busto in torsione, collocata
su un piedistallo di cemento. Disse di ammirare quella inquietante
stranezza. Avrebbe tanto desiderato, disse, creare qualcosa,
esprimere una parte di s in un'entit separata che sarebbe rimasta
dopo la sua morte. Perch ora si rendeva conto che il tempo
passava sempre pi in fretta. Soprattutto a Londra. A casa disse
un giorno era uguale all'altro e non c'era speranza di cambiamento,
per cui la vita scorreva lenta. Ma qui, santo cielo, mi sfugge dalle
mani. A te non succede, Lev?
Lev annu. S, era tutto cos veloce. Anche quel giorno. Lo stava
portando lontano, lontano da dove era stato. Ma cosa poteva dire a
Lydia? Gli teneva la mano accoccolata nell'incavo del braccio. Gli
aveva comperato un regalo di Natale. Come una coppia affiatata, i
due passeggiavano per Waterlow Park. I pezzi di stoffa rossa dell'agrifoglio
si agitavano al vento. Le coppie di anatre starnazzavano.
Bene disse Lydia mentre bevevano un caff bollente. Ti spiego la
mia situazione. Molte donne del nostro paese vivono a Londra come
au pair, ma ti assicuro che per me non  una sistemazione cos buona.
No?
No. Per niente. Forse non sono pi abbastanza giovane. Secondo
me i bambini inglesi sono troppo maleducati, troppo viziati. Hanno
tutto quello che vogliono, ma trattano ogni cosa allo stesso modo:
la prendono e la buttano via. Prendono le persone e le buttano
via. Si chiamano Hugo e Jemina. Mi chiamano "Muesli".
Muesli?
Li diverte molto. Per la mia faccia, i miei nei. Muesli.
Lev alz gli occhi dal suo caff. Non disse una parola perch la
sua mente distratta non poteva produrre niente di appropriato.
Be' disse Lydia vedo che quantomeno sei scioccato.  scioccante.
Lo penso anch'io. Ho trentanove anni e queste creature,
Jemina e Hugo, ne hanno sette e nove, e mi chiamano Muesli.
Dovresti dirgli di non farlo.
L'ho fatto.
Dillo ai genitori, Lydia. Digli che non accetti una cosa del genere.
Ah s? Cos perdo il lavoro, adesso che  tanto difficile trovarne uno.
Be'...
Sai che con Pyotor ero molto contenta. Il mio caro maestro. Mi
manca tantissimo. L'hai visto anche tu, ho fatto di tutto per lui. C'era
un'intesa perfetta.Volevo credere che quel lavoro durasse per sempre.
Ma, ovviamente, nulla  eterno. Ho avuto un'incredibile fortuna
e adesso vedo tutto nero.  cos che mi sento.
Lascia questa famiglia, Lydia. Trova qualcos'altro.
S, potrei. Ma dove vado in pieno inverno? Ti ricordi i miei avvertimenti
sugli inverni inglesi. Su quanto sono lunghi. Almeno ho
una stanza calda nella casa, una casa molto grande e bella. Ho un
bagno tutto per me. Insomma, non dovrei lamentarmi. Solo che il
lavoro di prima era stupendo e adesso vivo con dei mostri. Capisci?
E non c' ombra di cultura in quella casa. Soltanto televisione e giochi
della Playstation. Tutti violenti. Mi offro di leggergli delle storie
prima di andare a dormire, ma niente, mi ridono in faccia. Mi dicono persino parolacce. Ti rendi conto?
Che brutto...
Ma vedo che ti sto annoiando.  ovvio, sono di nuovo qui a lamentarmi.
Cambiamo argomento. Non  affatto gradevole. Raccontami di te, Lev.
Lev sbatt gli occhi. Aveva ancora le pulsazioni accelerate. Dover
parlare era per lui una tortura. Era stordito per l'eccitazione e la paura.
Non mi lamento rispose freddo. Sono stato fortunato con la stanza che mi hai trovato.Ti ringrazio molto. Christy Siane  una brava persona.
Davvero? Dimmi di lui.
Dunque. Ha i suoi problemi. Ma  una storia troppo lunga per raccontartela adesso. Tra poco devo andare.
Oh no. Non andare, Lev disse Lydia.  domenica, no? Perch non pranziamo insieme?
Non ho molta fame.
Ci possiamo prendere solo una bella baguette con il pollo. O un'insalata.
Non ho fame, Lydia.
Ah disse lei con un sorriso. Lo dicevi anche sul pullman. Subito
hai detto che non avevi fame e poi, dopo un po'... non tanto tempo...
sono l a dividere con te le mie uova e il mio pane di segale e il mio cioccolato, ed  presto finito tutto. Ti ricordi?
S.
Chiamo il cameriere per avere il menu. Non spendiamo tanto
se prendiamo solo le baguette.
No. Non voglio mangiare.
Pago io, Lev. Ti invito.
No! Devo andare.
Lydia avvert l'ostinazione nella voce di Lev e lo guard con durezza.
Lui pens che era cos che Lydia si rivolgeva ai bambini che la
chiamavano Muesli, con il suo sguardo risoluto, con i suoi occhi spalancati
e azzurri. E poi ci rinunciava e distoglieva lo sguardo, come
fece in quel momento. Si chin sulla borsa che aveva posato ai suoi
piedi e tir fuori un pacchetto lungo, accuratamente avvolto in una
carta luccicante, e glielo porse.
D'accordo disse. Io invece ho fame, ma non importa. Ecco il
tuo regalo. Buon Natale, Lev. Parl con voce flebile.
Lev si allung e lo prese. Si pent di non averle comperato qualcosa:
una candela profumata, un olio da bagno... qualcosa. Un regalo da poco avrebbe salvato la situazione, avrebbe fatto apparire lui
meno egoista e insensibile.
Grazie disse Lev.
Se vuoi, puoi aprirlo adesso.
Cos lui pens, Se lo apro, posso ringraziarla e poi andarmene.
L'apertura del regalo porr fine all'incontro e mi permetter di tagliare
la corda. Guard il pacchetto che aveva tra le mani. Su un biglietto
c'era una semplice dedica: A Lev da Lydia.
Non preferisci che lo apra il giorno di Natale? le domand.
No. Aprilo. Perch no? Cos vedr se ti piace.
Lev inizi a strappare la carta. Lydia prese un fazzolettino e si soffi
il naso. Disse: Ti sembrer un regalo strano... non quello che ti
aspettavi.
Non mi aspettavo niente.
Ma capirai perch ho pensato che andasse bene per te. Credo
che capirai...
Era un Amleto in edizione tascabile. Lev apr il libro e lesse: "La
tragedia di Amleto, principe di Danimarca. Atto primo".
Oh disse. Grazie, Lydia. Una volta ho visto un film russo tratto
da Amleto, ma non l'ho mai letto.
Lo immaginavo, Lev. Chi ha letto Amleto ad Auror? Ma questa
edizione ha note molto approfondite per aiutarti a capire. Se vai in
fondo al libro, le vedi.
Credo che ne avr sicuramente bisogno...
E penso che per noi, che siamo emigranti, o come ci vuoi chiamare,
quest'opera ha un significato particolare.Te ne accorgerai quando
la leggi. Perch il principe Amleto  un emarginato. O meglio, si
emargina da solo, in modo da sistemare le cose nel luogo che si  lasciato
alle spalle.
S?
S. Ed  sempre ossessionato dal passato. Vedrai.
La ringrazi di nuovo. Infil il libro nella tasca del giaccone. Non
sapeva che altro aggiungere. Tir fuori qualche moneta per pagare il
caff e la pos sul tavolo.
Ora era lontano. Lontano da Highgate. Riemerse nell'aria gelida dalla
stazione della metropolitana di Kentish Town. Corse lungo Rossvale
Road. I numeri civici gli sfrecciavano accanto. La strada di lei. In
fondo, perch un uomo non dovrebbe scegliere la felicit? Non aveva
forse il diritto, lui come chiunque altro - anche se sua moglie era
morta, anche se si era ripromesso che non l'avrebbe mai pi fatto -
di tentare un nuovo inizio?
Aveva cominciato a nevicare. I fiocchi svolazzanti erano soffici e
freddi sulla faccia di Lev. Si augur che la neve cadesse per tutta la
notte, che ricoprisse la citt di un manto di silenzio, che lo bloccasse
nella stanza dove stava correndo, che gli portasse un'alba delicata,
bianco porpora, come quella che aveva visto tanto tempo prima
quando lui e Rudi avevano guidato la Chevy fino a casa...
Era arrivato. Rossvale Road numero 5. Un campanello da suonare.
Poi l'attesa da affrontare. Poi la voce di lei al citofono. Una voce
lievemente strozzata che, ora se ne rendeva conto, lo aveva sempre
colpito: la voce che l'avrebbe liberato.
Sono Lev disse.
Aveva corso cos tanto che gli mancava il fiato. Era stordito dalla
stanchezza, dal desiderio, dalla speranza.
Il citofono non emise alcun suono. Ma poi sent lo scatto della
serratura che si apriva. Spinse la porta massiccia e si trov in un piccolo
ingresso con la moquette blu, cosparsa di giornali e avvisi pubblicitari
ancora da aprire. Si intravide in uno specchio: rosso in faccia,
i capelli arruffati, gli occhi luccicanti come due tizzoni. Si asciug
il sudore dalla fronte e cerc di lisciarsi i capelli.
Guard in cima alla stretta rampa di scale. Sophie era uscita dal
suo appartamento al primo piano e stava in piedi sulla porta, guardando
verso di lui.
Era in tuta da ginnastica e a piedi nudi. In mano aveva un quotidiano
o una rivista. Lev inizi a salire. Sophie non si mosse, ma quando
lui alz gli occhi verso di lei, vide che un lento sorriso le disegnava
le fossette sulle guance, come se lo stesse aspettando, calma e serena,
nella certezza che prima o poi lui sarebbe arrivato, che alla fine
non aveva bisogno di essere convinto, che aspettare era l'unica cosa da fare per lei.
Quando Lev la raggiunse, lei lo tir dolcemente in casa e chiuse
la porta. Lui la spinse contro il muro. Prese fra le mani i suoi lucidi
riccioli.Voleva dirle tutto quello che provava, ma sentiva che gli sfuggivano
le parole. Pos la bocca su quella di lei. Il respiro di Sophie era dolce come il caramello.
...
.
...
CAPITOLO 10.
...
.
...
Qui  pura anarchia.
...
.
...
La mattina di Natale, Lev si svegli nel letto di Sophie e vide che il
sole splendeva oltre le tende bianche. Diede un bacio a Lenny, la lucertola
tatuata. Sophie si svegli mormorando: Lenny dice che sai di buono.
Lev le accarezz la faccia, unta di sonno. Le disse: Vorrei essere
Lenny. Sulla tua pelle per sempre. Lei sorrise, gli prese la mano e
gli baci i peli neri del polso, poi li accarezz con il labbro superiore
come se fossero una pelliccia. Lev pens, S,  cos,  quello che voglio
adesso: essere un segno indelebile su di lei, incancellabile. Perch
lei lo ammaliava. E quella malia non gli dava tregua.
Quando la guardava durante le ore di lavoro, si sentiva quasi mancare.
Gli veniva voglia di stringerla tra le braccia l in cucina, davanti
a tutti gli chef. Nei lunghi turni ai lavandini, stava in ascolto per
cogliere la sua voce. Non vedeva l'ora che calasse la notte. Quando
si guardava riflesso su un vetro, vedeva un ragazzino con gli occhi
infiammati dai sogni.
Doveva raccontare di lei a Rudi. Gli aveva telefonato una domenica
mattina presto, mentre Sophie dormiva, e gli aveva detto: Credo
di essermi innamorato.
Gli erano arrivati sette rintocchi dell'orologio a cuc. Poi Rudi aveva
detto con voce stanca: Sapevo che c'era qualcosa.
Lev gli aveva raccontato che era successo tutto all'improvviso, che
ne era stato travolto e che non se ne era ancora reso conto e non sapeva
come comportarsi.
Be' aveva suggerito Rudi non  come andare in bicicletta? Non
si dimentica mai, giusto?
Dici? aveva detto Lev. Non lo so. Non  esattamente come riprovare
qualcosa che conoscevo.  pi come qualcosa di nuovo.
Ah s?
Con Marina era bellissimo aveva detto Lev ma era cos... viscerale.
C'era sempre... c'era sempre qualcosa di rabbioso, qualcosa
di cupo o sofferto. Questa volta  leggero.
Non sono certo di aver capito cosa intendi, amico mio.
Non importa. In ogni modo, come definiresti l'amore?  qualcosa...
come dire... senza complicazioni. Capisci?
Rudi aveva sbadigliato e aveva detto: Senza complicazioni  buono.
Senza complicazioni mi piace. Cerca di mantenerlo cos. Probabilmente
non sei ancora pronto per qualcosa d'altro. Come si chiama?.
Sophie.
Sophie? Non  russa, spero.
No,  inglese. Lavora al ristorante. Vuole diventare chef.
Bene aveva detto Rudi. Be', tutti abbiamo dei sogni.
Era calato il silenzio. Sembrava che Rudi non volesse pi parlare
di Sophie, per cui Lev aveva chiesto: Come sta la Chevy?.
Lasciamo perdere. La trasmissione  un incubo, Lev. Non ho ancora
trovato quelle cinghie del cazzo. Ho dovuto richiederle in un
posto in Germania. Solo la spedizione mi coster una fortuna. E nel
frattempo, la macchina continua a sbattere dappertutto. Te l'ho detto,
continuo ad ammaccare il paraurti perch la Chevy non capisce
mai in che cazzo di marcia .
Mi spiace, Rudi.
Insomma, se si rompe, io cosa faccio? Sar costretto a tornare ai
miei traffici. E il solo pensiero mi provoca degli incubi terribili, ho una
paura fottuta di dormire.
E gli oroscopi?
Gli oroscopi? S, be', devo dire che funzionano. Ormai abbiamo
un po' di clienti... o meglio, ce li ha Lora.  una valanga di pure stronzate,
Lev. Mi sento male quando penso alle balle che raccontiamo.
Per, ehi, dobbiamo pur sopravvivere, no?
S, dobbiamo sopravvivere.
Era seguito un altro silenzio, in cui Lev aveva sentito il tic tac dell'orologio
sopra il mobile dove Rudi teneva il telefono. Poi Rudi aveva
detto: Senti, sono contento per te, Lev. Dico sul serio. Molto contento.
Mandami una foto di Sophie e la sua data di nascita, cos Lora
pu fare i vostri oroscopi, vedere se avete un futuro.
Un futuro.
Lev non voleva neanche pensarci. Era tornato a vivere nel presente.
Era sufficiente.
E adesso, a Natale, Ina aveva le sue tenaglie americane, Maya la
sua bambola, e lui Sophie.
Era pi che sufficiente.
Fece l'amore con Sophie con delicatezza, i loro corpi accarezzati
dalla morbida luce del mattino, e dormirono ancora un po'.
Poi si alzarono e fecero colazione uno accanto all'altra: tortilla, pane
e caff. Mentre mangiavano, Lev contemplava tutte le sfumature
di rosso e oro nei capelli di lei e le sue labbra sull'orlo della
spessa tazza verde. Pens a quanto gli sarebbe piaciuto portarla a
ballare.
Sophie l'aveva avvertito che non sarebbe stato un Natale "normale"
perch doveva andare all'istituto di Ferndale Heights per stare
con gli anziani. Gli aveva spiegato che pochi dipendenti a tempo
pieno volevano lavorare il giorno di Natale, cos lei si era offerta per
un turno di sei ore. Aveva detto: Alcuni residenti sanno che sar il
loro ultimo Natale.
Lev le aveva chiesto che cosa avrebbe fatto nella casa di riposo e
lei aveva spiegato che avrebbe aiutato a preparare il pranzo di Natale,
poi avrebbero giocato e cantato. Aveva detto: Saranno tutti brilli
per lo spumante Asti e si perderanno nei ricordi del passato, ma
non importa. Quando sei vecchio, nessuno ti tocca, nessuno ti ascolta...
almeno qui, in questo paese di merda. Ecco perch lo faccio: li
tocco e li ascolto. Li pettino. Faccio con loro giochi con le mani. 
da morir dal ridere! Ascolto storie su come si viveva in un prefabbricato
dopo la guerra, o in un palazzo signorile mezzo diroccato. Suono
la chitarra e a volte questo li commuove. La mia preferita  una donna
che si chiama Ruby.  stata cresciuta dalle suore in India. Ricorda
ancora il convento e la sua suora preferita, sorella Benedicta... ogni
particolare, ogni sensazione.
Lev le aveva detto che sarebbe andato con lei al Ferndale Heights,
l'avrebbe aiutata a cucinare e a lavare i piatti. Alle sue parole, Sophie
gli aveva buttato le braccia al collo dicendo: Sapevo che eri buono.
Quasi nessuno lo . Ma tu s. Te l'avevo letto in faccia.
Lavarono le stoviglie della colazione. Fecero la doccia, si vestirono
e Sophie si trucc. Disse che ai residenti del Ferndale Heights tirava
su il morale vedere capelli lucidi e rossetti vivaci e sentire profumi
forti. Lev si mise la sua vecchia giacca di pelle perch Sophie
amava vederlo con quel look e diceva di trovarlo sexy.
Camminarono mano nella mano lungo Rossvale Road, diretti verso
la metropolitana, guardando le vetrine con alberi di Natale, festoni
colorati e neve finta. Sophie aveva con s la chitarra dentro una
custodia di tela. Il sole posava i suoi raggi luminosi sulle cancellate
dipinte di nero e sulle ultime foglie di platano ammucchiate nel canale
di scolo e su persone con indosso maglioni appena comperati
e su cani con collare e guinzaglio nuovi.
All'inizio del vialetto che portava al Ferndale Heights c'era un fioraio
che stava in piedi nell'aria gelida. Aveva un paio di guanti senza
dita e un berretto di lana calato sulla fronte. Sui cavalletti alle sue
spalle, fra cesti di alte rose e garofani, c'era una composizione di stelle
di Natale e Lev non pot fare a meno di fermarsi ad ammirarle.
Tutto bene, amico? disse il fioraio, battendo le mani per scaldarle.
S disse Lev.
Prendi un bel regalo di Natale da portare alla nonna?
Mi scusi disse Lev.
Prosegu, accelerando per raggiungere Sophie.
Il Ferndale Heights si trovava in fondo a una strada silenziosa di
East Finchley, affacciandosi su una distesa di tetti. Era un edificio di
tre piani di mattoni rossi con finestre dagli infissi in alluminio. I mattoni
erano macchiati di nero nei punti in cui l'acqua delle condutture
di sicurezza era gocciolata lungo il muro finendo su un viottolo di
cemento. Il viottolo era circondato da prati verdi. Frondosi tassi lasciavano
cadere le ultime bacche velenose sull'erba, dove vagavano
alcuni piccioni.
Nelle belle giornate disse Sophie non  male. Ci sono posti
peggiori dove morire.
All'interno, l'odore ricord a Lev l'ospedale dove Marina era rimasta
tanto tempo: urina mista a disinfettante, caff stantio, una vaga
puzza di qualcosa di non identificabile bruciato di recente. Sophie
lo prese per mano. Il posto era silenzioso, come se tutti i residenti
stessero dormendo, e a Lev venne in mente Christy sdraiato da solo in Belisha Road, imbottito di sonniferi, che teneva la stanza buia
per tutto il giorno in attesa che tornasse a calare l'oscurit.
Sophie accompagn Lev lungo un corridoio dove accanto a ogni
porta c'era una targhetta con un nome: Mrs Araminta Hollander,
Capt. Berkeley Brotherton, Mrs Pansy Adeane, Miss Joan Scott... Da
alcune stanze giungevano piccoli segnali di disagio: schiarirsi di gole,
colpi di tosse, una voce che piangeva sommessamente al telefono.
Lev e Sophie si fermarono davanti all'ultima porta, spalancata,
come in previsione del loro arrivo. Sophie buss. Il nome a fianco
della porta era "Mrs Ruby Constad". Sentirono avvicinarsi passi lenti
e pesanti, poi Lev si trov di fronte una donna corpulenta, con grigi
capelli ricci e occhi che erano ancora quasi belli nell'impasto incolore
della faccia. Intorno al collo aveva un filo di perle d'epoca.
Sophie cara disse la donna. Buon Natale! Accomodati. Mi hanno
regalato delle prugne secche.
Entrarono nella piccola stanza di Ruby Constad, che era zeppa di
mobili antichi e dipinti a olio incorniciati, soprammobili di porcellana
e argenti ossidati dal tempo. Il letto era fatto, coperto da una trapunta
d'altri tempi foderata di broccato verde. E l accanto, c'era una
comoda.
Sophie appoggi la chitarra contro un parafuoco decorato che
non riparava da nessun fuoco. Ruby disse questo  il mio amico
Lev.
Ruby Constad prese la confezione di prugne e con la mano paffuta
che tremava leggermente le offr a Lev. Disse: Non so chi me
le ha spedite. Prendine una. A volte spediscono cose all'indirizzo sbagliato.
Oppure  il personale che fa confusione. Probabilmente erano
per Minty Hollander.  quasi tutto per lei.
Lev obbed e prese una prugna. Non gli andava molto di mangiarla,
ma non aveva altra scelta, cos la addent.
Ruby si rivolse a Sophie e le chiese: Come l'hai chiamato?.
Lev disse Sophie.
Lev?  straniero o  un diminutivo?
Lev  venuto in Inghilterra per lavorare. Lavoriamo insieme al
ristorante di cui ti ho parlato. GK Ashe. Ti ricordi?
GK Ashe per un ristorante  il nome pi strano che abbia mai
sentito! Perch non ne ha scelto uno pi evocativo, tipo Wheeler's?
Sophie ridacchi. Il mondo  cambiato, Ruby disse. I ristoranti
hanno nomi diversi, servono piatti diversi.
Tipo?
Piatti moderni.
A me piaceva molto Wheeler's. Ostriche. Sogliola. Credevamo
che quelli fossero piatti moderni. Ti piace la prugna, Lev?
La prugna  buona disse lui. Grazie.
Ruby Constad studi i tratti di Lev. Lui aveva caldo in quella stanza
piena di mobili e si tolse la sciarpa. Not che Ruby lo scrutava con
attenzione.
Be' sussurr a Sophie  davvero sexy.
Sophie ridacchi di nuovo. Pos una mano sul braccio di Lev.
Ruby pensa che sei bello disse e lo penso anch'io.
S? disse Lev.
Le due donne si misero a ridere. La loro risata riemp la stanza.
Lev sorrise per la gioia infantile che esprimeva. Ruby pos la confezione
di prugne e si mise a frugare sotto il cuscino del letto.Tir fuori
una busta e la diede a Sophie.
Dunque disse. Questa  per te. Per essere cos dolce e cara con
una vecchia grassona. Per illuminare tutte le nostre domeniche.
Lev vide gli occhi di Ruby colmarsi improvvisamente di lacrime.
Ma lei tir fuori un fazzoletto dalla manica del cardigan e se le asciug.
Sophie guard la busta. Ruby... disse.
Adesso non fare storie. Comprati un cappotto nuovo. Quel tuo
straccio di pecora sembra aver superato da un pezzo la data di scadenza,
o come diavolo si dice. Di, apri il biglietto.
Ruby si volt verso Lev mentre Sophie inizi ad aprire la busta.
Lev vide cadere un assegno da un biglietto natalizio e Sophie si chin
per raccoglierlo.
Qui dentro disse Ruby a Lev abbiamo tutti superato la data di
scadenza. Berkeley Brotherton ha novantatr anni.
Sophie fissava l'assegno. Si avvicin a Ruby e abbracci la sua voluminosa
figura. E troppo disse.
Ruby le baci i capelli rossi. Disse a Lev: Sophie  un vero tesoro.
Sono d'accordo disse Lev.
Molto pi gentile di mia figlia. Alexandra non mi canta mai niente.
Non mi aiuta mai con le parole crociate. Non mi fa mai ridere.
Ruby invit i due a sedersi nella stanza ingombra di mobili. Lei
prese posto sulla comoda. Lev si mise su un basso sgabello. Quello viene dal Kashmir disse Ruby. L'ho portato con me dall'india.
Anche quasi tutti gli argenti sono indiani.
S?
Immagino che Sophie ti abbia raccontato che sono cresciuta in
India... prima dell'indipendenza, quando avevamo il vicer e tutto il
resto. Ho partecipato a una recita di benvenuto per il vicer a scuola.
Abbiamo fatto un quadro vivente. In pi ragazze abbiamo formato
la parola BENVENUTO sul palco. Io ero una met della O. Non
ho mai dimenticato quando ho fatto la met della O. A volte mi dico,
la tua intera vita si riduce a questo, Ruby Constad,
essere la met
di qualcosa. Che stupide le cose che ci rimangono impresse, non 
vero, Lev? Tu che cosa ti ricordi?
Dunque, mi ricordo... mio padre raccontava che nel bosco dietro
casa nostra c'erano i folletti del bosco e...
I folletti del bosco? Santo cielo! Non credo che ci siano qui in
Gran Bretagna. Come sono fatti?
Non lo so. Sono spiriti di morti che hanno sofferto. Mio padre
diceva: "Possono trasformarsi in uccelli, in donne".
Oh, mio Dio. Non mi piacerebbe che un folletto diventasse all'improvviso
una donna. Creerebbe un sacco di confusione.
Lev sorrise. S. Ma penso che diventavano donne solo nella mente
di mio padre.
Capisco. Nella mente di tuo padre...
Non ho mai visto un folletto. Andavo sempre a cercarli. Come i
quadrifogli. Mai trovati.
Lev alz lo sguardo per vedere le due donne sorridergli con aria
complice.
Ruby si allung e prese una mano di Sophie. Cara disse sono
contenta che tu sia venuta a trovarmi con Lev. Poi si rivolse a lui.
Sophie una volta ha portato qui un altro uomo, un ginnasta. Voleva
fare un salto mortale all'indietro o qualcosa del genere, ma io gli
ho detto: "No, non credo proprio che ci sia abbastanza spazio".
Lev e Sophie diedero una mano in cucina, preparando i cavoletti di
Bruxelles, tagliando a pezzetti e rosolando le rape, avvolgendo la pancetta
intorno alla salsiccia, mentre il tacchino cuoceva. Sophie fece
una salsa di pane aromatizzata con i chiodi di garofano. Lev prepar
un bouillon con cipolle, patate e i gambi dei cavoletti. Poi ripose la
confezione del sugo liofilizzato nella credenza e prepar un jus scuro
e saporito - come aveva visto fare a GK Ashe, con il bouillon, un
po' di vino e il fondo caramellato della padella. Le due ragazze sudafricane
in servizio il giorno di Natale rimasero stupefatte. Wow
dissero. Ha un profumo delizioso. Ci avete salvato. Il personale 
ridotto al minimo.
Quando tutto fu pronto, Lev and nella sala da pranzo dove si
erano raccolti gli anziani, sotto lo sguardo della signora McNaughton,
la direttrice del Ferndale Heights.
Cinque dei diciassette ospiti erano sulla sedia a rotelle. Molti di
loro lottavano contro i movimenti spasmodici e i tremori del Parkinson.
Accanto a ogni piatto era stato messo un piccolo petardo di Natale.
L'elegante donna chiamata Minty afferr il suo, lo agit in aria
con l'ingioiellata e scarna mano rapace e annunci con una voce simile
a quella della regina: Voglio solo dirvi... attenzione, prego...
voglio solo ricordarvi che l'anno scorso lo scoppio dei petardi  stato
completamente scoordinato. Deve essere fatto dopo il tacchino.
Cos il contenuto non finisce nel piatto. D'accordo? Avete sentito tutti?.
Minty disse un vegliardo con un maglione Fair Isle nuovo su
una consumata camicia a quadri se aspettiamo di aver finito di mangiare,
in certi casi, rischiamo che si faccia notte.
Volevo dire ribatt Minty dopo che la maggior parte di noi hanno finito di mangiare.
Intendi dire "la maggior parte di noi ha finito di mangiare". "Parte"  un nome singolare.
Sta' zitto, Berkeley disse Minty. Tu sei un maledetto nome singolare e per giunta irritante.
Ci furono scoppi di risa intorno al tavolo. Lev sent fischiare un
apparecchio acustico. Ssst fece la signora McNaughton con dolcezza.
Io faccio scoppiare il mio maledetto petardo adesso annunci
una degli occupanti delle sedie a rotelle. Non intendo farmi comandare
dalla signora So-tutto-io. Qui siamo tutti uguali. Porse
un'estremit del petardo al suo vicino, un uomo dalle fattezze che a
Lev ricordavano il padre, per la loro spinta gravitazionale verso la malinconia.
Piantala, Joan sibil il vecchio.
Okay disse lei. Lo faccio scoppiare da sola questo fottuto affare.
Joan! grid Minty. Che fai!
Sei stata tu ad attirare l'attenzione sui maledetti petardi, Minty disse Berkeley.
Volevo solo un po' di ordine nel giorno di Natale piagnucol
Minty. Se no qui  pura anarchia.
Joan afferr il petardo con tutte e due le mani e inizi a tirare. La
confezione si torse e si allung, ma senza esplodere.
Sophie si avvicin a Joan. Joan disse gentilmente tra pochi minuti
 pronto il pranzo. Vuoi che ti aiuti a far esplodere il petardo o preferisci aspettare?
Voglio solo farlo esplodere quando mi va di farlo esplodere, non quando qualcun altro mi d il permesso.
Ci sono sempre problemi all'ora dei pasti osserv l'uomo sulla sedia a rotelle, Douglas.
Non sta dando problemi disse Sophie.
Solo perch la signorina Araminta una volta ha lavorato con Leslie Caron...
Mi piaceva Leslie Caron comment un'altra donna.
"On to your Waterloo" whispers my heart, Pray i'll be Wellington, not Bonaparte...
.
NOTA: Avanti verso la tua Waterloo"" sussurra il mio cuore. Prega che io sia Wellington, non Bonaparte... FINE NOTA.
.
Si canta pi tardi! sbott Minty.
Eccola che ricomincia disse Joan, riprendendo a lottare con il
suo petardo.
Per la misericordia, adesso mangiamo disse Douglas.
Douglas ha ragione disse la signora McNaughton con tono deciso.
Douglas ha ragione. Dico una preghiera di ringraziamento e
poi serviamo il pranzo.
Joan ripose il petardo di malavoglia. Una delle persone in sedia
a rotelle annu con un violento cenno del capo. La signora
McNaughton cominci a recitare: Grazie, oh Signore, nel giorno della
tua Nativit....
Non  la nativit del Signore interruppe Berkeley  di suo Figlio.
Oh, tappategli la bocca! disse Pansy.
Se vogliamo essere precisi, Berkeley ha ragione disse Ruby d'un
tratto. Visto che ho ricevuto un'educazione cattolica...
Ricomincio la preghiera disse la signora McNaughton. Possiamo
fare silenzio?
Ma la religione si  cacciata in un pasticcio spaventoso in questo
paese...
Ruby? Puoi fare silenzio per la preghiera?
Perch la gente non sa pi in che cosa crede. Credono un po' in
questo e un po' in quello, e intanto i Mugnai dell'islam...
I Mullah, stupida zotica.
La signora McNaughton si alz in piedi e batt forte le mani. Ma
insomma! disse. Solo perch  Natale, non dobbiamo mica iniziare
a comportarci come bambini. Allora. "Grazie Signore, in questo
santo giorno di Natale, per averci dato cibo e vino, calore quando fa
freddo, compagnia quando siamo soli, e per benedirci con il tuo infinito
amore. Amen."
Per qualche istante, nessuno parl. La signora McNaughton e
Sophie cominciarono a girare attorno al tavolo, posizionando le sedie
a rotelle, infilando i tovagliolini nei colletti, versando l'acqua nei
bicchieri di plastica, e scadente vino rosso in quelli di vetro. Joan afferr
di nuovo il suo petardo e inizi a morderlo.
Lev torn in cucina, tagli il tacchino e inizi a metterlo nei piatti.
Cerc di imitare gli chef di GK Ashe, allineando sei piatti e sistemando
la carne e il ripieno al centro di ognuno con estrema cura.
Mostr alle aiutanti del Sudafrica come disporre le patate arrosto, i
cavoletti e le rape in modo accattivante intorno al tacchino, e mentre
le ragazze seguivano le sue indicazioni, continu a far andare a
fuoco lento la salsa di pane e il jus, per poi aggiungerli alle composizioni,
tenendo il cucchiaio basso, in modo da evitare schizzi sull'orlo
del piatto. Le aiutanti ora aspettavano di portare i piatti in tavola,
notando la precisione con cui Lev lavorava.
Sei uno chef? gli chiese una di loro.
No disse Lev.
Ricominci con altri sei piatti. Il profumo era ottimo. Lev assaggi
un pezzo di pelle di tacchino. Era croccante e gustoso. Guard le
sue mani che sistemavano e aggiustavano. Pens alle mani di sua
madre, impegnate a fissare sottili frammenti di latta su fili di rame,
a impugnare le belle tenaglie nuove prodotte in America, che lei ammirava
nell'usarle...
I residenti della casa di riposo stavano mangiando il dolce natalizio
e bevendo lo spumante Asti. Avevano fatto esplodere i petardi e si
erano messi i cappellini di carta. Douglas disse di non sentirsi bene
e la signora McNaughton dovette portarlo via sulla sedia a rotelle,
con una bacinella di plastica sulle ginocchia. Altri due si erano addormentati
sulle sedie. Da un'estremit della tavolata giunse l'inconfondibile
puzza di urina, mescolata all'aroma del brandy infiammato
versato sul dolce. Mentre Lev e Sophie lavavano i piatti in cucina,
sentirono gli anziani iniziare a barattare i regali trovati dentro i
tubi dei petardi.
Berkeley disse Minty, perentoria. Tu non te ne fai assolutamente
niente di quel set da cucito. Lo prendo io e ti do in cambio il
mio portachiavi con il delfino e la barzelletta sugli orsi polari.
Non basta. Devi fare di meglio.
Non posso fare di meglio. Abbiamo avuto un petardo a testa.
Devi trattare, Araminta. Devi promuovere la tua mercanzia. Come
in un suk. Hai dimenticato le regole, dannazione?
Lo so che tutti volete la confezione in miniatura del borotalco
Woods of Windsor dichiar Pansy Adeane ma si d il caso che sia
mia e non ho la minima intenzione di scambiarla con niente!
Io non voglio il borotalco disse Berkeley.
Allora cosa vuoi in cambio del set per il cucito?
Niente. Mi piace il set per il cucito.
Sei un uomo disse Minty. Gli uomini non sanno cucire. Ma un grazioso portachiavi a forma di delfino...
Se sei stato in marina sai cucire disse Berkeley. Ho imparato
a cucire prima che tu nascessi.
Io vorrei scambiare questa utilissima graffettatrice a forma di
Bambi con il talco Woods of Windsor Lev sent dire a Ruby.
Nessuno si prender questo dannato borotalco disse Pansy.
Pensa a tutte le cose che pu fare una graffettatrice disse Ruby.
Pu cucire la bocca a Minty, tanto per cominciare ! disse Berkeley.
Ci fu un accenno di risa quando Ruby domand: Berkeley, preferiresti
la graffettatrice a forma di Bambi al set per il cucito?.
Ma neanche per idea. Con questo posso rammendarmi tutte le tasche.
Nel senso di diventare ancora pi tirchio?
Fatti i cazzi tuoi.
Il linguaggio, moderate il linguaggio... disse la signora McNaughton.
Io mi metto il talco in tasca.
Io non do via questo maledetto set per il cucito.
Non so che farmene di una graffettatrice.
A cosa serve un portachiavi se non hai pi la macchina?
Comunque la barzelletta sugli orsi polari faceva schifo.
Somewhere over the rainbow...
Smisero di discutere. Sophie era tornata nella sala, aveva preso la
chitarra e iniziato a cantare.
...Way up high...
I residenti del Ferndale Heights posarono i regali e sembrarono dimenticarli all'istante. Fecero il possibile per frenare i tremori e i colpi di tosse, per trattenere i gorgoglii di stomaco.
...There's a land that I heard of...
La signora McNaughton incroci le braccia sul petto.
Once in a lullaby...
.
NOTA: Da qualche parte sopra l'arcobaleno, molto pi su, c' una terra di cui ho sentito parlare, una volta in una ninna nanna... FINE NOTA.
.
Lev torn nella sala da pranzo e, fermandosi l in piedi con la bottiglia
di spumante Asti in mano, vide tutti gli occhi volgersi sulla cantante.
Sophie aveva una voce melodiosa, delicata. E lui pens che, al
primo sguardo, di lei si notavano solo le forme morbide e il sorriso
infantile con le fossette, e poi, quando la conoscevi, iniziavi a percepire anche la sua determinazione.
Alla fine della canzone, Berkeley Brotherton si stava asciugando
le lacrime con un tovagliolo, come pure Ruby Constad. Scoppi l'applauso,
poi grida di acclamazione. Minty si alz. Con le guance arrossate
dal vino, le mani solcate dalle vene blu e impreziosite dai diamanti
che il suo bello le aveva regalato tanti anni prima, si mise a
cantare, con voce tremula da soprano:
Some enchanted evening,
You may see a stranger,
You may see a stranger
Across a crowded room...
.
NOTA: In una sera incantata. puoi incontrare uno sconosciuto. puoi incontrare uno sconosciuto. in una stanza affollata... FINE NOTA.
.
Questo brano lo conoscevano quasi tutti, e a poco a poco si unirono al canto, abbandonandosi alla melodia, agitando le braccia, cercando di andare a tempo con gli altri.
Quando Lev e Sophie lasciarono il Ferndale Heights era buio. Mentre
si allontanavano, Sophie disse: Non sopporto l'idea che dormano
tutti soli la notte.
Be' disse Lev. Capisco. Per  andata bene. Pranzo buono.
Pranzo molto buono. Erano tutti contenti.
Douglas ha vomitato.
Oh, ha mangiato troppo, tutto qui. Ha fatto un bis abbondante.
Ha detto che non mangiava una salsa di pane cos buona dal 1957.
Lev sorrise mentre si dirigevano verso la metropolitana. Sei brava
a cantare disse. E Ruby, lei ti vuole molto bene.
Ha avuto una vita difficile disse Sophie. Suo marito l'ha lasciata
per un'altra. Poi  morto. Lei aveva circa cinquant'anni. Da allora
 rimasta sola. I suoi due figli non li vede quasi mai.
Non vanno a trovarla?
Ogni tanto. Porci egoisti. Pi o meno una volta all'anno. Lo sai
che mi ha dato cento sterline?
Lev le mise un braccio sulle spalle e la strinse a s. Allora andiamo
per negozi disse. Compriamo un bel vestito per te.
No disse lei. Non le spendo. Assolutamente. Le metto da parte,
come una formichina.
Rientrati nell'appartamento di Sophie, andarono a dormire. Lei gli
volgeva la schiena e aveva il braccio di Lev posato sulla coscia.
La sera giunse silenziosa.
Quando Lev si svegli erano quasi le otto. Guard Sophie. Gli
venne da pensare quanto era strano e adorabile che le donne giovani
sembrassero dormire senza emettere alcun suono.
Si vest, si accese una sigaretta, and in soggiorno e si sedette accanto
alla finestra buia. Sul cellulare fece il numero di Belisha Road,
ma nessuno rispose. Chiss se Christy era ancora a letto oppure al
pub. Ricord con un sorriso che il regalo di Christy per Frankie -
comprato al Sainsbury di Camden Town insieme alla spesa - era stato
un costume viola da ballerina con il corpetto rivestito di lustrini e un diadema.
Rest l a fumare, guardando la notte fuori. In strada passavano
poche macchine. Alla finestra di fronte vide accendersi e spegnersi
le luci azzurre di un albero di Natale. Dal pub all'angolo della strada
gli giunse l'eco di lontane risate. Prese di nuovo il cellulare. Le sue
bollette erano alte, ma riusciva a coprirle - al pelo. Fece il numero di Rudi.
Compagno disse Rudi saluti da casa. Sono impresentabile! Ma
non farci caso. Ina e Maya sono qui. Lora ha cucinato il galletto bisbetico
di tua madre, ma era pelle e ossa. Tutti quei mesi passati a scoparsi le galline lo hanno sfinito!
Ah s?
Gi. Pazienza. Lo abbiamo innaffiato con l'alcol. Siamo stati bene.
Lora ha ricevuto del vino da uno dei suoi clienti degli oroscopi.
E cazzo se era buono.Ti passo Maya...
Segu un lungo silenzio, poi Lev sent la voce della figlia.
Era flebile e molto lontana.
Pappa?
S, sono io, Pappa. Come sta il mio fiorellino? Ti piace la bambola?
S disse Maya.
Hai pensato a come chiamarla?
Lili.
S? L'hai chiamata Lili?
Va anche a dormire.
Le vuoi bene?
Fa la pip nel pannolino.
Esatto. Cos dovrai lavare il pannolino e mettergliene uno pulito.
S. Quando vieni, Pappa?
Presto. Devi far asciugare il pannolino davanti al caminetto. Ma
stai attenta a non bruciarlo. La nonna ti aiuter...
Se n' andata disse la voce di Ina. Non fa che chiedermi quando
ritorni.
Tu sai la risposta disse Lev. Dille che torner appena avr un
po' di soldi... oppure potete venire voi qui...
Lev disse Ina  Natale.
Lo so che  Natale. Infatti stavo proprio per augurarvi...
Non rovinarmi la festa chiedendomi di venire in Inghilterra. Sono
troppo vecchia per lasciare il mio paese. Se vuoi Maya con te,
mandami i soldi e io la metto su un pullman. Mi abituer a vivere da
sola...
Mamma...
Lev alz gli occhi. Sophie era sulla porta, con addosso una vestaglia
scozzese. I capelli arruffati di chi si  appena alzato dal letto.
Ina prosegu: Vivo ad Auror da quasi settantanni. Preferisco morire
qui.
Non ti preoccupare mamma disse Lev, prendendo il pacchetto
di sigarette e allungandolo a Sophie. Nessuno ti porter via da
Auror. Dimmi, ti  arrivato il mio regalo?
S. Le tenaglie. Ma sono troppo dure.
Troppo dure per la tua mano?
Davvero troppo dure. Dovrei avere la forza di un uomo per poterle
usare.
Oh fece Lev.
Sophie si avvicin, si sedette accanto a lui e accese la sigaretta.
Lev? disse Ina. Mi hai sentito? Le tenaglie sono troppo dure.
 uno spreco di soldi preziosi.
Non importa.
Non importa? Perch "non importa"? Stai dicendo che adesso
hai soldi da buttare?
No...
Lavorando in una cucina?
No.
Allora cosa volevi dire?
Cercher di trovare un altro tipo di tenaglie... pi leggere e pi
piccole.
Non ne vale la pena. Mi arrangio con gli arnesi che ho.
Ma ti ho mandato anche il sapone. Ti  piaciuto?
Ha l'aria di essere costoso.
Non troppo costoso. Ma ti piace il suo profumo?
S.
Bene, mamma. Allora... Buon Natale. Maya si mette il giaccone?
S. Ma sai, piange tutte le notti. Mi chiede: "Pappa  andato nel
posto dove dorme mamma?".
No! url Lev. Non voglio che lo pensi! Non lasciare che lo
pensi.
I bambini pensano quello che vogliono. Cosa posso farci?
Spiegaglielo! Dille che torner... di sicuro...
Quando? Come faccio a dirglielo se non so quando?
Appena avr abbastanza soldi. Accidenti, sono venuto qui solo
per lei e per te... per noi. Dammi una mano per favore.
Segu un silenzio. Poi Lev sent la madre piangere. Imprec a mezza
voce. Quasi si pent di aver telefonato. Mise una mano sul cellulare
e disse a Sophie: Sta piangendo.
Poi Ina disse, tra le lacrime:  stata una cattiva idea. Inghilterra.
Ho letto un articolo sul giornale di Baryn sulla criminalit che c' l.
Sta diventando un posto orribile.Violenza. Alcol. Droga. Tutti grassi.
Stavi meglio qua.
Non stavo meglio l disse Lev, sforzandosi di rimanere calmo.
Ero senza lavoro. Non te lo ricordi? Per favore, smettila di piangere,
mamma. Per favore...
Sophie si alz in piedi e inizi a girare per la stanza. Lev la guard,
rapito dalla sensuale grazia dei suoi movimenti. Nel frattempo, si
spremeva il cervello per trovare qualcosa da dire che confortasse Ina,
ma percepiva solo l'oscura distanza che li separava, l'immenso continente
europeo che si estendeva fra loro.
Ascolta disse, con un sospiro adesso devo andare perch chiamare
dal cellulare costa molto. Ma ti prego, prova a vedere le cose in
un altro modo. Ti mander i soldi...
Dovevi fare come Rudi: trovarti da vivere ad Auror.
E fare cosa?
Il tassista. Il meccanico. Non lo so.
Non lo sai perch non c'era niente. Nessun lavoro. Quindi smettila
di dire queste cose. Senti, adesso ti saluto, mamma. D'accordo?
Devo andare.
S. Vai.
Ti spedisco altre venti sterline la settimana prossima. Hai sentito?
La prossima settimana ti spedisco venti sterline.
S, ho sentito. Ciao, Lev. Oggi ho chiesto alla Madonna di pregare
Dio perch ti faccia tornare a casa.
Ina riattacc.
Lev rest immobile con il cellulare in grembo. Gli sembrava di
avere un macigno al posto del cuore. Si prese la testa tra le mani.
Raccontami... disse Sophie.
Mia madre. Non capisce che faccio tutta questa fatica per lei e
per Maya. Non fa che dire: "Lev, torna a casa, torna a casa". Ma a
casa, perch? L non c' niente, Sophie. Non c' lavoro. Non c' vita.
Solo famiglia.
Sophie gli allung la sigaretta fumata a met e lui aspir una lunga
boccata. Oggi disse al Ferndale, con te e Ruby e tutti gli altri,
ero felice. Sai? Davvero felice. Quando servo cibo buono, molto felice.
Quando tu canti, cos felice. Il mio Natale pi bello. E adesso...
Lo so disse Sophie. Le famiglie ti uccidono.  per questo che
la mia non la vedo quasi mai. Ma, ehi, ascolta, la giornata non  ancora
finita. Andiamo al pub. Ci mangiamo una bella steak pie. Ci beviamo
qualcosa. Ti va? Direi che ce lo siamo meritati.
Lev si protese verso Sophie. La tir a s e rimase seduto immobile,
tenendola fra le braccia, affondando la testa fra i suoi ricci scarlatti.
Amava il suo odore. Sapeva che quel profumo da solo bastava
per fargli perdere la testa. Si chiese fino a che punto, in futuro, si sarebbe spinta la sua follia.
...
.
...
CAPITOLO 11.
...
.
...
Riflussi.
...
.
...
La mattina prima che riaprisse il ristorante, Sophie disse: Lev, oggi
devi andare a casa tua. Ho da fare.
Da fare? Da fare cosa? Ma Lev non obiett, sebbene la giornata
gli si prospettasse davanti lunga e solitaria senza di lei. Pens a possibili
impegni per occupare il tempo: pulire la sua camera, spedire i
soldi a Ina. E si ricord di Christy, a casa da solo. Potevano andare
insieme a Hamstead Heath a vedere gli aquiloni e i coraggiosi nuotatori
che spaccavano il ghiaccio negli stagni gelati.
Prima che Lev se ne andasse, Sophie si offr di tagliargli i capelli.Glieli lav e tampon energicamente con un asciugamano. Poi lo
fece sedere al suo tavolino da toilette e Lev si vide, ben illuminato,
in un vecchio specchio a tre ante, con l'asciugamano che gli ricadeva
sulle spalle, e scrut i suoi due profili e le morbide mani di Sophie
che gli massaggiavano la testa umida.
Alla base dello specchio, un'accozzaglia di cosmetici e un portagioielli,
a forma di albero, da cui pendevano collane e fili di perline.
Ovunque rivolgesse lo sguardo, Lev si vedeva incorniciato da quegli
oggetti. Rest seduto immobile e ubbidiente, gli occhi puntati su lozioni
e creme. E ricord che quando Marina era viva, lui adorava quell'armamentario
profumato, intimo, le piccole vanit della sua vita come
donna: l'odore del rossetto e del fondotinta, la singola, preziosa
boccetta di profumo, fatta bastare per lungo tempo, la matita spessa
con cui lei si disegnava la curva elegante delle sopracciglia...
Ebbe la tentazione di parlare di Marina in quel momento, di ricordare
a Sophie che era gi stato amato in passato - come se ci
lo rendesse pi bello ai suoi occhi, pi affascinante e forte. Ma Sophie
era assorta nel taglio. Gli spostava la testa di qua e di l. Gli ripeteva
di non muoversi. Era tenera con lui, ma una parte di lei, Lev lo
sentiva, lo aveva gi lasciato. L'appartamento era sprofondato nel silenzio.
In quel silenzio, Marina torn al suo fianco. Sembrava passato
tanto tempo dall'ultima volta in cui era stata con lui, ma adesso era l...
Lei e Lev erano su un pullman che andava da Auror a Baryn in
pieno inverno e, durante il tragitto, la loro bambina aveva annunciato
il suo arrivo. La piccola Maya. Aveva tirato pugni e sferrato calci
dentro Marina, per fare uscire il liquido in cui aveva nuotato, e a
un tratto il pavimento del pullman si era allagato, e quando l'autista
se ne era accorto, aveva iniziato a imprecare e a perdere il controllo
del mezzo sulla strada ghiacciata.
Il pullman si era fermato sbandando. Una passeggera aveva avvolto
Marina nel suo scialle di lana. Altre donne le si erano raccolte
intorno. Gli uomini osservavano da una scandalizzata distanza. Lev
aveva pregato l'autista di andare diritto all'ospedale di Baryn. Cos il
pullman aveva proseguito a tutta velocit, ignorando le fermate previste,
lasciandosi alle spalle la gente che attendeva sotto il nevischio
e gesticolava inutilmente. Marina aveva le contrazioni ogni tre o quattro
minuti. Lev si era inginocchiato al suo fianco e le teneva la mano.
Quando arrivavano le fitte, lei non gridava, ma stringeva pi forte
la mano di Lev piantandogli le unghie nel palmo.
La strada sembrava lunga e cupa e inesorabile. Una delle donne
sul pullman, una babushka con la faccia rugosa e sofferente, aveva
sussurrato all'orecchio di Lev: Compagno, forse dovrai fare l'eroe
e far nascere da solo il tuo bambino. Hai della vodka per disinfettare?.
Vodka per disinfettare.
Da allora quella frase era diventata una scherzosa battuta tra Lev
e Rudi. Quando le piccole frustrazioni della vita li scoraggiavano, Rudi
diceva: Merda, Lev. Ci vuole della vodka per disinfettare.
Lev sorrise al ricordo e Sophie disse: Cosa c'?.
Niente disse Lev. Stavo solo pensando a Rudi.
Sophie riprese a sforbiciare e a spuntare. Lev guard le grigie nuvole
di capelli sul pavimento, di fianco alla sua poltroncina. Torn al
pullman e al paesaggio senza ombre che scorreva ai finestrini e alla
babushka che gli arrotolava le maniche e gli versava vodka sulle
mani e sulle braccia. E ricord che, invece di essere impaurito o
preoccupato, aveva iniziato a provare eccitazione all'idea di far venire
al mondo sua figlia sulla strada verso Baryn. Si era persino augurato
che il pullman non raggiungesse per tempo l'ospedale. Si era
immedesimato nel ruolo dell'eroe, si era preparato ad affrontare
quello che poteva essere il momento pi importante della sua esistenza...
Va bene? disse Sophie. Penso di aver finito. Adesso non sei
pi cos anni Settanta, caro mio.
Lev osserv la sua faccia, senza i capelli lunghi, e pens di non
averla mai vista come la vedeva adesso. Alz una mano e si tocc il
collo: era insolitamente liscio e freddo. Si lev l'asciugamano dalle
spalle e lo arrotol goffamente in grembo.
Va bene? disse di nuovo Sophie.
S disse lui. Bello. Grazie.
Sophie gli prese l'asciugamano dalle mani. Sono un po' corti, ma
tra una settimana starai benissimo.
Gli sfior le labbra con un bacio. Lev si alz, si spazz via i capelli
dalle ginocchia e and in camera per raccogliere le sue cose. Guard
fuori dalla finestra su Rossvale Road, e anche quella via, come il paesaggio
sulla strada per Baryn, gli sembr senza ombre. Osserv una
giovane donna che passeggiava, spingendo una carrozzina con un
neonato. Un cagnolino la seguiva a breve distanza. Lev sospir mentre ripiegava la camicia a quadri.
Nonostante i concitati preparativi, non aveva avuto il piacere di
diventare l'eroe nella storia della nascita di Maya. Il pullman aveva
raggiunto in tempo l'ospedale di Baryn, e i passeggeri avevano esultato,
la babushka aveva dato a Marina un sonoro bacio sulla guancia
e l'autista si era asciugato la fronte, che era madida di sudore. Gli infermieri
si erano precipitati fuori dall'ospedale con una barella e avevano
portato via Marina. A Lev non restava che seguirli all'interno,
consapevole delle esalazioni di vodka che il suo corpo continuava a emanare.
Il corridoio dell'ospedale era dipinto di verde. Lev camminava
svelto dietro la barella, cercando di tenerci una mano sopra. Ma poi
si era trovato di fronte a una serie di porte pneumatiche, che gli aveva
sbarrato la strada. Quelle porte avevano inghiottito la barella con
Marina, e un medico in camice bianco, apparso dal nulla, aveva detto
a Lev di aspettare su una sedia di legno simile a quelle che si trovavano
nell'ufficio dei Lavori pubblici.
Lev si era seduto. Aveva il respiro affannato. Non c'era nessun altro
nella sala d'attesa e lui era rimasto su quella sedia di legno per
molto tempo. Un portacenere di metallo traboccava dei mozziconi
delle sue sigarette. La vodka era evaporata dalla sua pelle.
Poi, finalmente, un'infermiera era spuntata dalle porte con un fagotto
in braccio. Figlia aveva detto bruscamente.  tua.
Lev stava bevendo un t con Christy. Fumavano e tossivano in una
specie di unisono. Guard Christy e not che l'eczema si era ridotto,
che la sua faccia smunta mostrava un po' di colore.
Dev'essere stato il riposo comment Christy. Ho dormito trentanove
ore... giusto per stare sul sicuro, e non dover vivere neanche
una frazione di secondo del giorno di Natale. Sai, ho sentito suonare
il telefono un paio di volte. Mi sono alzato per pisciare. Ho bevuto
un bicchiere di latte. Quelle pillole mi hanno fatto fare sogni meravigliosi. Ero felice come una Pasqua.
S?
S. Sai che i tuoi capelli sono davvero cortissimi, amico? Li volevi cos?
Sophie ha detto che sembravo uno degli anni Settanta.
Secondo me ti stavano bene lunghi, ma non importa. Tornando
al mio sogno: ero a Silverstrand, nel Suffolk, dove Angela e io abbiamo
portato Frankie una volta o due. Mare incantevole, l. Spiaggia
bella e pulita. Nuotavo vicino a riva, leggero come il vento, niente
pi problemi. Le onde rotolavano e si frangevano sulla battigia, e
il sole faceva risplendere la spuma e io vedevo tutta la bellezza della
scena, ogni minimo dettaglio.
 un bel sogno, Christy...
S,  vero. E stato bello. E quando alla fine mi sveglio, quando
l'effetto delle pillole svanisce, improvvisamente mi sento ottimista,
e penso, magari, con Sophie come, diciamo, sorvegliante femminile,
potremmo passare una giornata fuori insieme a Frankie... senza
Angela che mi fiata sul collo. Che ne dici, amico? Una domenica. Potremmo
andare tutti allo zoo.
Lev spense la sigaretta. Oppure nel posto del sogno disse.
Silverstrand. Perch no?
Christy lo fiss. Inizi a battere le palpebre nel suo solito tic nervoso.
Non saprei... disse. Nel sogno era bellissimo, ma  tanto che
non ci vado...
Camminare in riva al mare disse Lev o correre.
Correre?
S. Sulla spiaggia.
Calma, ragazzo. Non so se sono in grado di correre! Potrei finire
a faccia in gi sulle rocce. Cos i gabbiani inizierebbero a volare in
tondo sopra la mia testa.
Mentre Christy scoppiava a ridere e poi veniva sopraffatto dalla
tosse, a Lev suon il cellulare e lui and a rispondere in camera sua
perch pens che poteva essere Sophie che gli chiedeva di tornare
da lei. Invece era GK Ashe.
Infermiere disse GK come hai passato il Natale?
Bene disse Lev. Grazie, Chef.
Okay, mi fa piacere. Dunque, adesso ascolta. Abbiamo un problema. Tony se n' andato.
S?
Che vada a farsi fottere. Non mi ha dato il minimo preavviso e
ci ha lasciato nella merde perch la sera di Capodanno siamo pieni,
assolutamente intasati, maledizione. Quindi, ecco cosa ho pensato
di fare. Metto Sophie come secondo vice chef. Si merita la sua occasione
perch si spende molto, e poi osserva e impara, per cui pu farcela. D'accordo?
Bene, Chef.
E voglio che tu ti occupi della preparazione delle verdure. Non
 difficile. Non  astrofisica, basta prestare attenzione. Te la senti?
Lev si sedette sul letto a castello e guard il negozietto e il bottegaio
d'altri tempi ancora prono per terra, dietro al banco.
D'accordo, Chef.
Bene. Bravo. Se domani sera abbiamo un po' di casini, non  una
catastrofe perch saremo "a basso contenuto di clienti", ma per Capodanno
dobbiamo essere al top. Compra dei coltelli nuovi. Vai da
quel fornitore di Swiss Cottage. Poi ti rimborso. E prendi un po' di
roba... insalata, indivia, patate, carote, quello che trovi... e inizia a fare
pratica, okay? Impara a tagliare velocemente. Ricordati,  il corpo
del coltello che devi muovere, non la punta. E cerca di non tagliarti
le dita o la mano. Non voglio vedere sangue nel gratin.
S, Chef.
E non preoccuparti dei tuoi compiti di prima. Trover un altro
infermiere. Non sono difficili da trovare. Do a te e a Sophie una settimana
di prova. Se va tutto bene, ti do l'aumento. Sette sterline all'ora.
Se fai.cazzate, torni ai lavandini. Hai capito bene, Lev?
S, Chef.
Bene. Dunque dipende da te. Adesso dipende tutto da te.
Chiuse la telefonata e Lev rest seduto immobile per un momento,
fissando il cellulare. Poi torn da Christy, che stava mettendo
via le tazze da t. Christy disse Lev vado a fare la spesa.Ti preparo
un bello sformato di verdure per cena.
Davvero? disse Christy. Be', non te lo impedisco di certo.  un
bel salto di qualit rispetto a latte e cibo confezionato.
Lattuga romana: togliere il fusto, separare e lavare le foglie,
asciugarle, lasciarle pronte per gli chef nel colino, coperte con un canovaccio
pulito e umido.
Carotine: tagliare le estremit, lasciando un centimetro di ciuffo verde
pulito, grattarle e sciacquarle, lasciarle pronte.
Spinaci: lavarli, farli appassire a fuoco basso se richiesto, lasciarli
pronti per gli chef da scolare e condire.
Rucola: lavare e asciugare, lasciarla nel colino.
Fagioli: aprire il guscio, scartare quelli troppo grandi (buoni per il
brodo), lavarli e lasciarli pronti per gli chef.
Zucchine: tagliare le estremit, lavarle e scolarle. Tagliarle a fette
o a julienne, come richiesto.
Pomodori: scottarli e spellarli.Togliere i semi prima di tagliarli...
Sophie aveva scritto e appeso in cucina per Lev quella che chiamava
la "Tavola delle verdure", e lui era chino sulla sua nuova postazione,
intento a tagliare, sciacquare, grattare, separare, affettare. Tieni
le orecchie ben aperte gli aveva detto GK. Se mi servono degli
spinaci, te lo urlo, e lo stesso fanno Pierre e Sophie. Se ci servono le
carote a julienne o il finocchio a fettine, te lo urliamo. E tu devi darceli
subito. Capito?
Capito, Chef.
Tieni sempre puliti e sgombri i taglieri. Non voglio vedere un seme
di zucchina nell'indivia. E se ti tagli un dito, sciacqualo, asciugalo,medicalo velocemente e vai avanti. I cerotti e il resto sono qui sopra,
sopra la tua testa. Mettiti sempre un salvadito per evitare che il sangue goccioli.
Al posto della bandana, Lev indossava un copricapo di cotone,
identico a quello degli chef. Con i capelli corti, gli aderiva perfettamente alla testa.
Ogni tanto Lev guardava di sfuggita lo smilzo ragazzo di diciassette
anni che lo aveva sostituito come infermiere nel suo vecchio regno
del lavaggio dei piatti. Adesso era lui a portare la bandana. Agli
occhi di Lev sembrava un apprendista pirata, impaurito dal vasto mare
color acciaio che lo circondava. Dalla bandana usciva qualche ciocca
di capelli che gli si appiccicava al collo, bagnato per il vapore. Si
chiamava Vitas e veniva dal paese di Lev. Ispirava in lui un senso di
protezione, ma Lev non aveva tempo da dedicargli. Le richieste degli
chef arrivavano una dopo l'altra, senza mai rallentare. Mentre era
impegnato a pelare e a togliere i semi ai pomodori per un coulis, sapeva
che Pierre aveva bisogno degli spinaci e GK, che stava impastando
crocchette di zucchine, gli url che non aveva pi foglie di
menta. Lev lasci che i pomodori scivolassero in una massa sanguinolenta
fino all'estremit opposta della sua postazione per l'affettatura,
strapp un ciuffetto di menta dal banco frigo, lo sciacqu, e inizi
a staccare le foglie e a gettarle nel colino.
Lev! grid Pierre. Spinaci! Stai facendo aspettare il tavolo sei.
Arrivo, Pierre...
Le foglie di menta gli si appiccicavano alle mani. Si rese conto che
avrebbe dovuto prima staccarle dal gambo e poi sciacquarle. Si accorse
che il succo dei pomodori iniziava a gocciolare gi dallo spigolo
frontale della sua postazione. Si pul le mani, riemp d'acqua il
lavandino, ci butt dentro gli spinaci, poi torn alla menta, chiudendo
il rubinetto dell'acqua fredda con il gomito. Alz lo sguardo e vide
GK che aveva interrotto il suo lavoro per osservarlo, e ormai conosceva
l'importanza di quello sguardo folgorante. Non servivano parole.
Pens alla prospettiva delle sette sterline all'ora. Con quei soldi,
avrebbe potuto aumentare i versamenti per Ina di circa dieci sterline
alla settimana. A quel punto, invece di continuare a piagnucolare
sul suo ritorno, la madre sarebbe stata finalmente orgogliosa di
quello che lui faceva...
"Quindi recupera"ordin a se stesso, imitando uno degli ordini
perentori di GK. "Mantieni la calma, come hai fatto al Ferndale
Heights, e recupera."
Tir fuori il colino per gli spinaci. Con il pollice e l'indice continu
a lavorare la menta. Con una piroetta consegn le foglioline a
GK e con un'altra torn indietro, raccolse gli spinaci nel colino, li premette,
ne aggiunse altri. Pierre lo guardava, arrabbiato perch costretto
a una sosta forzata, dandosi colpetti alla spalla con un canovaccio.
Allora, Lev? Forza! Mi servono gli spinaci...
Not che Vitas si volt per guardarlo. Gli occhi del ragazzo esprimevano
terrore. Sophie rest con la schiena girata. Stava disponendo
sui piatti medaglioni di agnello, ciascuno accompagnato da una
cucchiaiata di marmellata di cipolle.
A Lev facevano male le mani sotto l'acqua fredda del risciacquo.
GK era di nuovo chinato sulle sue crocchette di zucchine. Lev preg
di riuscire a consegnare gli spinaci a Pierre prima che GK tornasse
ad alzare gli occhi.
Ora aveva finito. Pierre gli strapp di mano il colino, gett un pugno
di foglie in un tegame pronto da tempo.
Lev lo chiam Sophie tra due minuti e mezzo mi servono i pomodori.
S disse lui con calma. Pomodori in arrivo.
Strapp un pezzo di carta da cucina e ripul il succo dei pomodori,
poi si rimise a tagliarli a dadini. I semi erano ribelli, gelatinosi,
e restavano attaccati alla polpa. Dovette tirarli fuori con le dita. Aveva
quasi finito quando vide cadere una foglia di spinaci nella terrina
dei pomodori. Cucinare gli aveva detto una volta GK consiste per
almeno l'ottanta per cento nel separare e amalgamare. Lo chef  quasi
sempre occupato in una di queste due attivit. Conoscevo un ristoratore
in Francia che usava i termini divorzio e amore...
Cos Lev aveva ora quella foglia di spinaci innamorata stesa sull'invitante
polpa di pomodori. Sorrise mentre l'afferr e le neg una
seconda vita nel brodo. Termin di tagliare i pomodori a dadini e
port la terrina a Sophie. Aveva la pelle del viso arrossata e umida
sotto il copricapo floscio e la punta della lingua che gli accarezzava
con innocenza il labbro superiore mentre lei adagiava con cura una
punta di asparago su ogni medaglione. Un improvviso desiderio di
lei fece girare la testa a Lev. Sophie guard con occhio critico nella
terrina. Poi gli sorrise e disse: Okay. Perfetto.
Quel sorriso suscit in Lev una voglia folle di toccarla - solo una
carezza sulla guancia o, meglio ancora, poter far scivolare la mano
sul morbido contorno del suo sedere - ma lei gli aveva fatto accettare,
gli aveva fatto promettere di tenere la loro storia nascosta al personale
del GK Ashe. Gli aveva detto che avrebbe "inquinato" l'atmosfera
del lavoro di squadra. Gli aveva detto che avrebbe innervosito GK.
Cos Lev si allontan da lei e torn alla sua postazione. A poco a
poco si accorse che tornava l'ordine. Accanto a lui, il banco frigo delle
verdure ronzava nell'aria densa e umida. Port la terrina svuotata
dei pomodori a Vitas, che stava scrostando una teglia da arrosti. Vide
che aveva i piedi a bagno e i pantaloni fradici. Prese il mop e il
secchio e li diede velocemente al ragazzo. Asciuga subito gli disse
a bassa voce prima che lo Chef se ne accorga.
Era una serata da crostini.
Quando furono tutti davanti a una birra e a un piatto caldo che
profumava di olio, GK disse: Niente male, nell'insieme. Bravi tutti.
Chef disse Lev. Domani sar pi veloce.
Sei andato abbastanza bene. L'importante  che non hai perso
la testa. Ho visto che non hai perso la testa e questo mi  piaciuto.
Ma domani vieni prima, Lev, prepara pi verdure prima che inizi il servizio in sala.
Va bene, Chef.
Sophie  stata molto brava disse Pierre.
GK si volt verso Sophie e le arruff i ricci. Lev la vide arrossire.
Sono d'accordo disse GK.
Il tavolo sette era davvero entusiasta dei medaglioni, bambola
disse Damian, bevendo una sorsata dalla bottiglia di birra chiara.
Per me li ho cotti mezzo minuto di troppo disse Sophie.
Allora disse GK impara dal tuo errore. Li mettiamo nel menu
di domani. Devono essere perfetti per la cena di Capodanno.
Comunque  stata brava insistette Pierre. Prima sera come vice
chef. Non ti pare, Chef?
S disse GK. L'ho appena detto. Distolse lo sguardo da Sophie
per fulminare Vitas, dopo aver dato un'occhiata alla cucina, dove erano
ancora impilati piatti, padelle e utensili sporchi. Lev osserv Vitas,
che beveva la sua birra e sembrava ignaro degli sguardi di GK.
Vide che il ragazzo aveva gli occhi esausti e i capelli flosci gli incorniciavano
la faccia pallida e seria.
E tu, Infermiere? disse GK. Ti  un po' sfuggita di mano, vero?
Vitas non cap.
Perch qui  un casino. O no? E questa era una serata leggera.
Qual  il problema?
Sono stanco disse Vitas.
Damian fece una smorfia. Ragazzino disse non ti ricordi?
"Stanco"  una parola che non usiamo in questa cucina. Lo siamo
tutti, ma non lo diciamo. Andiamo avanti e basta.
GK fece un cenno di assenso. Disse a Vitas: La cucina deve essere
pulita prima che tu te ne vada, d'accordo? Hai capito, Infermiere?.
Vengo domani mattina...
No disse GK non vieni qui domani mattina, cazzo. Al mattino
riempiamo i frigoriferi e i banchi frigo. C' Waldo che fa i dolci.
Posso esserci io a preparare varie cose. E nessuno di noi mette piede
in una cucina sporca, intesi?
Vitas sbatt gli occhi. Si rivolse a Lev nella loro lingua: Lo Chef
non capisce che adesso io ho bisogno di dormire.
Cosa dice? chiese Damian a Lev.
Dice che  molto stanco, ma lo far. Lo aiuto io.
D'accordo, ma non dovresti aiutarlo. Adesso ti occupi delle verdure.
Lo so disse Lev. Ma stasera lo aiuto.
Lev si accorse che Sophie lo guardava. Il suo sguardo era divertito,
provocante, pieno di dolcezza. Lui ricambi con l'ombra di un
sorriso. Poi fin la birra e si alz. Andiamo, Vitas disse. Tra un'ora
potrai andare a casa.
Se ne erano andati tutti eccetto Lev e Vitas. Lev aveva visto Sophie
sparire nell'oscurit in sella alla sua bicicletta, con la sciarpa della
squadra di calcio avvolta sulla testa. Poi era tornato alla sua vecchia
postazione ai lavandini, incaricando Vitas di scrostare i fornelli e le
salamandre e di lavare per terra. Con la coda dell'occhio vide che il
ragazzo si muoveva lento, quasi trasognato, sembrava non capire in
cosa consistesse il suo lavoro, guardava le chiazze di unto con occhi
assenti, poi ci passava sopra una spugna inutilmente, dimenticando
di avere lo smacchiatore nell'altra mano.
Lev fin di pulire le pentole, avvi l'ultimo carico della lavastoviglie,
lucid i lavandini, butt i canovacci umidi nel cesto della roba
sporca e ne appese di puliti ai ganci di acciaio. Prov quasi affetto per
l'angolo in cui aveva regnato per quella che gli sembrava una vita intera,
poi guard l'orologio. Erano le 12,55. Sapeva dove andare...
Vitas era appoggiato al mop. E Lev si accorse che aveva la faccia
rigata di lacrime. Bench non vedesse l'ora di andarsene, non poteva
abbandonare il ragazzo. Gli si avvicin e gli tolse il mop dalle mani.
Hai solo bisogno di una bella dormita, eh? disse.
Non posso fare questo lavoro... singhiozz Vitas.
No?
Mi manca il mio cane.
Ti manca il tuo cane?
Il mio cane, Edik. Penso a Edik, che mi aspetta, davanti alla porta
di casa di mia madre.Volevo portarmelo in Inghilterra, ma non me
l'hanno permesso. Dicono che potrebbe avere la rabbia. Ma non ce
l'ha.  il cane pi bello...
Vitas venne sopraffatto da una tempesta di lacrime. Lev gli porse
un canovaccio umido, poi si sedette sullo sgabello che usava spesso
GK, a tarda notte, quando elaborava i menu.
Edik  un cane che vive solo per una persona, e quella persona
sono io.
Lev non disse niente mentre Vitas continuava a singhiozzare, poi
si alz e raggiunse il bar dove stava sempre Damian. Prese un bicchierino
da liquore e ci vers una vodka doppia. Quindi lo port a
Vitas. Bevi disse.
Vitas trangugi la vodka. Finalmente inizi a calmarsi. Si asciug
gli occhi con il canovaccio.
Come fai a stare qui? disse a Lev. Questo posto di merda...
Lavoro, rispose Lev.
Vitas guard sconsolato la cucina, non ancora rassettata. Odio
questo posto disse. E odio lo Chef!
Lev si chiuse nelle spalle. Cerca di controllarti disse.
Perch?  un uomo orribile.  crudele. Lo odio.  un bastardo arrogante.
Il modo in cui mi chiama Infermiere. Non sono un cazzo di
infermiere.
Lo so. Basta non farci caso, Vitas. Se resti con GK puoi avere un
futuro in Inghilterra.
Non voglio un futuro in Inghilterra. Odio l'Inghilterra.  come
quel buco di culo di Jor, l'unica differenza  che qui ci sono pi musulmani
e pi neri. Voglio tornare al mio villaggio con Edik.
Lev guard il ragazzo, ricordando che quando si  molto giovani,
quasi sempre si  anche molto malinconici.
Dove abiti? gli chiese.
In una stanza che  un porcile. A Hackney Wick. Wick  pieno
di immigrati, tutta feccia.
Lev ignor il commento. Disse: Sai come tornare a casa?.
Certo. L'autobus notturno.
Bene. Allora vai a casa, Vitas. Qui finisco io.
Il ragazzo non replic. Sembrava imbarazzato. Si scost dagli occhi
una ciocca di capelli bagnati. Si soffi il naso con un pezzo di
carta da cucina. Tu di dove sei? domand a Lev dopo qualche
istante.
Auror disse Lev. Un piccolo villaggio, come il tuo. A nord di
Baryn.
Dove costruiranno la diga?
Cosa?
Ho sentito parlare del progetto di una diga... sul fiume Baryn.
Chi te l'ha detto?
E che ne so. Qualcuno. Forse parlavano di un altro posto.
Lev si irrigid. Pens al fiume Baryn e a come scendeva dalle colline
un tempo ricoperte di boschi che sovrastavano Auror e scorreva
in mezzo ai pascoli al di l del giardino di Ina. Pens che era l'unico
fiume che attraversava Baryn.
Credo che se volessero costruire una diga vicino ad Auror, lo saprei
disse.
Forse s disse Vitas.
Un tempo disse Lev lentamente l'avrei di certo saputo, perch
mia moglie lavorava nell'ufficio del sovrintendente ai Lavori pubblici
di Baryn. Ma mia moglie  morta.
Tua moglie  morta?
S. Come vedi, Vitas, non sei l'unico a essere triste.
Quando il ragazzo se ne fu andato, Lev era seduto in cucina e ruppe
di nuovo una delle principali regole di GK fumando una sigaretta.
La sua mente era assalita dai ricordi di Auror. Vide gli stracci agitarsi
tra i rami sopra la tomba del padre. Vide le capre di Ina,
ammassate nel recinto. E sent il silenzio del villaggio, quel dolce silenzio
della notte, mai rotto dagli spiriti a cui Stefan rivolgeva le sue
strane preghiere, ma soltanto dai richiami delle civette.
Prese il cellulare e fece il numero di Rudi. Rispose Lora con voce
addormentata. Lev, Rudi  fuori disse. Sta portando a casa della
gente da Baryn.
Come sta la Chevy? domand.
Saltella ancora. Ma Rudi ha trovato le cinghie, finalmente. Da
qualche parte nella Ruhr. Le monta luned.
Bene disse Lev.
Segu una pausa e Lev si accorse che Lora sbadigliava.
Scusa se chiamo cos tardi disse ma stasera mi  giunta voce
di una diga che vogliono costruire sopra Baryn. "Sopra Baryn" significa
per forza sulla nostra parte del fiume.
Una diga? disse Lora. Non abbiamo mai sentito parlare di una
diga.
Nella cucina dove lavoro c' un ragazzo di un villaggio vicino a
Jor. Me l'ha detto lui.
Forse fanno una diga sopra Jor?
No. Ha detto Baryn. Dobbiamo informarci, Lora. Puoi andare a
parlare con il sovrintendente Rivas?
Lo sai che quell'uomo non mi piace, Lev.
Lo so, ma nel suo ufficio lo sapranno di sicuro.
Magari lo sapranno, ma non significa che ce lo diranno.
Questa dovrebbe essere l'epoca nuova della trasparenza.
Certo. Ma le vecchie abitudini sono dure a morire. Come facciamo
a sapere se possiamo credere a quello che ci dicono?
Be', una diga sopra Baryn spazzerebbe via Auror. Di questo te
ne dovrebbero parlare.
Spazzare via Auror? Spazzare via le nostre case?
S. Se argini il corso di un fiume, le sue acque rifluiscono e allagano
i dintorni. Auror sarebbe sommerso.
Non possono fare una cosa del genere, Lev...
Lev si accese un'altra sigaretta. Guard il disordine che aveva lasciato
Vitas. Disse cauto: Probabilmente non  vero. Forse il ragazzo
l'ha detto per spaventarmi. Non so, Lora. Cerca di scoprirlo, d'accordo?
Se non vuoi vedere Rivas, mandaci Rudi.
Oh Dio, adesso ho paura, Lev. E se fosse vero? Se perdessimo il
nostro villaggio?
Immagino che avremmo una compensazione.
Compensazione? E a che cosa servirebbe? Dove andremmo a
vivere?
Non lo so, Lora. Dovremmo pensarci. Di' a Rudi che lo richiamo
tra qualche giorno. Cerca di prendere un appuntamento con Rivas.
E Ina cosa farebbe, Lev?
Non lo so.
Non sopravviverebbe a una cosa del genere.
Dovr sopravvivere.
Tutti gli anziani. Pensaci. Lasciare Auror significherebbe la fine
del loro mondo.
Furono quelli i suoi pensieri mentre portava a termine il lavoro
che Vitas aveva lasciato incompiuto: la madre che svuotava il capanno
dove creava i monili, radunava i suoi effetti personali, arrotolava
il tappeto fatto di stracci in camera sua... visitava la tomba di Stefan
per l'ultima volta, raccoglieva uno scarno mazzetto di margherite selvatiche
e lo posava l, sulla pietra grezza sotto cui giaceva il marito...
spazzava gli angoli della casa svuotata... uccideva le capre...
Preghiamo che non succeda.
Lev immagin la faccia della madre, vicina all'icona illuminata dalle
candele, vicina alla fotografia di Marina, mentre sussurrava al
Dio-che-era-rimasto-addormentato nel loro paese nel corso dell'intera
esistenza di Ina, ma di cui i genitori della donna avevano conservato
l'immagine al sicuro, dentro una buia credenza, confidando ostinatamente
che un giorno Lui avrebbe avuto modo di tornare, ripetendo
ostinatamente alla figlia di pregare di nascosto, perch quel
Dio-che-si-era-addormentato vedeva comunque ogni cosa sulla Terra.
Come fa un Dio addormentato dentro una buia credenza a vedere ogni
cosa sulla Terra?
Sua madre se lo chiedeva spesso. Aveva raccontato a Lev che da
piccola, a volte, tirava fuori l'icona dal suo involucro e la spostava in
avanti sullo scaffale, in modo che un raggio di luce ne rischiarasse
la superficie dorata, e poi contemplava le gambe paffute di Ges bambino.
e pensava: col tempo, quelle gambe grasse cresceranno, e quello che dorme nella credenza diventer un uomo. E l'idea di un uomo
addormentato dentro la credenza la sconcertava. Spesso si metteva
in ascolto per cercare di sentirlo respirare. Ma Lui non faceva
mai il minimo rumore.
Eppure aveva detto Ina una volta in un certo senso avevo ragione.
Dio dormiva. All'inizio degli anni Novanta si  svegliato. Ha
riconquistato la sua autorit. Ormai era diventato adulto. Sapeva come
riportare a s la gente.
La notizia della diga ad Auror gli aveva spento ogni desiderio.
Con il corpo dolorante, Lev si diresse sconsolato verso Tufnell
Park. Ma mentre l'autobus percorreva sobbalzando Kentish Town
Road, gli squill il cellulare ed era Sophie.
Lev... disse, e in quell'unica sillaba lui colse il leggero, irresistibile
tremito della sua voce.
Sophie...
Vuoi sapere dove sono? disse lei. Sono a letto, e ho messo delle
lenzuola nuove, sono di satin, e mi stanno facendo impazzire dall'eccitazione.
Cos speravo che tu stessi venendo...
Lev sorrise. Avvicin il cellulare all'orecchio. Sophie disse voglio
sentire una cosa da te. Allora vengo.
Allora vieni? Va bene. Cosa vuoi che ti dica?
Voglio che dici che mi ami.
La sent ridere. Poi lei disse: Sei cos tenero. Gli uomini sono proprio
dei ragazzini. Comunque, s, te lo dico. "Siamo entrambi chef adesso, e io ti amo."Sei gi venuto?.
...
.
...
CAPITOLO 12.
...
.
...
Una visita al museo delle scialuppe di salvataggio.
...
.
...
Con il nuovo anno, la temperatura divenne pi mite, in modo inaspettato
e confortante, come se stesse gi tornando la primavera. Lev
si accorse di sentire gli uccelli cinguettare sui platani spogli fuori dall'appartamento di Sophie.
Si illudono disse lei, allegramente. Inizieranno a costruire il nido e poi arriver la neve.
Era contenta. Contenta-pazza diceva. Faceva fotografie a Lev
mentre preparava la colazione, era seduto nella vasca da bagno, steso
nudo sul letto. E nelle loro magiche notti era spudorata come le
puttane di Baryn che Lev e Rudi avevano frequentato molto tempo
addietro. Dichiar che fare l'amore come lo facevano loro era una guerra - con due vincitori.
Lev sapeva che il successo di Sophie al GK Ashe contribuiva al
suo buonumore. La settimana di prova era volata senza complicazioni.
Adesso Sophie era una vice chef, a diciassette sterline all'ora.
Immaginava gi, raccont a Lev, quando avrebbe aperto il proprio
ristorante, e quella disse sarebbe la vita pi bella che posso desiderare.
Essere io stessa il mio capo. Decidere i miei menu. Comunque
di un livello inferiore a quelli del GK Ashe. Pi abbordabili, meno
cari: piatti per gente che vuole mangiare bene e passare una bella
serata e non chiedere un cazzo di prestito in banca per pagare il conto.
Dove lo apri? chiese Lev.
Boh. Da qualche parte a North London, credo. Solo che ormai
un negozio su due diventa un locale dove si mangia. Le banche si
tramutano in pizzerie. Ho visto una camera mortuaria trasformata
in un tapas bar. Che spazi restano?
Erano sdraiati al buio, scambiandosi i propri sogni. Lev disse che,
adesso, diventare uno chef era anche il suo obiettivo. Disse che per
quarantadue anni non aveva mai pensato alla cucina. Ora ci pensava
per ore intere. Mentre preparava le verdure, non perdeva d'occhio
le mosse di GK, Sophie e Pierre. Prendeva appunti su un blocchetto
che teneva nella tasca della sua divisa.
Dato il bel tempo, Christy Siane aveva iniziato a pensare alla giornata
fuori insieme a Frankie. Aveva detto che stava valutando la possibilit
di andare a Silverstrand. L'unica cosa che dobbiamo fare
aveva detto a Lev  sottoporti all'esame di Angela. Non lascerebbe
mai andare Frankie da nessuna parte con persone che non conosce.
Per questo Lev e Sophie erano seduti nel soggiorno dell'appartamento
in Belisha Road, in attesa che arrivasse Angela. Era met
mattina e Christy aveva allineato con cura sul banco della cucina tutto
il necessario per fare il caff. Disse: Volevo comprare dei pasticcini,
ma ci ho ripensato. Quando offri qualcosa ad Angela, non c'
una maledetta volta che lo voglia. Lo vuole solo quando hai smesso
da tempo di offrirglielo.
Un pasticcino non mi sarebbe dispiaciuto disse Sophie.
Oh, hai ragione. Volete che vada a comprarne alcuni comunque?
No, lascia stare. Ma sai una cosa, questo colloquio d'esame  una
farsa, Christy.  come il giorno di ricevimento dei genitori a scuola.
Lo so. Lo so, ma che ci posso fare?
Arriv Angela, indossando un raffinato cappotto rosso. Era grande
e grossa, con i fianchi larghi e il sorriso altezzoso delle donne alte.
Accanto a Christy, apparve immensa. Aveva gli occhi castani e leggermente
sporgenti.
Lev si alz e le baci la mano. Dal suo sorriso imbarazzato cap
che lei lo consider un gesto fuori luogo, comunque ne fu lusingata
come una ragazzina.
Sophie disse: Salve, Angela. Io sono Sophie. Lavoro con Lev al
GK Ashe. Abito a Kentish Town. Ho ventinove anni e non ho figli.
Non  un interrogatorio disse Angela.
Ah, d'accordo disse Sophie. Pensavo di s.
Lev not il disagio di Christy. Angela intervenne Sophie voleva
dire... ti diciamo tutto quello che vuoi sapere. Chi siamo. E tutto
il resto. Cos sarai soddisfatta.
Angela li guard tutti e tre. Era uno sguardo che chiedeva, Ehi,
voi, mi state prendendo in giro?, e Lev la vide voltarsi, come per prendere
la porta. Ma Christy scatt e la raggiunse. Togliti il cappotto,
amore. Accomodati. Se hai freddo alzo la stufa.
In silenzio, con gesti lenti, Angela si lasci prendere il cappotto,
che Christy and ad appendere nell'ingresso. Annunci a voce alta
che andava a fare il caff.
Angela fiss Lev e Sophie. Lev not che, a differenza della faccia
segnata di Christy, Angela aveva la pelle liscia, come quella di Diana,
la principessa del Galles. Ma vide anche una donna che stava perdendo
la giovinezza e che ne era consapevole.
Be'... disse Angela.
Si guard intorno, non sapendo dove sedersi, come se avesse dimenticato
di aver portato via quasi tutti i mobili dell'appartamento.
Lev le offr la sua poltrona e si mise in piedi accanto alla finestra,
dove il sole invernale stendeva una luce grigia sulle tende impolverate.
Sophie disse: Allora, conosci Silverstrand, Angela?.
S disse l'altra. Certo. Ci sono nata.
Ah, bene. Christy non ce l'ha detto.
Be', Silverstrand non merita grandi racconti. Il mare  quasi
sempre grigio e sporco. Sono stata felice quando i miei hanno traslocato.
Per ai bambini piace il mare disse Sophie. A me piaceva. Noi
andavamo a Hove. Ci mettevamo la giacca a vento a righe...
Come andreste a Silverstrand? Non permetter a Frankie di salire
su una macchina guidata da Christy.
In treno disse Sophie. Cambiamo a Ipswich. Solo un'ora e
mezza. E abbiamo messo da parte i soldi per lo zucchero filato, vero
Lev?
S. Perch non l'ho mai mangiato. Io sono come i bambini...
Angela cambi posizione sulla poltrona per guardare Lev in faccia.
Sotto il cappotto rosso aveva un vestito di lana, e continuava a
tirarsi gi l'orlo, per cercare di coprire le ginocchia robuste.
Caff quasi pronto! url Christy, e Lev colse il panico nella sua
voce.
Prese il portafoglio, tir fuori la foto di Maya, si avvicin ad Angela
e gliela porse. Mia figlia disse. Nel mio paese. Maya. Cinque
anni.
Angela prese la fotografia e la osserv inespressiva per un momento,
poi gliela restitu. Mi auguro che tu stia mandando soldi a
casa disse tirando su con il naso.
S disse lui.
Lev  molto allenato in fatto di bambini azzard Sophie.
Allenato? ripet Angela. Questa  un'espressione curiosa.
Perch?
Sembra che occuparsi di un bambino sia come andare in bicicletta.
Quello che conta  sapersi comportare bene nella propria vita.
Arriv Christy, portando il vassoio del caff. Gli tremavano le mani
e Lev sent l'acciottolio delle tazze. Tutto bene? domand.
Lev lo affianc. Christy disse verso io il caff. Tecnica dello
Chef.
Grazie, amico disse Christy. Poi farfugli: Volevo comprare dei
pasticcini, Angie... ma ho pensato che forse tu non....
Hai pensato che sono grassa? Hai ragione.Tony continua a dirmelo.
Ma poi mi porta sempre a cena fuori: cene costose, per giunta.
Io gli dico: "Tony, pensavo che mi volessi pi magra, e invece guarda
qui, ancora champagne, ancora salse deliziose. Come faccio a dimagrire
con questa roba?".
Chi  Tony? domand bruscamente Sophie.
Angela si volt verso di lei. Tony? disse. Be', non che ti riguardi,
ma Tony  il mio compagno.
Ho capito.
Lavora nel settore immobiliare.
Davvero? Oh, che bello.
Lev sent emergere nella voce di Sophie il principio di una risata.
E cap che la situazione rischiava di precipitare. Si affrett a portare
il caff ad Angela e si inginocchi accanto alla sua poltrona.
Angela disse sono inquilino di Christy da molti mesi ormai.
Non beve quasi pi. Lo giuro. Ma, come me,  molto triste per sua
figlia, molto triste per Frankie...
Non deve essere triste per Frankie. Deve essere triste per se
stesso.
 questo che voglio dire. Mi spiace per il mio cattivo inglese. Voglio
dire che Frankie manca... gli manca moltissimo.
Sar quello che dice ora, ma cosa faceva quando vivevamo tutti
qui? Sempre fuori per i cazzi suoi... non a lavorare, quasi mai a lavorare.
A cazzeggiare al pub. Lei mi chiedeva sempre: "Dov' pap?".
E io cosa dovevo dirle? Poi lui tornava a casa e vomitava nell'ingresso.
Era un assoluto maledetto fottuto incubo!
Ma ora... quasi mai al pub... quasi mai.
Lo dici tu.
 vero, amore disse Christy. So di esser stato un disastro per
tanto tempo. Ma adesso ho davvero ripreso il controllo.
Davvero disse Lev. Un perfetto controllo. Ti chiediamo solo di
poter passare una bella giornata con Frankie, per favore. Tutti insieme.
Alla sera la riportiamo. Solo cose belle e tranquille: passeggiamo
sulla spiaggia, giochiamo a minigolf, mangiamo pesce fritto con
le patatine. Cose belle come queste.
Angela mise lo zucchero nel suo caff e lo mescol energicamente.
Non decider adesso disse quindi non fate pressioni.
La stanza piomb nel silenzio. Lev si rialz in piedi. Tir fuori un
pacchetto di Silk Cut. Ti d fastidio se fumo? chiese ad Angela.
Fai come credi disse lei. Non  casa mia.
Lev porse le sigarette a Christy e lui ne prese una con mano tremante.
Lev dice la verit, Angie... inizi.
Oh, piantala, Christy! grid lei, sbattendo la tazza di caff sul
tavolo. Tutta questa messinscena mi fa incazzare, veramente incazzare
come una bestia! Mi rovini la vita per cinque anni e adesso
vuoi farmi credere che torner tutto a posto, che  tutto dannatamente
perfetto. Be', non lo ! Devi fare ben altro che piagnucolare
che non vai pi al pub. Devi fare ben altro che vivere dell'affitto
di persone innocenti che vengono da un altro paese. Devi ricominciare
a lavorare. Devi dimostrare, non solo a me, ma al tribunale,
che sei un essere umano responsabile, con la testa sulle
spalle, e in grado di fare il padre. Allora potr prendere in considerazione
quello che mi chiedi. Nel frattempo... e te lo voglio dire
ora, cos i tuoi nuovi amici possono frenarti se ti lasci andare a un
attacco epilettico all'irlandese... Tony mi ha chiesto di sposarlo, e
appena avremo chiuso la pratica di divorzio, lo far. L'ho detto a
Frankie e lei  contenta. Adora Tony. Sta diventando il padre che
non ha mai avuto.
Christy si sedette su una dura sedia. Continuava a sbattere i suoi
occhi azzurri. Quel movimento ricord a Lev lo spaventato batter
d'ali di un insetto.
Sophie disse a bassa voce: Non vengo da un paese straniero. I
miei genitori vivono nel Sussex. Allevano cani da caccia.
Angela si alz. Il caff non l'aveva neanche toccato. Si volt verso
Sophie e disse: Non mi importa chi sei o dove vivi, cara. Tu non
c'entri. La questione  tra me e Christy. Ma se vuoi essere sua amica,
digli di smettere di tormentarmi per vedere la figlia. Doveva pensarci
molto tempo fa.
Angela... azzard Christy.
Non intendo ascoltarti! disse lei. Non so neanche perch ho
accettato di venire. Ho accettato solo perch Frankie vuole il suo negozietto,
quindi ora me lo prendo e me ne vado.
Angela usc dal soggiorno con passo deciso. Lev guard Christy,
che rimase immobile. Gli era caduta la sigaretta per terra e allacciava
e scioglieva in continuazione le mani sottili, segnate dalle bruciature,
sotto il mento. Lev gli si avvicin, raccolse la sigaretta, l'accese
e gliela porse. Sophie guard Lev con aria interrogativa, e lui prese
una decisione.
Lasci la stanza e percorse il corridoio fino alla sua porta. La vista
di Angela, grossa e arrabbiata dentro la sua camera, l'offendeva.
La osserv chinarsi e afferrare il negozio in miniatura, con le sue merci
d'altri tempi e il suo piccolo cartello pieno di ottimismo, Salve! Siamo
aperti. Guard il baffuto negoziante cadere fuori e rimbalzare sul
pavimento.
Ah, canaglia! disse Angela.
Lev raccolse il negoziante. Angela disse: Mi serve un sacchetto
di plastica o qualcosa del genere, per mettercelo dentro. Me lo puoi
trovare?.
Che peccato... disse Lev.
Eh?
Sto pensando... sono molto affezionato a questo bottegaio. Mi
mancher il negozio.
Cosa?
S. Mi mancher. Pazienza. Non importa. Ma se tieni Frankie
lontana da Christy, questa  una cosa brutta. Lui  il padre, come io
sono il padre di Maya. Soffrir...
Senti disse Angela, con un profondo sospiro mi sembri veramente
una brava persona. Spero che l'Inghilterra ti tratti bene. Ma
non ti impicciare in faccende di cui non sai niente, d'accordo? Non
permetter a Christy Siane di rovinare la mia vita, o quella di mia figlia,
e questo  tutto ci che ho da dire. Basta. Fine. Dunque, potresti
darmi solo un sacchetto, cos me ne vado?
Lev le porse il droghiere e lei lo butt dentro la porta del negozio.
Non ho sacchetti disse lui.
Oh, pazienza disse Angela. Percorse il corridoio, prese il cappotto
rosso dall'attaccapanni e, con il negozio stretto malamente sotto
un braccio, lasci l'appartamento. I suoi passi pesanti risuonarono
per tutta la scala.
Lev disse a Sophie che per un po' sarebbe dovuto rimanere in Belisha
Road, per fare compagnia a Christy, e per cercare di fargli smettere
di andare al pub.
Sei al lavoro per met della notte disse lei. Credi che farebbe
differenza?
Forse s. Se sa che torno. Se facciamo colazione insieme la mattina...
Sei un ingenuo, Lev. Se uno vuole rovinarsi con l'alcol...
Lo so disse lui. Ma posso provare. Christy  un vero amico.
Erano al GK Ashe, al termine di una serata lunga e faticosa.
Sophie gli diede le spalle e disse: Okay. Va bene. Resta in Belisha
Road. Tanto io ho da fare.
Cos'hai da fare?
Quello che fai tu. Occuparmi dei miei amici.
Ma qualche sera potresti venire da me. Nella mia stanza...
Cosa? Scopare in un letto a castello per bambini? Non posso,
Lev.  troppo assurdo.
Dall'altra parte della cucina, Vitas stava pulendo i lavandini e gli
scolapiatti. Quella sera GK gli aveva detto: Il tuo futuro  appeso a
un filo, Vitas. Oggi ho trovato dei grumi di formaggio di capra ancora
attaccati alla mia salamandra. Ho trovato una macchia di sangue
sul pavimento.
Non  sangue, Chef.
E non discutere con me. Non permetterti mai. Ti do tempo fino
alla fine della settimana per imparare a filare diritto, altrimenti sei
fuori. E ti troverai a raccogliere cavolini di Bruxelles nel dannato Lincolnshire.
Pi tardi, quando GK e Sophie se ne furono andati, Vitas chiese
a Lev: Che cos' il Lincolnshire?.
Oh disse Lev.  in campagna, non so dove.
Allora preferirei stare l che qui disse Vitas. Mi mancano gli
alberi.
Il progetto della diga aveva invaso il cuore di Lev, come un sedimento
limoso. Nei suoi sogni, aveva visto l'edificio della scuola di Auror galleggiare
sull'acqua come una barca di legno, poi affondare lentamente,
e, per un istante, aveva trovato quell'immagine del graduale
affondamento della scuola sinistramente suggestiva - fino a quando
non si era reso conto che tutti i bambini, compresa Maya, erano
ancora all'interno. In lontananza, dall'acqua, gli giungevano le loro
grida.
Raccont a Christy la storia della diga. Christy gli disse che aveva
bisogno di accendersi una cicca e farsi un t prima di poterci ragionare
su. Poi, con la sigaretta e la tazza in mano, disse: I Lavori
pubblici, Lev. Sai, la sola parola mi fa venire i brividi. Perch non
puoi mai aspettarti niente di buono da loro. Dovrebbe evocare qualcosa
di filantropico, ma per me definisce solo una congrega di sconosciuti
che sostituisce cose che ami con altre che non servono a
niente.
La mano gli tremava mentre beveva il t, ma stava meglio. Quello che sembrava aiutarlo era un puzzle da mille tessere dei Girasoli
diVan Gogh. Le aveva sparpagliate sul tavolo e ci lavorava per ore e
ore di fila, fumando e sorseggiando t. Quando finirono di parlare
della diga ad Auror, disse: Quello che dobbiamo cercare di non perdere
 la ragione. Non dobbiamo finire come questo povero cristo di
Vincent.
Lev rimandava la telefonata a Rudi, per timore che le notizie da
Auror fossero cattive. Poi, una domenica mattina, si rese conto che
non poteva pi aspettare e fece il numero conosciuto.
La Chevy  riparata! annunci trionfante Rudi. All'improvviso
vado pazzo per i tedeschi. Gli bacio il culo. Le loro cinghie funzionano.
Non fa pi i capricci?
No. Sembra che sia andata a un corso di addestramento per cani
e sia tornata come un altro animale! Adesso devo solo ribattere le
ammaccature sui parafanghi e lucidare le cromature. Poi sar come
nuova.
Il sollievo per la Chevy sembrava avere reso Rudi refrattario a
qualsiasi altra sventura. Quando venne fuori l'argomento della diga,
non perse il buonumore. Be' disse Lora  andata a incontrare
qualcuno dei Lavori pubblici. Non quel bastardo, Rivas. Un certo leccapiedi,
magro e strabico. Non so che ruolo ha. Forse pi basso.
Che cosa ha detto?
Solite stronzate da burocrati. Ma credo che sia tutto a posto. Ha
detto che una diga sopra Baryn  stato un "progetto provvisorio"per
circa due anni.
E nessuno ne sapeva niente?
Penso che qualcuno lo sapesse. Ma lo strabico ha detto a Lora
che non  prevista una sua attuazione. "Attuazione", eh? Tipica espressione
da Rivas, non  vero?
Non  prevista nell'immediato o non  prevista in assoluto?
Conosci i Lavori pubblici, compagno. Non utilizzano concetti
come "sempre" o "mai".  tutto provvisorio. Probabilmente c' questa
squadra di ingegneri stellari, che va in giro a progettare dighe e
centrali idroelettriche e bacini di contenimento per ogni dannato fiume
del paese, e tutti si scambiano i complimenti sui loro disegni e
immaginano la prosperit che porteranno con simili progetti e i compensi
che riceveranno... e poi non succede niente perch non arriva
un soldo dal governo centrale. Tutto qui. Credo che Auror non corra
nessun rischio.
Lev avrebbe voluto sentirsi tranquillizzato dalle parole di Rudi, ma
aveva la sensazione che le informazioni ricevute non fossero sufficienti
e questo lo faceva impazzire. Sapeva che se ci fosse stata ancora Marina,
lei s che avrebbe scovato la verit. Ma adesso lui e Rudi erano
come tutti gli altri - isolati dalla distanza, alla merc di una burocrazia
in cui la menzogna continuava a dominare la comunicazione.
Devi tenere gli occhi aperti, Rudi disse Lev, dopo qualche istante.
Per i tecnici. Se arriva una squadra di tecnici, quello  il primo
segno.
Non  detto. Sai come sono mezzo addormentati quei dipartimenti
governativi. Inviano funzionari con tanto di blocchi per prendere
appunti. Questi scarpinano avanti e indietro. Hanno un'aria importante,
cos la gente inizia a preoccuparsi, ma l'unica cosa che fanno
 misurare quanto ce l'hanno lungo!
Rudi scoppi nella sua solita risata sguaiata e contagiosa, ma questa
volta Lev rest impassibile.
D'accordo disse ma se le voci su una diga a Baryn sono arrivate
fino ai villaggi intorno a Jor, allora qualcuno sa che si far. Lo
sanno.
La risata di Rudi si spense e Lev lo sent tossire.
Be' disse Rudi che cos'altro possiamo fare? Dimmelo. "Non 
prevista una sua attuazione"vuol dire quello che significa, no? A meno
che lo strabico non abbia detto delle cazzate.
Non era "previsto di attuare"la chiusura della segheria.
Quella  un'altra questione. Erano rimasti senza un cazzo di alberi!
Proprio come continuano a "rimanere senza" elettricit. Ma se
costruisci una centrale idroelettrica sopra Baryn avrai energia rinnovabile
e senza interruzioni per tutta la regione e per molti anni a venire.
Solo che met della regione verr sommersa dall'acqua.
Esatto.
Lev sent Rudi sospirare. Star in guardia, Lev. Te lo prometto.
Spero che l'auto ufficiale di Rivas si rompa, cos sar costretto a chiedermi
un passaggio con la Chevy... e allora sar nelle mie mani. Ma
basta parlare di questo. Mi sfinisce pensare a quello che gli altri ci
possono fare. Dimmi dell'amour, Lev. Ti stai comportando come un
adolescente? Stai spendendo tutti i soldi che guadagni duramente
in rose rosse?
Un venerd notte, quando Lev rientr in Belisha Road, trov Christy
seduto davanti a due lattine di Guinness ancora chiuse.
Festeggiamo disse appena Lev entr in casa. Angela ha cambiato
idea. Domenica possiamo portare Frankie a Silverstrand.
Lev si tolse il giaccone e si sedette. Un bacio a Sophie sulla strada,
poi la vista di lei che si allontanava in bicicletta, l'avevano lasciato
amareggiato e di cattivo umore. Aveva avuto un impulso quasi violento,
sarebbe stato capace di sbatterla contro un muro e scoparla l
fuori, come il ragazzino disperato dell'immagine che Rudi aveva ora
di lui. Lev era convinto che lei lo prendesse in giro.
Dopo tutte quelle discussioni del cazzo continu Christy, versando
la birra dopo avermi fatto stare cos male, alza il telefono e
dice va bene, porter qui Frankie domenica mattina e poi possiamo
andare al mare, se vogliamo.
Bevvero la Guinness. Christy appoggi la testa sul palmo di una
mano. Credo che abbia accettato disse a bassa voce solo perch
Myerson-Hill la porta fuori da qualche parte, e lei non vuole che
Frankie rovini la loro gita romantica. Penso che gli stronzi vadano a
Hampton Court in barca, o qualcosa del genere. Ma non me ne frega
niente. Se noi abbiamo la possibilit di passare una bella giornata,
il resto non conta.
Lev sorrise. Sent che iniziava a liberarsi dal cattivo umore. Immagin
i gabbiani che garrivano sopra un pontile e il profumo delle
alghe e il vento salmastro. Stai tranquillo disse. Sar una bella
giornata.
Sul treno per Silverstrand, Sophie propose il gioco dell'"io spio".
Sei sicura di volerlo fare, tesoro? chiese Christy alla figlia con
premura. Perch non so se sei gi in grado di sillabare bene le parole.
Frankie non rispose, si limit a spingere il braccio sottile di Christy,
cercando di allontanarlo.
Scommetto che sei bravissima disse Sophie. Allora: Dal mio
buchetto io spio un oggetto che inizia per... F.
Che cos' F? chiese Frankie.
Devi darle un contesto fonetico, Sophie disse Christy. L'alfabeto
l'ha imparato a quel modo. F  fuh.
Oh, d'accordo disse Sophie. Si vede che sono una povera disgraziata
con cui nessuno ha voluto fare un figlio! Va bene, Frankie.
Un oggetto che inizia per fuh.
Dopo quelle parole, Sophie guard Lev ridacchiando. Lui pens:
Questa ragazza  come un piatto esotico che non so ancora cucinare,
ma che desidero ardentemente nei miei sogni. Distolse lo sguardo
da Sophie per osservare Frankie, che fissava preoccupata la campagna
dell'Essex fuori dal finestrino. Aveva il naso piccolo, spigoloso,
e cominci a premerlo contro il vetro.
Mi arrendo disse.
No. Balle. Non arrenderti disse Sophie. Qualcosa che inizia
per fuh.
Frankie indossava dei jeans rosa con una magliettina rosa e un
piccolo gilet di pelo senza maniche. Sulle ginocchia aveva uno zainetto
rosa abbinato, da cui non aveva voluto separarsi quando erano
saliti sul treno e che adesso si teneva stretto.
Di, Frankie disse Sophie. Qualcosa che inizia per fuh.
Tronco? disse Frankie.
No, quello inizia perT.
Tuh la corresse Christy.
Giusto, toh.Vedi? Faccio schifo in questo gioco. Chi di noi ha un
nome che inizia per fuh?
Mi arrendo disse la bambina.
No, no disse Christy. Pensaci un attimo.
Frankie allontan di nuovo il braccio di Christy. Fuori dal finestrino,
Lev osserv i solchi dell'inverno, disseminati di nuovi germogli
verdi, e i richiami di uccelli scuri che volavano in cerchio sopra
le siepi divisorie dei campi. La luce del sole schiariva i pallidi contorni
dei boschi e risplendeva su distese di canne e giunchi, inondate
dall'acqua.
Non guardi nella direzione giusta disse Sophie a Frankie.
Allora Frankie si volt verso le persone che la circondavano. I suoi
occhi sfiorarono Christy per posarsi su due giovani donne che bevevano
birra e parlavano al cellulare. Lev la vide fissare i denti delle ragazze,
che sgranocchiavano patatine Walkers, e poi i loro luccicanti
cellulari, che brillavano al sole, mentre le due teste si agitavano senza
sosta.
Tele-fono disse Frankie, trionfante.
Sophie sorrise. Ottimo tentativo disse. Niente male, piccola.
Ma "tele-fono" un'unica parola e inizia con la T...
E non  un nome, Frankie disse Christy. Sophie ti ha detto che
la parola  il nome di una persona.
La bambina continuava a rifiutarsi di guardarlo.
Mi arrendo ripet.
No disse Christy, irritato. Tu non ti arrendi per un cazzo.
La mamma dice che non devi dire le parolacce disse Frankie.
Be', la mamma ha ragione. Non devo dirle. Scusami. Ma santo
cielo,  questo che ti insegna tua madre adesso, ad arrenderti di fronte
a qualsiasi cosa ancora prima di averci provato?
No...
D'accordo. Allora, rifletti. Qui siamo in quattro e solo il nome di
una persona inizia per fuh. Qual ?
Non so come si chiama lui disse Frankie, guardando Lev.
Certo che lo sai. Te l'ho detto io, tesoro. Si chiama Lev. Ma non
inizia per fuh, vero? Nemmeno il mio nome, nemmeno quello di
Sophie, quindi...?
Si dimen allungandosi sul sedile. Si port lo zainetto rosa al petto
e lo strinse a s, come uno scudo. Dopo un istante disse: Frankie.
Esatto! disse Christy. Fuh per Frankie.  facile, vedi? Non  vero?
Un gioco da ragazzi. Adesso, siediti bene, tesoro. Basta che ti concentri.
Frankie si lasci tirare su, poi si volt dall'altra parte e appoggi
di nuovo la faccia contro il finestrino. Disse che non voleva pi giocare
a "io spio". Disse che avrebbe contato i cavalli che vedeva nei
campi.
Christy si sfreg gli occhi. Dalla visita di Angela, gli era tornato
l'eczema, che gli si era allargato sulle palpebre infiammandole con
una crosticina rossa. Disse a Lev bisbigliando: Trascurano la sua
educazione. L'ho gi capito.
Lev non aveva voglia di parlare. Come Frankie, voleva guardare
la campagna oltre il finestrino del treno. Voleva ricordare, mentre
file di siepi si allungavano e fattorie isolate spuntavano e svanivano,
come gli era sembrata quella parte d'Inghilterra quando
l'aveva vista dal pullman che l'aveva portato a Londra da Harwich,
la mattina presto, il giorno del suo arrivo, con Lydia seduta accanto
a lui. Sorrise al ricordo dei commenti di Lydia alle prime luci dell'alba,
che richiamavano la sua attenzione non sul luccichio delle
spighe di grano, n sulle chiazze d'ombra gettate qua e l dalle frondose
querce inglesi, n sulle chiese di pietra, che si rivelavano numerose,
ma sui cartelli che apparivano e scomparivano alla loro vista:
Little Chef diceva e guarda, Lev, di nuovo Little Chef. Guarda
quanti. Mormorava sommessamente le parole nuove, come
un'attrice che ripassava la parte. Royal Mail Depot... Kendon
Packaging... Multiyork... Atlas Aggregates... Notcutts Garden Centre... Pick
Your Own...
Che cos' PickYour Own? le aveva chiesto Lev.
Oh aveva detto Lydia. Non lo so. Mi sembra piuttosto enigmatico
perch grammaticalmente  incompleto. Ci aveva pensato
su per qualche minuto, poi aveva sospirato dicendo: Mi spiace, Lev,
non sono ancora capace di tradurre PickYour Own. Forse sono un'illusa
a pensare di poter lavorare come traduttrice.
Sembrava essere passata una vita.
Era come se quel Lev fosse stato un altro uomo. E inizi a pensare
a quanto fosse strano che la persona che Rudi conosceva, la persona
che Maya ricordava, fosse quell'altro Lev, quel vecchio uomo
triste e ansioso. Voleva chiedere loro scusa. Voleva rassicurarli che
adesso sarebbe stato una migliore compagnia.
Bene disse Christy, per rompere il silenzio.  l'ora dei panini.
Arrivarono a Silverstrand quasi a mezzogiorno, con il sole a picco,
senza un alito di vento, e andarono di corsa verso il mare. La marea
avanzava pigramente su un'estesa spiaggia beige, inseguendo i solchi
ondulati della sabbia, frangendosi sulla battigia in piccole increspature
bianco argento sotto l'arco del cielo azzurro.
Ehi! disse Christy, sorridendo al suggestivo panorama. Direi
che qui non  niente male, gente. Guarda, Frankie. Non  un pochino
bello?
Frankie aveva posato a terra lo zainetto. Per la prima volta quel
giorno le brillarono gli occhi. Si mise a saltellare sulla sabbia.
Sentite l'ozono! disse Christy. O forse sono le alghe, o le conchiglie
o chiss cosa. Non l'ho mai capito. Sulla costa occidentale
dell'Irlanda dicevano sempre "Senti l'ozono".
 sicuramente l'ozono disse Sophie. E ci siamo immersi dentro.
Respira, Lev. Ogni respiro elimina quaranta sigarette.
All'improvviso, lo afferr per una mano e inizi a correre con lui
verso il mare, poi si volt e lo spinse in avanti per giocare, tanto che
Lev rischi di bagnarsi i piedi. Lui oppose resistenza e la tir verso
di s.Voleva prenderla in braccio ed entrare in acqua con lei. Si sentiva
pieno di forze e di vitalit, come se potesse sollevarla in alto sopra
di lui, come un danzatore.
No! strill divertita. No!
Hai cominciato tu disse lui. Adesso, punizione!
No Lev! L'acqua  gelata! Christy, aiuto!
Lev adorava la sensazione del corpo di lei in lotta col suo. Anche
se avrebbe potuto sollevarla subito, la lasci contorcersi e dimenarsi.
Respirava la salsedine e il profumo del corpo di lei e tornava ragazzo,
un beato idiota, traboccante di felicit. Infil una mano sotto
la gonna di Sophie, strinse la carne delle natiche e sollev in aria la
ragazza.
Mettimi gi, Lev! Mettimi gi! Se mi butti in acqua ti ammazzo!
Mi fai morire di freddo, cazzo!
Strillava e rideva al tempo stesso. Lev entr in acqua insieme a
lei e le onde gelide iniziarono a vorticargli intorno alle caviglie e
a inzuppargli scarpe e calze. Ne avvertiva il freddo pungente, che gli
pizzicava la pelle, come bicarbonato.
Lev, tu sei pazzo!
S disse lui sono pazzo. Pazzo di te.
Mettimi gi!
Lo sai che sono pazzo di te?
S. S. Torna indietro.
Per me non lo sai quanto sono pazzo...
Sophie dovette aggrapparsi a lui per non cadere in acqua. Lev voleva
baciarla, ma temeva di eccitarsi pi di quanto non fosse gi, cos
si volt e corse tenendola in braccio, mettendo alla prova la propria
forza, testando il vigore dei propri muscoli.Vide Frankie che saltellava
qua e l, agitando le braccia esili, e Christy che le teneva lo
zainetto rosa e, in lontananza sulla spiaggia, una fila di graziosi piccoli
capanni variopinti, in cui entravano e uscivano bambini vestiti
di colori sgargianti, e pens quanto fosse meraviglioso avere una giornata
cos limpida in pieno inverno.
Mise Sophie a terra e lei gli diede uno schiaffo in testa. Non sei
normale gli disse. Dico sul serio.
Guarda, Frankie disse Christy. Adesso Lev ha i pantaloni fradici.
Bell'esempio da dare!
Voglio entrare in acqua! disse Frankie. Voglio entrare in acqua!
Accidenti disse Christy. Lev,  tutta colpa tua. Il mare  freddo,
Frankie. Freddo come la neve.
Non importa. Voglio andarci dentro!
No, no, guarda le scarpe di Lev. Non vorrai mica ridurre cos anche
le tue?
S! S!
Okay, okay disse Christy, posando per terra lo zainetto rosa.
Entriamo in acqua, ma prima ti togli le scarpe e le calze, e io faccio
lo stesso. Qualcuno ha portato un asciugamano? Sophie?
No. Solo a questo pazzo  venuta l'idea di bagnarsi.
Non importa. Ci asciugheremo al sole. Via le scarpe.
Christy e Frankie si sedettero sulla sabbia e si tolsero scarpe e calze.
Le guance di Frankie avevano gi preso colore e dal fermacapelli
le era uscito qualche ciuffo ribelle. Attese ubbidiente che Christy le
arrotolasse i pantaloni rosa, poi si alz in piedi. Per la prima volta
quel giorno diede la mano al padre.
Eccoci disse Christy. Ci siamo. A quanto pare, a Silverstrand
usa cos.Tieniti forte!
Lev li osserv correre verso la riva, entrambi agili e snelli e veloci.
Quando toccarono il mare, lanciarono strilli di brivido e di felicit.
Christy inizi a saltare le piccole onde che si frangevano sulla battigia
e Frankie lo imit e i due vennero avvolti dagli spruzzi d'acqua
che luccicavano al sole, e dopo pochi istanti, Lev vide che si muovevano
in sincronia, come bambini che saltavano insieme alla corda.
Lev affond i piedi nella sabbia fine per asciugarseli. Sophie rest
in piedi a guardare divertita Christy e Frankie.  febbraio, ragazzi!
disse. Siamo matti da legare.
Dietro le cabine da spiaggia, erette su un lotto vuoto, c'era una
fiera invernale e fu l che Christy li condusse dopo. Era piccola e quasi
deserta. I venditori erano seduti su sedie di plastica, accecati dal
sole, circondati dai loro stessi rifiuti: bicchieri di polistirolo mezzi
spaccati, confezioni vuote di dolciumi, vecchi pacchetti di sigarette.
Un'insegna che diceva Freddo il demonio mangiafuoco giaceva abbandonata
e mezza sepolta tra le alghe secche dell'estate. La macchinetta
dello zucchero filato era sigillata con il cartello Fuori uso. Ma
c'era una musica vivace e al centro dello spiazzo una giostra, composta
da piccole automobili, aeroplani, navicelle spaziali e carri armati.
Frankie la raggiunse di corsa e Christy le pag un giro. Era l'unica
bambina sulla giostra, ma il giovane addetto vigil con attenzione
al centro della struttura, girando su se stesso come la statuina
di un carillon mentre, sopra di loro, i gabbiani gridavano nell'aria azzurra.
Christy, Lev e Sophie erano in piedi in fila, fumando, mentre
Frankie continuava a girare in tondo, fieramente seduta dentro un
camion dei pompieri in miniatura con in testa un casco di plastica.
Li salutava con regalit, la mano piatta e rigida. Ma c'era un sorriso
sulla sua faccia magra e Christy infine disse: Adesso  contenta, o
mi sbaglio? Si sta divertendo, non  vero?.
Moltissimo rispose Sophie.
Christy tocc la manica di Lev. Peccato che Maya non sia qui con
noi disse. Ce ne avete di giostre cos a casa?
S disse Lev. Ma devo dire che sono pi belle di queste macchine
militari: bei cavalli dipinti e altri animali, tutti di legno. Molto
all'antica. I comunisti non sono mai arrivati a distruggerle.
Interessante disse Christy.
Forse perch una fiera  gi abbastanza proletaria, no? Non vale
la pena eliminarla.
Potrebbe essere, potrebbe essere.
A Baryn la fiera era bella. Ci andavamo sempre. Piace molto anche
agli adulti. Mangi semi di girasole tostati e puoi sentire musica
tradizionale suonata dal vivo e sparare a uccelli di latta. Un tempo
si vincevano anche premi, ma adesso non ci sono premi.
Come mai?
Perch che cos'hanno da offrire come premio? Un pezzo di carbone?
Fiori di campo? Ma io sparavo lo stesso agli uccelli di latta.
Li prendevi? chiese Sophie.
S disse Lev, cingendole le spalle con un braccio mi ha insegnato
mio padre. Ci allenavamo con uccelli veri nei boschi, quando
c'erano ancora i boschi.
Vi allenavate con gli uccelli veri? disse Sophie, staccandosi da
Lev.  da barbari.
No disse Lev. Scherzavo. Li uccidevamo per sopravvivere.
La giostra rallent fino a fermarsi e Christy sollev Frankie tirandola
fuori dal camion dei pompieri e restitu il casco.
 una brava bambina, vero? disse l'addetto.
Oh s disse Christy. Certo che lo .
Frankie si guardava intorno alla ricerca di un altro divertimento,
di un'altra emozione. Individu una bancarella che vendeva hot dog
e guid gli altri in quella direzione. Christy compr hot dog con cipolla
e senape e si sedettero su una panchina di ferro a mangiarli.
Un gabbiano atterr ai loro piedi per rubare qualche briciola. Frankie
inizi a staccare pezzetti del suo panino e a lanciarglieli.
No, tesoro disse Christy. Hai detto che hai fame. E adesso lo
mangi.
Lev disse a Frankie: La prima cosa che ho mangiato in Inghilterra
 stato un hot dog.
Perch? disse la bambina.
Perch?
Lei vuole dire "dove" disse Christy. Non volevi sapere dove 
successo, Frankie?
S disse lei.
Dunque, Frankie, ero vicino al fiume. A Londra. Guardo i grandi
battelli per i turisti. Penso, Sono solo al mondo...
Perch? disse Frankie.
Oh, poverino disse Sophie. Non  straziante, Christy?
Assolutamente s.
E poi hai conosciuto noi: un idraulico celtico e un aspirante chef
taglia quarantaquattro, nata a Godalming! Scommetto che non te lo
saresti mai immaginato!
Christy sogghign. Lev sbatt gli occhi. Sapeva che Sophie aveva
fatto una battuta divertente, ma lui non l'aveva capita. A volte la
sua capacit di capire l'inglese lo abbandonava, lo abbandonava in
modo improvviso e inaspettato, come un attacco di sordit. Osserv
il gabbiano, che si rimpinzava il becco affusolato con le loro briciole.
Sapeva che Frankie aveva gli occhi puntati su di lui, mentre l'ultimo
pezzo del suo hot dog le si raffreddava nella mano. Sent che
qualcosa di fondamentale era cambiato nell'atmosfera della giornata,
ma non era in grado di capire cosa.
Il sole si  coperto disse Christy, alzando lo sguardo a un cielo grigiobianco. Che ne dite di una visita al museo delle scialuppe di salvataggio?
...
.
...
CAPITOLO 13.
...
.
...
Il culmine.
...
.
...
Il cellulare di Lev ricevette un messaggio di Lydia: Novit importanti.
Ci vediamo al Caf Rouge Highgate per pranzo domenica?
Lev la chiam per dirle che domenica aveva promesso di andare
al Ferndale Heights, e Lydia disse sconsolata: Be', ormai  da tempo
che mi eviti. Quindi, continua pure. Mi sono abituata, Lev. Forse
hai una ragazza. Ma non preoccuparti. Me ne andr presto.
Te ne vai?
S. Non vuoi sapere dove?
Dove vai, Lydia?
 una storia lunga. Non posso raccontartela al telefono. Se non
vuoi vedermi, forse non la saprai mai.
Lev inizi a spiegarle che aveva turni pesanti, non aveva mai tempo...
ma il silenzio che sentiva, dall'altra parte, era cos carico di rimprovero
che lo fece sentire crudele. Disse a Lydia che l'avrebbe raggiunta
a Highgate alle dodici, il giorno seguente.
D'accordo disse lei. Sono felice di vederti, finalmente. Come
te la cavi con Amleto?
Lev non voleva dirle che praticamente non aveva aperto il libro,
che l'aveva abbandonato sotto il letto a castello in Belisha Road, accanto
a pacchetti di Silk Cut vuoti. Quindi rispose: Amleto  difficile
per me. Faccio progressi lenti.
Be', credo che dovresti insistere, Lev. Potresti riconoscere qualcosa
di te nel personaggio. A domani.
Lev le port dei fiori - fresie, gialle e violacee. Per quanto la primavera
fosse vicina, le fresie non avevano profumo. Ma Lev pens,
Non importa perch Lydia far finta che ce l'abbiano. Dir: "Oh, Lev,
che profumo delizioso!".
E come previsto, quando le porse i fiori, lei ci affond la faccia.
Meravigliosi! disse. Non me li aspettavo. Adesso mi rendo conto
che la mia prima impressione su di te era giusta: sei un uomo pieno
di riguardi.
Nei locali debolmente illuminati del Caf Rouge di Highgate, ordinarono
la baguette al pollo che Lydia aveva desiderato la volta precedente.
Lei insistette per chiedere anche due bicchierini di vodka,
e quando glieli portarono, disse: Qui ci sono alcuni camerieri che
vengono dal nostro paese. Quello magro laggi  di Yarbl.
Come fai a saperlo?
Perch a volte vengo qui da sola, nel mio giorno libero. Prendo
una cioccolata calda. Chiacchiero con i camerieri... tanto per sentire
la nostra lingua, per dimenticare di essere "Muesli". Come noi, anche
questa gente spedisce i soldi a casa. Ma la mia esperienza a North
London sta per concludersi. Adesso ti dico la novit. Sei pronto per
lo shock?
S disse Lev.
Molto bene. Me ne vado con il maestro Greszler.
Te ne vai? S? Dove?
Ovunque lui vada. Iniziamo da Vienna, il mese prossimo, in aprile.
Poi l'Australia. Dopo, New York. Quindi, Parigi. Ogni tanto torneremo
a Londra e allora ti telefoner per farti un saluto.
Be',  fantastico, Lydia. Tu adoravi lavorare con Greszler.
 pi che fantastico.
Ma perch ha bisogno di te a Vienna? Tu non parli tedesco.
Be', un po' s. Ma vedi... e a quel punto Lev vide la faccia pallida
di Lydia colorarsi di un improvviso rossore ...mi vuole non solo
per tradurre.
Lev bevve la vodka. Lydia si faceva aria con il suo tovagliolino di
carta. Ti ho detto che  una storia lunga. Ma te la faccio breve. Avrei
dovuto raccontartelo prima, quando lavoravo a Londra con il maestro,
che lui aveva cercato di baciarmi diverse volte, ma io non glielo
avevo mai permesso. Ha una moglie a Jor. Una moglie e tre figli e
adesso anche i nipotini. Mi dicevo che non potevo lasciarmi toccare
da un uomo come lui, perch non avrebbe mai potuto essere mio.
Ma dopo la sua partenza, ha iniziato a scrivermi molte lettere... due
o tre alla settimana... dicendomi che si era innamorato di me e che
voleva che diventassi la sua amante e che viaggiassi per il mondo insieme
a lui.
La sua amante?
Immagino che tu voglia farmi notare che  vecchio...
No.
E che soffre di stitichezza.
No.
Ma non m'importa, Lev. Mi sono liberata di ogni scrupolo. Anche
nei confronti di sua moglie. Io ho bisogno di amore e posso amare
Pyotor Greszler, nonostante tutto il resto. Lui dice che  ancora
virile. Mi racconta che nei sogni fa l'amore con me.
Era agitata e sorrideva come una ragazzina. Si guard intorno in
cerca del cameriere di Yarbl, per ordinargli un secondo giro di vodka.
Fece una risatina nervosa.
Oh, Lev continu spero che tu non mi giudichi male... diventare
l'amante di un uomo famoso, fare la mantenuta. Ma, sai, da
quando se n' andato Pyotor, la mia vita qui  stata talmente brutta,
mi sembra di aver perso ogni dignit. Adesso sono soltanto "Muesli":
la schiava di due viziati bambini inglesi. E non posso andare
avanti cos. Morirei.
Non devi giustificarti, Lydia. Sono sicuro che centinaia di donne
vorrebbero vivere insieme al maestro Greszler.  un genio. E se ti
ama...
Be', che cos' l'amore a settantadue anni? Non lo so. Ma voglio
rischiare. Io ne ho quasi quaranta. Ho sempre sognato di viaggiare per
il mondo. Quando arriver a New York, penso che morir dalla meraviglia!
E con Pyotor, andremo negli alberghi migliori, nelle camere migliori.
Dio mio, come sono materialista. Devo essere stata contagiata
dalla malattia del consumismo inglese! Ma lasciamo perdere gli alberghi
e tutto il resto. Ogni volta che penso al mio adorato maestro,
provo un'immensa tenerezza. Non ho mai rifiutato i suoi baci per ribrezzo.
Non mi d fastidio aiutarlo con i suoi problemi intestinali...
Lev sent il calore della vodka dentro di s. La sua antica ammirazione
per Lydia torn a toccargli il cuore. Le chiese premuroso:
Quando non sarai in viaggio con Greszler, dove starai?.
Lydia pos il suo bicchierino e si sistem i capelli. Lui ha gi pensato
anche a questo.  cos pieno di riguardi.Vivr con i miei, a Yarbl.
Ci aiuter con i soldi, compreremo un nuovo frigorifero per mamma
e una macchina per me, cos potr andarlo a trovare a Jor.
Sai guidare, Lydia?
No, ma prender lezioni. Pensi che non sia in grado?
Sono certo che lo sei. Sono certo che guiderai benissimo. L'hai
gi detto ai tuoi genitori?
S. Esclusa la storia dell'amante. Quella non dovranno mai scoprirla.
Ho solo detto che far l'assistente del maestro Greszler durante
i suoi tour. Sono molto fieri di me. Lo stanno gi raccontando
ai loro amici.
Lev le prese la mano e la port alle labbra. Il viso caldo e radioso
di lei era vicino al suo.
Sei stato tu, naturalmente disse Lydia a risvegliare in me quello che potevo provare per un uomo, Lev. So che non hai mai sentito
niente per me, ma non importa. No, non dire niente. Non dimenticher
mai il nostro viaggio. E tu?  stato il viaggio pi importante
della mia vita e l'ho fatto con te.
Quella sera, al lavoro, Lev non riusciva a concentrarsi. Nella testa gli
risuonava ancora la sua lingua. Nella mente si susseguivano immagini
di Lydia nella sua nuova vita: lei con indosso una pelliccia e tacchi
alti che entrava nell'atrio sontuoso di un albergo al braccio di
Greszler; lei nel camerino del maestro, che gli preparava bustine per
l'intestino, gli sistemava il papillon bianco, mentre lui le sussurrava
qualche segreto, qualche parola affettuosa prima del concerto; lei in
un grande letto matrimoniale con l'amante anziano, la cui chioma
soffice e folta si spandeva sulla fresca federa bianca...
Gli chef, compresa Sophie, gli urlavano: Asparagi, Lev! Porri,
Lev! Foglie d'insalata! Funghi! Finocchi! Dov' il mio gombo, Lev?.
A un tratto si ritrov la faccia di GK di fronte alla sua che gli gridava:
Che ti prende stasera? Non sai chi c' di l? Non ti  giunta voce
su chi c' di l?.
No, Chef.
Howie Preece. Okay? Tavolo tre, con una rumorosa compagnia
di altre nove persone. Niente meno che Howie Preece, ti rendi conto,
cazzo? Hai capito? Quindi muovi il culo. Inizia a concentrarti.
Mi scusi, Chef. Chi  Howie Preece?
Ah, grandioso! sbott GK. Nel mio ristorante c' uno dei giovani
artisti pi famosi del pianeta e il mio personale non sa nemmeno
chi sia!
GK gli strapp di mano un mestolo che poi cadde rumorosamente
sulle piastrelle del pavimento accanto ai piedi di Vitas.Vitas lanci un
urlo. GK schiocc le dita. Tiralo su, Infermiere. Subito!
Vitas si asciug le mani sul grembiule bagnato e si precipit a recuperare
il mestolo. Fece per restituirlo a GK, che sibil: Non essere
idiota, Vitas. Lavalo, dannazione!.
GK piroett verso la sua postazione, le spalle contratte per la
tensione. Lev torn a preparare gli champignon, che lo facevano penare
scivolando e schizzandogli via dalle dita. Alle sue spalle, si sentiva
gli occhi di Sophie incollati addosso. A un tratto lei prese il posto
di GK di fianco a Lev e gli bisbigli: Non fare cazzate, Lev. Non
stasera.
Lev fece il possibile per essere pi concentrato. Di solito andava
fiero di riuscire a tenere il passo degli chef, addirittura anticipando
le loro richieste perch ascoltava le ordinazioni che annunciavano
Jeb e Mario, le memorizzava nella giusta sequenza e selezionava le
verdure necessarie prima che gli fossero chieste. Quella sera era lento,
lo sapeva, e non solo perch si perdeva nelle sue fantasie, ma anche
per la vodka che aveva bevuto a pranzo. Si augur che GK non
fiutasse l'alcol nel suo alito. Non vedeva l'ora che il servizio in sala
finisse. Era stanco, eccitato e triste. Nella sua mente affaticata, immagini
di Marina si sovrapponevano ad altre di Lydia in strane composizioni.
Era certo che fare l'amore con Sophie sarebbe stato l'unico
modo per consolarsi e riprendersi.
Le ore non passavano mai. Nonostante alle undici e mezza la
maggior parte dei clienti se ne fosse andata, il gruppo al tavolo tre
continuava a ordinare altro vino, dolci e caff. GK li studiava attentamente,
soffermando lo sguardo ansioso sull'artista, Howie Preece.
All'improvviso ordin a Damian di offrire alla tavolata dello champagne.
Di' che offre la casa gli sussurr. Voglio che Preece e i suoi
amici prendano l'abitudine di venire qui. Servi due Mumm del 2005
con gli omaggi dello chef-proprietario, e dopo arrivo io a salutare
con un paio di battute simpatiche, d'accordo?
Va bene, Chef. Comunque sappi che hanno bevuto quattro Chateau
Margaux del '96.
Tombola! disse GK, sferrando un pugno nell'aria. Fantastico.
Lev aveva terminato le sue mansioni ma non voleva andarsene
senza Sophie, cos raggiunse la vecchia postazione per aiutare Vitas.
Mentre lavoravano, il ragazzo gli bisbigli: Non dirlo al capo, ma
presto me ne vado. Un mio amico, Jacek... quello che mi ha trovato
il cellulare... ha sentito parlare di un lavoro in campagna, raccolta
delle verdure. Pagano bene. Quindi accetter. E avremo l'alloggio
gratis.
Alloggio gratis dove, Vitas?
Roulotte. Casa mobile di lusso. Io e Jacek insieme. Jacek la sta
risistemando e io ho deciso di raggiungerlo.
Mi sembra un peccato disse Lev. Adesso che hai imparato a
fare bene il tuo lavoro. Dovresti restare qui.
No, odio questo posto. Te l'ho detto. Odio quell'uomo. Avrei voglia
di tagliargli i coglioni e cuocerli al gratin e darli in pasto ai cani.
Continuarono a lavare le stoviglie in silenzio. Poi Lev disse: Come
sta il tuo cane, Vitas? Hai sue notizie?.
Se ho notizie del mio cane? No. Non lo sai? I cani nel nostro
paese sono molto arretrati: non sanno ancora scrivere lettere. Ma con
il mio amico Jacek, sai cosa vogliamo fare? Vogliamo rubare un cane
e tenerlo nella nostra roulotte. Sar nostro. Cos non penser pi a
Edik... fino a quando non torner a casa.
E cosa ne sar del cane che rubi quando tornerai a casa?
E chi pu saperlo, compagno? Che ne sar di tutti noi quando
torneremo a casa?
Le padelle erano quasi pronte. Lev avvi un nuovo ciclo della lavastoviglie
per i bicchieri e inizi ad asciugare gli scolapasta. Quando
si volt, vide Sophie. Si era messa una divisa pulita e rifatta il trucco
alle labbra con un brillante rossetto rosso.
Lev disse a bassa voce vado in sala insieme a GK. Conosco
Howie Preece, attraverso Sam ed Andy. GK mi ha chiesto di affiancarlo
nella chiacchierata.
Lev fiss la ragazza, la sua bocca appariscente. Sent il cuore accelerare
il battito. No... disse.
Te l'ho detto, mi tocca, Lev sibil Sophie. Non rompere. Fattene
una ragione. Ci vediamo domani.
In Belisha Road Lev trov ad aspettarlo una busta con la calligrafia
di Ina. Aveva scritto "Lodnon" anzich "London" ma la lettera
era comunque arrivata. Dentro la busta c'era un disegno di bambini
che pattinavano, fatto da Maya. I bambini indossavano tutti
giacconi bordati di pelo, come quello che Lev le aveva comprato in
Holloway Road. Avevano i piedi enormi nei loro pattini a stivaletto
marron.
Lev si sdrai sul letto a castello e fum una sigaretta ed esamin
il disegno da vicino. Cerc di capire quale figura rappresentasse Maya
e pens a come cambiano in fretta le facce dei bambini e che, quando
si sarebbero rivisti, Maya non sarebbe pi stata la figlia che lui ricordava.
Sul retro del disegno c'era un messaggio:
Caro Pappa,
mi sono fatta male al naso. Sono caduta sul ghiaccio. Il naso  diventato
blu. Lili piange. Le lavo il pannolino.
Ti voglio bene. Maya XX
Lev chiuse gli occhi. La sigaretta gli si stava consumando tra le dita.
Nella sua mente, era la sera del trentesimo compleanno di Marina.
Lui e la moglie mangiavano oca e patate arrosto e bevevano vino
rosso sotto una grande luna color albicocca, insieme a Rudi e Lora.
Sul tavolo, nella veranda di Rudi, candele rosse tremolavano nella
brezza notturna dell'estate, e Marina aveva ai piedi le scarpe rosse
regalate da Lev, che l'avevano fatta piangere di gioia.
Ascoltavano musica popolare - da un vecchio mangiacassette a
batterie che Rudi aveva preso al mercato delle pulci di Glie - e dopo
aver mangiato, tutti e quattro si erano alzati per ballare. La luna era
tramontata e loro avevano continuato a ballare. Le candele si erano
spente e loro avevano continuato a ballare sotto le stelle. Rudi aveva
servito altro vino. Ballavano con i bicchieri in mano. Avevano brindato
a Marina augurandole una lunga vita e Lev l'aveva baciata sulla
bocca e aveva assaporato il vino sulla sua lingua e le aveva detto
che l'avrebbe amata per tutta la vita. Avevano iniziato il loro famoso
tango e lui aveva sentito il ticchettio e il calpestio delle scarpe nuove
di Marina sulle assi di legno della veranda e aveva visto scattare
le sue gambe magre, scure. E lei aveva gridato alla notte buia che voleva
un figlio. L'aveva detto al villaggio intero di Auror.
Si sentirono latrati di cani e dalle colline giunsero versi di uccelli
notturni.
Marina era ubriaca fradicia, ma non le importava niente. Rudi e
Lora avevano iniziato a barcollare da una parte all'altra, cercando di
liberare il tavolo da piatti e bicchieri sporchi. Dalle un figlio! aveva
urlato Rudi, mentre una cascata di posate si riversava sulle sue
scarpe. Stasera non siamo esseri mortali, compagno. Siamo al di sopra
della morte. Dalle un figlio immortale!
Cos si era ritrovato a letto con Marina nella stanza sul retro della
casa di Rudi e Lora. Una lampada a olio baluginava sulla parete
imbiancata a calce. Li copriva una trapunta patchwork che sapeva di
naftalina, ma erano nudi a parte le scarpe rosse, che Marina non si
era tolta. Lev sentiva i tacchi alti scavargli nella carne delle natiche e
il contatto con le scarpe gli aveva ricordato, mentre faceva l'amore
ubriaco con la moglie, quanto fosse vulnerabile il corpo umano, quanto
fosse agile e meraviglioso e indifeso.
Lev spense la sigaretta e riprese a osservare il disegno di Maya.
Era nata otto mesi e mezzo pi tardi. Era stata concepita in quella famosa
notte - la sua bambina del tango, la sua bambina della luna albicocca,
la sua bambina delle stelle estive? Lui e Marina si erano spesso
divertiti cercando di calcolarlo, ma sapevano che non avrebbero
mai avuto una risposta certa.
Lev sonnecchiava nella casa immersa nel silenzio. Il cellulare era
accanto al letto, ma non suon. Si svegli e immagin Sophie ancora
a bere e chiacchierare animatamente con Howie Preece e i suoi
amici. Erano le tre di notte passate. Sprofond in un sogno in cui pattinava.
Sul ghiaccio luccicante, i suoi pattini non facevano alcun rumore.
Quando si alz, Christy era l, intento a preparare la colazione. Disse
a Lev: Pensavo che non ci fossi. Pensavo che fossi con la signorina
Sophie. Poi ti ho sentito russare.
Quando Lev nomin Howie Preece, Christy disse: Ah, quel tipo.
Una volta mi hanno portato a vedere una sua opera. Era una riproduzione
della doppia elica realizzata con vecchie palline da tennis.
Le palline consumate dovevano rappresentare la fragilit, senti
questa, del DNA umano. Non ho mai capito dove avesse trovato tutte
quelle palline.
Be' disse Lev per GK, e anche per Sophie, credo,  molto importante.
Okay, ma dubito che lo sia davvero, obiettivamente. Lui produce
"concetti". Puoi vedere le elaborazioni della sua mente. Gli pu
accadere anche mentre  seduto sul cesso. Ha capito che la parola
inizia per con. E cos rielabora qualsiasi vecchia idea ritenuta
importante. Tipo, doppia elica/palline da tennis/mortalit. Eureka! Assolda
un assistente che paga una miseria per fargli costruire la sua
opera del cazzo. Lui non prende in mano neanche la colla. Giocherella
con l'oggetto finito e aspetta di incassare l'assegno. Per me 
l'incarnazione di tutto quello che c' di sciocco in questo paese. Nessuno
usa pi i propri dannati occhi. C' una manciata di imperatori
che vanno in giro senza uno straccio addosso e nessuno se ne accorge.
E in tempi di stress o di ristrettezze estreme, mi fanno regalmente
incazzare.
Erano seduti a bere t e mangiare panini con la pancetta. Alla finestra
il sole andava e veniva. Christy lo fiss e disse: Quello che
mi  piaciuto di pi della nostra gita a Silverstrand  stato saltare le
onde nell'acqua gelida.  stato il momento pi bello.
Lev gli ricord che ce n'erano stati altri: quando avevano giocato
a minigolf facendo vincere Frankie e Sophie; quando erano tornati
in spiaggia appena il cielo si era rischiarato ed era giunto il tramonto
e loro avevano fatto rimbalzare i sassi sulle onde basse della
battigia; quando avevano guardato alcune persone galoppare sulla
spiaggia in sella a pony bianchi...
Certo, hai ragione disse Christy.  stata in tutto e per tutto una
splendida giornata. Perch il cervello seleziona sempre solo alcune
cose, si accanisce a misurare e a fare paragoni? Non ho mai capito
perch io tendo sempre a farlo. Non ne ho idea.
Lev tacque per qualche istante. Si accesero una Silk Cut. Quando
Christy torn con il portacenere di alluminio, Lev disse: Tu pensi
che a Sophie io piaccio davvero, Christy?.
Allora disse Christy, accavallando le gambe sottili avvolte dai
jeans sbiaditi ecco che riemerge una delle Grandi domande. Dunque,
vediamo. Ma stammi a sentire, amico. Come faccio io a sapere
se le piaci o no? Se qui c' uno che lo pu sapere, quello sei tu. Tu
che cosa pensi?
Non lo so disse Lev.  per questo che te lo chiedo. A volte credo
di s, a volte, no...
Be' disse Christy ho cercato di osservare. Sophie  una bella
ragazza. Ha cuore, a differenza di Angela, che al posto del cuore ha
una vecchia anguria andata a male. Ed evidentemente le piace come
sei a letto, altrimenti non sarebbe ancora l. Ma per quanto riguarda
l'amore, come faccio a saperlo?
Non lo so.
Tutto quello che mi sento di dirti  di non dare per scontato un
futuro radioso e felice.
Dare per scontato?
Non fare affidamento su niente. Le ragazze inglesi, come ti ho detto
una volta, sono mutevoli come la marea, Lev. Magari, in questo
preciso momento,  a letto con quel sacco di DNA marcio, Preece.
Lei gli disse che no, sapeva di aver civettato, ma adesso era la sua ragazza,
la ragazza di Lev, quindi perch lui non si lasciava tutto il resto
alle spalle? Era venerd sera tardi e Sophie era sdraiata sul tappeto
davanti alla stufa, con indosso un reggiseno turchese e un tanga.
Si sfil il tanga e si mise carponi e gli disse: Scopami cos. Visto
che sono una puttana.
Lev quasi non si mosse quando fu dentro di lei. La desiderava cos
tanto che sarebbe venuto nel giro di pochi secondi. Lei url di spingere
pi forte, di farle male. Lui cerc di dirle che no, che avrebbe finito
subito, che sarebbe durato poco, ma lei continuava a urlare, come
se le urla fossero parte del gioco, parte di quello di cui aveva bisogno.
Cos Lev fece come lei desiderava, e il culmine fu cos intenso
che la stanza si oscur e lui cadde in avanti su di lei, come un animale,
esanime e agonizzante.
A letto, Sophie gli diede la schiena e si rannicchi per dormire
staccata da lui. Lev rest sveglio ad ascoltare i rumori della strada,
il tranquillo respiro di lei e il proprio cuore, che batteva ancora abbastanza
forte perch lui lo sentisse. Poi si alz e gir senza fare rumore
per l'appartamento, esaminando la vita di Sophie nella semioscurit,
consapevole che quello era tutto ci che conosceva di lei, quel
luogo che vedeva a stento.
Alla fine si coric sul divano, si copr con il suo giaccone e cerc
di dormire. Ma la sua mente non trovava pace. Per cercare di calmarla,
pens a ricette di minestre: una zuppa con pesce San Pietro,
merlano, calamari, cipolle, pomodori e vino; una zuppa di fagioli
borlotti con prezzemolo e olio di limone; una zuppa di piselli e patate con dadini di prosciutto e chiodi di garofano; un minestrone
con pancetta; una zuppa di funghi con panna acida... Preparando
un ottimo brodo ristretto, compiacendosi di aver saputo
usare gli avanzi e ridotte quantit di ingredienti, finalmente si assop,
proprio mentre l'alba di marzo si affacciava su Londra e il traffico
su Kentish Town Road iniziava il suo monotono, esasperante
ruggito.
Due ore pi tardi, quando fu giorno, Sophie era taciturna, pareva
perfino triste. La ragazza scatenata del tanga turchese era sparita.
Accarezz la faccia di Lev. Poi gli disse: Lev, domenica non posso
andare al Ferndale Heights. Mia madre non sta bene, devo farle
visita a Godalming. Puoi andare senza di me?.
Non voglio andare senza di te.
Ti prego. Vai a trovare Ruby. Anche lei  stata poco bene. Le volevo
portare della frutta. Ruby ti vede volentieri.
No. Ruby vede volentieri te.
Non posso, Lev.  una vita che non vado a trovare mia madre.
Ti prego, vai al Ferndale. Aiutali a preparare un bel pranzo. Porta
pi residenti che puoi fuori al sole, a vedere i narcisi. Ma soprattutto
parla con Ruby.  cos sola.
Alla fine, di malavoglia, Lev disse che ci sarebbe andato. Quando
ebbe la sua parola, Sophie lo ringrazi e lo accarezz di nuovo dicendo:
Okay, senti. La domenica dopo c' l'anteprima per la stampa
della pice di Andy Portman, Peccadilloes, al Royal Court.  un
evento imperdibile. Vuoi venirci con me?.
Lev la guard. Non aveva voglia di pensare ai suoi amici. Voleva
portarla a letto con dolcezza e fare di nuovo l'amore con lei in modo
tenero.
Lev. Dimmi se vuoi venire. Se no, invito qualcun altro.
S? Inviti, per esempio, Howie Preece?
No. Tutta quella gente ci sar comunque. Ma non posso presentarmi
da sola. Potremmo andare per negozi, ehi, comperarti qualcosa
di carino, cos ti fai bello per me alla serata per la stampa. Perch
tu sei davvero un gran bel tipo. Hai solo bisogno di vestiti migliori.
Lev si accese una sigaretta. La notte in bianco gli aveva fatto venire
il mal di testa. Abbass lo sguardo e si accorse che gli tremava
la mano. Disse: Sophie,  un po' che me lo chiedo... io ti piaccio davvero...?.
Lev disse lei, infastidita. Non ricominciare. Di quante conferme
hai bisogno? Ti sono sempre addosso, non si vede? Pensa a ieri
sera sul tappeto. Santo Dio, ero senza vergogna. Non  stata una dimostrazione?
Non lo so.
Certo che s. Solo perch non voglio dormire in quel letto a castello
per bambini, con Christy Siane che origlia dall'altra stanza...
Non  questo.
Che cosa, allora?
Niente. Solo, vorrei saperlo.
Sapere cosa?
Cosa sperare.
Non essere cos ansioso, Lev. Voglio dire, rilassati. Okay? Tutto
si chiarir. Allora, dimmi se vuoi venire a teatro oppure no.
S rispose lui. Va bene. Vengo. Adesso, torni a letto con me?
La vide esitare, ma poi si lasci prendere per mano. Entrarono in
camera da letto e tirarono le tende sulla giornata primaverile. Lev
inizi abbracciandola in modo innocente, come una bambina, con la
testa di lei appoggiata sulla spalla.
La domenica mattina pioveva e i residenti del Ferndale Heights sembravano
mogi.  per Berkeley disse Minty Hollander a Lev.  al
Royal Free Hospital.  un tipo molto polemico, ma qui siamo cos a
corto di uomini che preghiamo tutti che ce la faccia.
Che cosa  successo a Berkeley, signora Hollander?
Polmonite, caro. L'amica dei vecchi. E, in effetti, Berkeley , a differenza
di alcuni di noi, quello che puoi innegabilmente chiamare
vecchio. Ma mi manca.
Lev and in cucina e si offr di aiutare il personale, la signora
Viggers e la figlia Jane, a preparare il pranzo domenicale. Le due donne,
entrambe con un grembiule giallo, lo squadrarono, con le mani
sui fianchi, che traboccavano di carne.
E tu chi sei? chiese la signora Viggers.
Sono Lev. Ho aiutato qui il giorno di Natale... con Sophie.
Ah, certo, ne abbiamo sentito parlare: un sugo di gran classe,
giusto? Allora sei uno chef?
Sto facendo pratica per diventare uno chef.
Be', noi non siamo "chef", vero Jane? Siamo due semplici e umili cuoche, ma nessuno si  mai lamentato.
Jane si avvicin a Lev e lo scrut. Allung una mano come per
toccarlo, poi la ritrasse.
Jane! sbott la madre. Dagli qualcosa da fare. Fagli mescolare
il Paxo.
Jane sussult. I suoi occhi piccoli e gonfi erano umidi e spaventati.
Lentamente allung un braccio verso l'alto, tir fuori un pacchetto
dalla credenza e lo diede a Lev.
Che cos'? chiese lui.
Ripieno, caro disse la signora Viggers. Per l'arrosto di maiale.
Basta mescolarlo con un po' d'acqua. Dagli una terrina, Jane.
Lev guard la confezione, poi la mise da parte. Inizi a girare per
la cucina, aprendo gli sportelli. Trov un sacchetto di albicocche secche
e un vasetto con rosmarino disseccato e li pos sul piano da lavoro.
Dal carrello delle verdure prese qualche cipolla e del prezzemolo.
Faccio il ripieno con questi disse. Avete pane da sbriciolare?
Albicocche? Con il maiale? disse la signoraViggers. Non mangeranno
mai queste cose.
Vedrai disse Lev, e si mise ad affettare e tritare.
La signoraViggers scosse la testa e, scettica, pass a Lev una pagnotta
tagliata a fette, poi si allontan, ma continu a osservarlo mentre
pelava le patate.
Dunque hai un visto, Olev? disse dopo un po'.
Lev continu a lavorare. Mise un po' di burro in una padella e fece
rosolare le cipolle con le albicocche e le erbe.
Scommetto che non ce l'ha il visto disse Jane.  clandestino.
S? disse la signoraViggers. Cerchi asilo, allora?
Le albicocche iniziarono a diffondere il loro profumo. Lev trit il
pane con il frullatore vecchio e malfunzionante. Tolse dal fuoco la
padella con le albicocche, aggiunse sale e pepe e inizi a mescolare
il ripieno. Poi disse: Mi fai vedere il maiale, per favore?.
Fagli vedere l'arrosto, Jane. Non vuole parlare, e lo so io perch...
Jane mise la carne su un piatto, uno stinco di maiale sottovuoto
tutto legato e con una spessa cotenna. Al GK Ashe Lev aveva osservato
GK incidere e lavorare la cotenna, per cui prese un coltello e lo
affil. Le due donne lo fissavano.
Non hai paura che l'ufficio Immigrazione venga qui e ti sbatta
al fresco?
Che mi sbatta al fresco? Che cos'?
Non sa niente, Dio lo benedica. Non sai niente, Lev. Quelli dell'Immigrazione
hanno agenti da tutte le parti, in borghese. Anch'io
potrei essere una di loro, per quanto ne sai. Allora saresti finito. Infilato
nel primo aereo.
S? Per andare dove?
Nel paese che hai lasciato, qualunque sia: Bela-qualcosa,
Kazak-che so io.
Lev tir fuori la carne dall'involucro, l'asciug, tolse lo spago che
la legava e ci infil il ripieno. Poi incise la cotenna a strisce sottili come
fiammiferi e la sfreg con sale e senape in polvere. Torn a legare
lo stinco.
Mami disse Jane fa delle righe.
La signora Viggers si trascin verso Lev e appoggi i gomiti sul
piano di formica tutto scheggiato. I seni le ricadevano sugli avambracci.
Se speri che diventi croccante, lascia perdere, caro. Questa
carne non diventa mai croccante. Ci mettono ormoni nelle sbobbe
dei maiali, cos resta gommosa.
Questa diventer croccante disse Lev.
E poi, comunque, non possono mangiare un cazzo di croccante.
Non hanno un cazzo di denti!
Okay disse Lev. Ma se  croccante  anche pi leggera, si sa.
Magari riescono a sgranocchiarla.
Jane Viggers scoppi in una risata satanica. Riecheggi per tutta
la cucina sudicia e Lev rabbrivid.
Croc-croc! disse Jane. Come le patatine!
Piantala, Jane Vig disse la signoraViggers. Poi si rivolse a Lev:
Certe volte Jane pu dare l'impressione sbagliata. Ma  normale come
una bistecca con le patate.
Pi tardi, nella stanza di Ruby Constad, Lev disse: Le cuoche qui mi
sembrano pazze.
Davvero? disse Ruby. Interessante.
Jane  davvero pazza.
Ogni tanto sento arrivare strani suoni dalla cucina. Ma forse non
c'entrano niente con la preparazione dei piatti.
Io penso che per cucinare molto bene devi essere intelligente.
Dici? Forse  per questo che non sono mai stata una brava cuoca.
Non abbastanza intelligente. Io bollivo e basta... pollo e manzo...
e facevo i ravioli. Nient'altro. Altrimenti, da quando sono rimasta sola,
ho mangiato i piatti pronti di Marks & Spencer.
Ruby era pallida e stanca. Aveva avuto un'influenza gastrointestinale,
gli spieg, ed era per quello che non era riuscita a mangiare
l'arrosto di maiale. Ho preso solo un po' del ripieno, Lev
disse. Con qualche cavoletto di Bruxelles. Un perfetto pranzo leggero.
Sono contento che le  piaciuto...
Comunque, adesso mi sto riprendendo, ma dormo molto male.
Lev disse: Il mio amico Rudi, lui dorme sempre bene. Come un
bambino.  fortunato per quello. Ma io no.
No. Be',  una sfortuna. Dipende da come sei nato, dicono. E
adesso faccio certi sogni, cos pieni di sensi di colpa su quanto  stata
inutile la mia vita. Ogni notte. Cosa posso fare?
Non lo so.
L'unica cosa che posso fare  cambiare il mio testamento. Ho un
mucchio di soldi... tutti ereditati, niente derivato da un vero lavoro.
Potrei lasciare di pi all'Africa. O a qualche istituzione della mia amata
India. Potrei fare una donazione. Non ti pare? Cosa ne pensi, Lev?
Quale sarebbe la cosa migliore da fare? L'ho chiesto a Berkeley... il
capitano Brotherton... e l'unica cosa che mi ha detto  stata: "Tienili al riparo dalle tasse". E io gli ho detto: "Berkeley, ma chi se ne frega
delle tasse? Le tasse significano strade, giusto? E ospedali e ricoveri
per i senzatetto". Ma lui non sembrava dare valore a queste cose.
Immagino che sia colpa della sua educazione, o della vita protetta
che ha fatto in marina.
Perch non lascia i soldi ai suoi figli? chiese Lev.
Ruby si sistem meglio nella poltrona. Chiuse gli occhi. I miei
figli non li vedo quasi mai disse. In certe famiglie succede. Tu credi
che i figli ci saranno sempre, ma poi scopri che ti sei sbagliato. E
all'improvviso te ne rendi conto: non ti hanno neanche in mente.
Lev attese che Ruby proseguisse. Invece incroci le mani inanellate
sul petto, come fa chi si prepara per dormire. Lev era seduto in
silenzio vicino ai suoi piedi, sullo sgabello del Kashmir.
Basta parlare di me disse dopo qualche istante. Raccontami
di te.
Lev guard altrove. Fuori aveva smesso di piovere e un debole sole
illuminava il verde intorno all'istituto. Posso fumare? le chiese.
S disse Ruby. Butta la cenere nel piattino del pot-pourri. Tanto
 da svuotare.
Lev accese una Silk Cut. In quei giorni, quando doveva passare
molte ore senza fumare, le sigarette gli sembravano rigeneranti come
l'aria di montagna. Prese una lunga boccata. Poi. si volt verso
Ruby e disse: La mia vita  un puzzle.  la parola giusta?.
Immagino che possa esserlo, s.
Sento che... non so niente. Aspetto... capisce? Sa cosa intendo?
Penso, Un giorno, Lev, conoscerai il futuro.Vedrai tutto in modo chiaro.
Lavoro e aspetto. Ma non so niente.
Raccontami del passato.
Lev sospir. Poi inizi a parlare di Marina. Ruby ascolt con attenzione,
mangiando ogni tanto qualche chicco d'uva che le aveva
portato Lev.
Capisco disse dolcemente. Tua moglie  morta. Questo ha
cambiato tutto.
Lev fum in silenzio per qualche istante, poi continu: Prima,
ero un uomo felice. Capisce cosa voglio dire? Stavo bene, nonostante
quello che succede nel mio paese. Felice e forte, come Rudi. Ma adesso.
Triste dentro. A volte, con Sophie, bene per un po'. Ridere, baciarsi,
tutto. Poi ritorna.
Lo so. Ritorna.
Forse per sempre. Chi lo sa? Questo vorrei sapere, Ruby. Un giorno
finir?
Lev disse Ruby quando ero pi giovane, dicevo sempre agli
altri quello che secondo me volevano sentirsi dire. Ma non lo faccio
pi.  una cosa crudele. Quindi adesso non posso dirti che un giorno
finir e volterai pagina, perch non ho la risposta.
Nella stanza scese il silenzio. Lev fin la sigaretta e la spense fra
i petali impolverati del pot-pourri. L'orologio antico sul comodino di
Ruby segnava le tre passate. Il traffico su Finchley High Road produceva
un rumore lontano e crescente, come un fiume in piena.
Poco dopo, Ruby si protese verso Lev e gli prese una mano tra le sue. Gliela strinse appena, come per soppesarla. Grazie per essere venuto a trovarmi oggi disse. Te l'ho detto che ho avuto un'educazione cattolica, con le suore in India?
S.
Oh, s, certo. Be', a volte prego la Vergine Maria. Cos, per abitudine.
Lo faccio nei luoghi meno adatti, in bagno per esempio. Ricordo che quando mio marito era molto malato pregavo nel bagno del nostro appartamento a Knightsbridge. La tappezzeria aveva un motivo con dei martin pescatori, la vedo ancora. In realt non credo che le mie preghiere arrivino da qualche parte... di certo non sono state ascoltate quando le recitavo con i martin pescatori... ma la Vergine  sempre stata una figura dolce e cara, con un tenero sorriso. Stasera, quando mi lavo i denti, le parler di te.
...
.
...
CAPITOLO 14.
...
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...
Gig, gig.
...
.
...
In mezzo al frastuono e alla profonda oscurit del bar del Royal Court
Theatre, Lev cercava in tutti i modi di diventare invisibile.
Era appoggiato a una parete. L'aria che era costretto a respirare
era intrisa del profumo prepotente e audace del successo. E Lev sentiva
che quelle che gli risuonavano e vibravano intorno non erano
semplici chiacchiere casuali: era una studiata sinfonia di discorsi concertati,
una performance di conversazioni, che prevedeva un ammirato
pubblico in ascolto, muto nell'ombra, come Lev, che nessuno considerava
nella sua nuova giacca scamosciata e nella sua camicia stupidamente costosa.
Pur essendo arrivato insieme a Sophie e avendo fatto la coda al bar
per prenderle da bere, lei gli aveva strappato di mano il Vodka tonic e
si era allontanata, infilandosi tra la folla per trovare i suoi amici.
Era come se gli avesse sbattuto una porta in faccia. Cos Lev aveva
deciso di restarsene in disparte. Le aveva voltato le spalle, guadagnando
terreno passo dopo passo fino a raggiungere il proprio angolo
accanto alla parete. Lasci passare alcuni minuti prima di guardare dove fosse finita.
La vide vicino alla sua amica, Sam Diaz-Morant, che aveva uno
dei suoi cappelli in miniatura, una bombetta ricoperta di lustrini dorati,
e la cui risata emergeva a tratti dal basso continuo della conversazione sinfonica, come i sonagli di un tamburello.
Nel gruppo che parlava con Sophie e Sam, Lev individu una testa
rasata, grossa e azzurrognola sotto la luce di un faretto. Sapeva
di chi era quella testa: era di Howie Preece.
Sophie indossava un vestito nuovo che sembrava fatto di stracci
luccicanti. Con Torlo ondulato e irregolare, era tagliato intorno alla
spalla destra e poi diventava un corpetto attillato che le sosteneva
il seno generoso, lasciando nudo il morbido e irresistibile braccio
sinistro, dove la lucertola Lenny, che per l'occasione era stata
spolverata di lustrini, spruzzava fiamme dalla coda. Lev non aveva
mai visto Sophie vestita in quel modo. Da quando stava con lei, era
sempre stato stregato dal suo stile (a volte provando perfino un'imbarazzata
tristezza per le scialbe camicette e gonne che portava Marina
e che al tempo gli erano sembrate cos seducenti), ma quel vestito
era il pi audace che le avesse mai visto indosso. Sapeva che
Sophie sapeva di essere sexy. Sapeva che lei sapeva di sembrare una
puttana e che non gliene importava niente. Aveva le labbra rosse e
lucide, i folti ricci di colori sfacciati, ramato e prugna. Mentre la osservava,
Lev venne assalito dall'invidia per Lenny, pur sapendo che
era assurda. Avrebbe voluto essere sdraiato sul braccio di Sophie,
un tutt'uno con la sua pelle profumata, esibendo la coda piena di lustrini...
Successo. Fama. Una volta Christy gli aveva detto che oggi per
gli inglesi la vita  come una fottuta partita di calcio. Non  sempre
stato cos, ma adesso s. Se non riesci a piazzare il tuo pallone in rete,
non sei nessuno. E Lev vide quanto Christy avesse ragione. Avrebbe
desiderato respirare un'aria non frivola e affettata come quella,
ma a mano a mano che si avvicinava l'inizio dello spettacolo, il bar
si riemp di persone tutte lustrini e profumo, che con i loro olezzi appesantirono
ancor pi l'atmosfera. A Lev evocavano non solo i moderni
divi del cinema e dello sport, dai corpi perfettamente tonici,
ma anche gli aristocratici del passato, un tempo bellissimi nel loro
assurdo sfarzo - quelli che il padre era solito maledire quando mangiava
il suo fondo di salame nella segheria di Baryn, quelli che avevano
provocato la corsa suicida verso il comunismo - quei membri
ormai estinti dell'antica nobilt che camminavano alteri, impassibili,coi loro gioielli e pellicce e piume di fagiano, diretti verso stanze
luminose, concerti e soires, sontuosi banchetti, indifferenti ai poveri che si lasciavano alle spalle...
Lev bevve un sorso della sua vodka e l'acqua tonica che ci avevano
aggiunto era amara come la marmellata d'arance. Si chiese se
l dentro potesse fumare. Guard verso l'uscita. Si vide sbucare in
Sloane Square, scendere nella metropolitana e viaggiare in silenzio
sui treni fino a raggiungere Tufnell Park e il conforto della sua camera da bambini...
Not che ora Sophie si guardava intorno - per cercarlo o soltanto
per individuare qualche altra faccia famosa? Anche Howie Preece
girava di qua e di l la sua testa monumentale, e Lev cap che stavano
salutando il commediografo in persona, l'autore di Peccadilloes,
Andy Portman. Lo abbracciarono, si strinsero a lui e lui a loro, e a Lev
sembrava di sentire Sophie che lo rassicurava, augurandogli buona
fortuna, dicendogli che la commedia sarebbe stata un successo, un
trionfo, un evento memorabile nella storia del teatro inglese...
Lev era stanco. Erano giorni ormai - non sapeva perch - che
quella stanchezza lo torturava, provocandogli brutti sogni, pensieri
cupi, pensieri su Marina, il senso di essere nuovamente perduto. Ritorna
gli aveva detto Ruby Constad, e aveva ragione: il suo antico
sconforto stava tornando ad avvolgere lentamente ogni cosa. Lui si
era attaccato al lavoro, a Sophie, al ritmo delle sue giornate, all'arrivo
dell'esitante primavera inglese, ma adesso, in quel bar, avrebbe
solo voluto sdraiarsi ed essere trascinato via da un'oscura marea soporifera,
diventare invisibile anche a se stesso. Lev chiuse gli occhi,
ma mentre appoggiava la testa stanca contro la dura parete, una voce
annunci che la pice Peccadilloes sarebbe iniziata dopo cinque minuti.
In platea, nella quinta o sesta fila, Lev sedeva tra Sophie e un robusto
uomo di mezza et, che puzzava di un nauseante dopobarba, con
preziosi anelli alle dita tozze e un cappotto di cashmere color caramello
premuto tra le gambe. L'uomo inizi a far saltellare senza sosta
la gamba destra, cos vicina al sedile di Lev da farlo tremare. Quella
vibrazione lo innervosiva. Aveva la tentazione di allungare una mano per bloccarlo.
Distolse lo sguardo dall'uomo per rivolgerlo al profilo di Sophie
nella semioscurit. Avrebbe voluto che quel profilo si girasse verso
di lui, ma rest immobile. Lo spettacolo era appena cominciato, ma
Sophie era gi rapita dalle aspettative, travolta dalla sua fiducia nel genio di Andy Portman.
Lev torn a voltarsi verso il palcoscenico. Una luce viola si accese
su un letto matrimoniale. Dapprima sembr l'unico oggetto in
scena, ma poi, in un angolo buio, si rivel un guardaroba bianco su
cui era dipinta, in bella calligrafia, la parola "Lei". Guardaroba e letto.
Letto e guardaroba. In quei due soli oggetti c'era gi qualcosa che
stuzzicava la malizia del pubblico.
Entrarono in scena un uomo e una donna. Avevano l'et di Lev,
l'aspetto di persone ricche e benestanti, erano vestiti da sera. Si sedettero
sui due lati del letto, si spogliarono e si misero due identiche
vestaglie di seta, color pelle di vitello. La donna prese a spazzolarsi
i capelli. L'uomo sfogli una rivista che si chiamava Auto Magnate.
Spazzolandosi e sfogliando, parlarono della serata e di quanto fosse
stata noiosa e tutti gli invitati alla festa fossero dei coglioni. Fecero
diverse battute su quei coglioni, che scatenarono sonore risate
tra il pubblico. Avevano abbandonato i loro eleganti vestiti in due
mucchietti sul lucido pavimento di legno. (Erano ricchi, ma non avevano
nemmeno un attaccapanni, lasciavano capi costosi per terra,
come se fossero stati evacuati dai loro corpi). L'anta del guardaroba rest chiusa.
La donna, che si chiamava Deluda, cominci a baciare l'uomo,
che si chiamava Dicer. Si sdraiarono sul letto con addosso le vestaglie
di seta, toccandosi a vicenda. All'improvviso Dicer si mise seduto
e disse a Deluda che si era dimenticato di dare la buonanotte a
Bunny. Deluda gli disse che non era importante, ma lui insistette
che lo era, che senza la sua buonanotte Bunny avrebbe fatto brutti
sogni. Interruppe quelli che sembravano i preliminari di un rapporto
sessuale e usc di scena. Deluda rest immobile per qualche istante,
visibilmente delusa e arrabbiata, poi infil un braccio sotto il letto
e tir fuori una bottiglia di gin da cui prese un lungo sorso. Il pubblico
ridacchi di nuovo.
Dopo pochi istanti, riapparve Dicer. Ma non era solo. Con lui c'era
la figlia, Bunny, una bambina di nove o dieci anni. La fece sedere
sul letto, tra lui e Deluda. Deluda nascose la bottiglia di gin. Bunny
aveva lo sguardo assonnato, perso nel vuoto. Dicer disse a Deluda
che Bunny aveva avuto degli incubi.
Deluda sospir. Ma era la madre di Bunny. I genitori, Dicer e Deluda,
dovettero consolare Bunny. Presero a raccontarle le favole che
venivano loro in mente: C'era una volta, in un bosco sperduto, una
bestia feroce.... Dicer le accarezz i capelli. Poco dopo l'inizio della
Bella e la bestia, la bambina si mise il pollice in bocca e sembr addormentarsi.
Deluda, ancora fremente di desiderio, ordin a Dicer di rimettere
Bunny nel suo letto. Lui guardava la figlia addormentata e l'accarezzava.
Poi, quasi controvoglia, la prese in braccio e la port via. Deluda
attese il ritorno di Dicer, abbracciando i cuscini come se fossero
una persona.
Dicer torn di corsa dalla camera di Bunny. Baci Deluda e poi
mim un amplesso con frenetica rapidit. Lei gli ripeteva di rallentare.
Ma lui sembrava non sentirla: era assorbito dai suoi pensieri.
Teneva gli occhi chiusi. Chiamava Deluda il suo piccolo tesoro, il
suo coniglietto cattivo. La scena si concluse con Dicer che gemeva
e gridava raggiungendo l'orgasmo e cadeva a peso morto sul corpo
insoddisfatto di Deluda, che lentamente liberava un braccio da
sotto la mole di Dicer e cercava a tastoni la bottiglia di gin.
Il pubblico accenn di nuovo qualche risolino, poi sembr ritenerlo
inopportuno e si azzitt. La luce viola inizi a sfumare.
Accanto a Lev, la gamba saltellante si era fermata, la massiccia e
inanellata mano destra placidamente spalmata sulla coscia carnosa.
Lev abbracci con lo sguardo il teatro affollato, avvert nella semioscurit
un rombo lontano, sotto di lui, come di un treno della metropolitana
che ripartiva dopo la fermata. Allung un braccio e accarezz
quello di Sophie. Per un attimo sembr avere la dolce conferma
che fosse ancora sensibile al suo tocco. Ma poi Sophie si divincol,
come se quelle carezze le facessero male o la offendessero.
Cosa c'? sibil. Non capisci la scena?
Lev ritrasse la mano. S che capisco disse, e torn a guardare
nel buio davanti a lui e ad ascoltare il treno che si allontanava e il silenzio
che lasciava dietro di s.
La scena successiva si svolgeva nella sala riunioni di un'azienda
che si chiamava PithCo. Il capo di Dicer, un'elegante donna in tailleur
che si chiamava Loyala, stava sollecitando la sua promozione di
fronte a un consiglio di amministrazione composto da giovani rampanti.
Descrisse Dicer come un genio degli affari par excellence, ma
al tempo stesso la persona pi tranquilla di questo mondo. Il consiglio
sembrava annoiato. Fecero uscire Loyala e iniziarono a discutere
su Dicer. Ma erano tutti presi da altre cose. I loro cellulari e Black
Berry continuavano a suonare e a emettere segnali. Due dei giovani
consiglieri non ricordavano neanche il nome di Dicer. Lo chiamavano
Dick. Ma avevano fretta, per cui si pronunciarono tutti a favore
della sua promozione, eccetto uno, un po' pi maturo degli altri,
che si chiamava Clariton.
L'intero consiglio di amministrazione di PithCo si volt a guardarlo.
Clariton espresse quella che defin una perplessit personale
su Dicer, ma quando fu costretto a spiegarsi, ammise che la sua
era solo una sensazione. I cellulari squillavano ed emettevano segnali
sonori e luminosi. Risposero a Clariton che le sensazioni erano
soltanto momenti di consapevolezza temporanei e non verificabili.
Lui dovette arrendersi e mettere da parte i propri dubbi su
Dicer. Si procedette alla votazione. La promozione di Dicer fu approvata.
A quel punto lo convocarono. Quando gli comunicarono la promozione,
Dicer apparve sollevato. Poi tenne un discorso sull'Inghilterra
delVentunesimo secolo definendola un paese sporco, un paese
alla deriva travolto da un'ondata di crisi'morale, un paese che alcuni
di noi non riconoscono pi.... Quindi aggiunse che lui, Dicer,
e l'azienda, PithCo, dovevano resistere a quella deriva, operare decisioni
etiche, agire con responsabilit in un mondo globalizzato...
A quelle parole, mentre le teste del consiglio di amministrazione
annuivano in segno di assenso, la gamba accanto a Lev ricominci
a saltellare e a tremare. La mano ingioiellata sobbalzava con
lo stesso ritmo. Gig, gig, gig, gig, gig, gig, gig, gig... gig, gig.
Lev pens, Non ce la faccio pi a sopportarlo, dovr inchiodargli
la gamba al pavimento... E poi non prest pi attenzione a quello
che accadeva in scena e inizi a fantasticare su come avrebbe potuto
farlo, come avrebbe potuto immobilizzare una gamba nell'oscurit
di un teatro londinese, senza provocare grida di panico, senza
nuocere a nessuno, soltanto per porre fine al tormento del vicino...
Quando torn a seguire la commedia, Deluda e Bunny stavano
partendo per un viaggio ed erano venute a salutare Dicer. Lev aveva
perso la parte che spiegava il motivo della loro partenza. Sembravano
tutti nervosi. Lev osserv i gesti della ragazzina che interpretava
Bunny. Ancora una volta recitava la sua parte come una sonnambula
che viveva in un mondo tutto suo, staccato dalla realt.
Poi spar e cos fece la madre. Adesso Dicer era solo. Si sedette
davanti a un computer. Alle sue spalle si accese un grande schermo
su cui era proiettato quello che lui vedeva sul monitor. Dicer armeggi
con il mouse e la tastiera. Immagini di bambini nudi scorsero in
rapida successione, mostrandosi per appena un secondo, poi scomparendo.
Dicer continuava a cercare qualcosa, cliccando su finestre
nominate "Rassegna merce". Ed ecco, sullo schermo gigante, una
bambola gonfiabile, fatta di gomma o di lattice, o di un altro materiale
simile alla pelle umana: una ragazzina senza seno e con una
bocca schiusa a cuore e una piccola fessura tra le gambe. Dicer fissava
la bambola con desiderio. Lev percepiva che anche il pubblico
era rapito da quell'immagine. E la gamba si ferm. Gig, gig gig gig, gig gig Silenzio.
Sullo schermo apparve una finestra che diceva "Personalizza".
Dicer l'apr. Apparve un'altra finestra: "Scannerizza foto". Seduto alla
scrivania, Dicer inizi a eccitarsi, gli si acceler il respiro. Apparve
un primo piano di Bunny. Sembrava pi giovane di come era apparsa
in scena. Aveva la bocca aperta. Dicer alz le braccia, come per abbracciare
la faccia della figlia. Sullo schermo si apr una finestra che
diceva "Conferma personalizzazione" e Dicer clicc sulla freccia che
indicava quella finestra e inizi a urlare: Personalizza!. Lo ripet
varie volte, con impeto crescente: Personalizza! Personalizza! Personalizza!.
Il pubblico si era ammutolito. Lev guard Sophie. Aveva un'espressione
calma e composta. Lenny le brillava sul braccio. Sembrava
stregata da tutta quella storia del "personalizza".
All'improvviso, Lev sent un caldo insopportabile, come in preda
a un attacco di colossale imbarazzo. Inizi a tirare una manica della
sua giacca scamosciata, per togliersela. Si rendeva conto di essere l'unico
spettatore che non stava immobile al suo posto, e l'atto di togliersi
la giacca sembrava ora un'ardua impresa, come se stesse cercando
di liberarsi da una camicia di forza. Tir la manica, afferr lo
scollo, cerc di spingere indietro i risvolti, si accorse di toccare con la
spalla l'uomo dalla gamba vibrante, che lo fulmin con lo sguardo.
Ma doveva togliersi la giacca o sarebbe soffocato. Si sentiva mancare.
Sentiva il bisogno di bagnarsi la fronte, le labbra, il corpo sudato.
Sentiva il bisogno di tuffarsi in un fiume gelido, come quello che attraversava Auror...
Lev! gli sibil Sophie. Che cazzo fai...
Adesso era senza giacca. Finalmente. Il caldo diminu. Le immagini
del fiume gelido svanirono dalla sua mente. Alz lo sguardo. Che
cosa si era perso? Aveva di nuovo dimenticato di essere a teatro. Lo
spettacolo era continuato e lui era rimasto indietro. Ma che cosa importava?
Quella pice era disgustosa. Non era neanche una vera opera
teatrale se avevano dovuto usare uno schermo gigante. Era una
specie di mezzo-film, o no?Torn a guardarsi intorno, ripieg la giacca
sulle ginocchia, lanci un'occhiata alla gamba accanto. Un lieve
tremore, un vago gig,gig,gig. Poi la quiete.
In scena, Dicer cenava a lume di candela con Loyala. Lei parlava
velocemente e in modo autoritario, sputando parole che Lev non riusciva
a capire. Immagin che fosse il linguaggio o il gergo degli affari
o come diavolo si chiamava. Era un po' come sentire Rudi parlare
delle "cinghie" e del "cambio automatico" senza preoccuparsi di
spiegare che cosa fossero, come se il mondo intero dovesse conoscerli
pur non avendoli mai sentiti nominare. Solo che Rudi in fondo
sapeva che quelle cose non interessavano a nessuno, che il suo
amore per la Chevy era un affare personale, mentre l era chiaro che
Loyala ritenesse i suoi discorsi aziendali appassionanti. Riteneva che
Dicer ne fosse affascinato. Lo stava indottrinando e usava quelle cose
come un'arma - la sua superiore conoscenza di determinati fattori
e percentuali, la sua padronanza e familiarit con certi termini.
Lev guard Dicer. Dall'espressione dell'attore, sembrava cercare
di seguirla, cercare di farsi sedurre, e alla fine della cena - fra l'andirivieni
di camerieri silenziosi, che servivano e portavano via i piatti
vuoti - lui le teneva la mano.
Lev abbass lo sguardo per dare un'occhiata al suo orologio. Le
piccole lancette luminose gli dissero che era passata quasi un'ora dall'inizio
dello spettacolo. Ma quanto duravano le rappresentazioni?
Come i balletti o i concerti? Perch a quello si limitavano le sue conoscenze
del teatro: vecchie soap opera americane trasmesse in TV;
una Giselle messa in scena dalla compagnia di ballo di Glie; qualche
serata a Jor, dove suonava spesso il gruppo folk preferito di Marina,
i Resurrectionists.
Ormai stanco, Lev alz di nuovo lo sguardo. Riapparve il letto.
Letto e guardaroba e la luce viola. Come se si ricominciasse da capo...
Dicer entr in scena da solo. Si sedette sul letto, proprio come
aveva fatto all'inizio. Si tolse i vestiti e li lasci in una pila per terra e
s'infil la vestaglia di seta color pelle di vitello.
La commedia ricominciava. Ma senza Deluda.
Lev chiuse gli occhi. Cerc di ricordare le parole della canzone
dei Resurrectionists che Marina preferiva. Qualcosa sul bere vodka
al mattino, dormire sotto il sole, sentirsi soli di fronte alla luna: Oh,
sono cos solo di fronte alla luna...
Lev riapr gli occhi. Dicer stava andando verso il guardaroba, il
guardaroba con su scritto "Lei". Lo apr, rivelando una serie di grucce,
con appesi abiti e gonne. Dicer le fece scorrere sull'asta, poi da
sotto tir fuori una bambola-bambina gonfiabile, con la faccia di sua
figlia, Bunny. Strinse la Bunny gonfiabile tra le braccia. Le allarg le
gambe, sistemandole intorno alle sue. La tir verso di s e le infil
la lingua nella bocca aperta. Poi, mostrando il sedere nudo al pubblico,
mim una scopata.
Cal il sipario. Si accesero le luci in sala.
Lev rimase immobile. Intorno a lui scrosciarono applausi entusiasti.
Sembrava che la commedia fosse finita. Ma, naturalmente, non
era finita. Era solo l'intervallo. Lev si sofferm sulla parola "intervallo"
e pens, Nessuno ha mai capito che, in alcune circostanze, l'intervallo
dovrebbe essere permanente, che ci che interrompe non
dovrebbe pi essere ripreso?
Accanto a lui, Sophie era in piedi. Gli tocc un braccio. Bar disse.
Howie ha ordinato champagne. Vieni.
Ubbidiente, Lev si alz. Aveva dolori dappertutto. Si infil la giacca,
cos nuova da dargli l'impressione che la pelle fosse ancora attaccata
all'animale, al pascolo nei prati. Sophie lo spinse avanti e lentamente
raggiunsero il bar, dove Lev sent stappare le bottiglie di
champagne.
Poi, all'improvviso, avvert lo scoppio di una risata dietro di s.
Lev! disse Sophie. Hai ancora l'etichetta con il prezzo attaccata
alla giacca.
La sent afferrare l'etichetta e strapparla via. Il fatto che quelli seduti
nella fila dietro di lui l'avessero avuta davanti agli occhi per tutto
il primo atto avrebbe dovuto imbarazzarlo, lo sapeva, ma Lev, invece,
assapor
l'assurdit della situazione e si mise a ridere.
Non  divertente disse Sophie.  una serata per la stampa. Fai
la figura... e io con te... del buffone.
Per me  divertente disse Lev, a voce alta. Per me  pi divertente
di un letto viola.
Ssst, Lev. Di, vai avanti. Continua ad andare avanti.
Per me  pi divertente di un uomo che vuole scoparsi la figlia.
Okay disse Sophie, passandogli davanti. L c' Howie. Seguimi
se vuoi lo champagne.
No. Non voglio champagne. Perch bere champagne? Per festeggiare
cosa? Per brindare a questa orribile commedia?
Stai zitto, Lev. Per favore...
Anche i nomi sono ridicoli. Conosco abbastanza l'inglese per
capirlo. "Dicer". "Deluda". Portman non poteva pensare a qualcosa di meglio?
Le persone intorno a lui si girarono a guardarlo. Sophie gli strizz
un braccio e lo trascin verso la figura statuaria di Howie Preece, che agitava una bottiglia di champagne sopra la testa.
Preece, il cui brillantino all'orecchio luccicava sotto i raggi dei faretti, disse: Brava. Che seratona. Fatti una dose di Bolly.
.
NOTA: Champagne Bollinger. FINE NOTA.
.
Sophie prese il bicchiere di champagne e Howie Preece si volt a prepararne un altro. Questo  Lev disse lei a bassa voce. Howie Preece continu a versare senza alzare lo sguardo. Quando
ebbe riempito il secondo bicchiere, lo offr a Lev. No, grazie disse Lev.
Bene. Ce ne sar di pi per noi. Io sono Howie Preece.
Lev fece un cenno col capo. Si accorse che Howie Preece aspettava
di vedergli apparire negli occhi quella cosa - la soggezione, o come
lui volesse chiamarla -, la cosa che la gente non riusciva a trattenere
al suo cospetto. E quando non colse quella soggezione sulla
faccia di Lev, per un istante, Preece apparve sconcertato. Spost lo
sguardo carico di aspettative su Sophie. Questa creatura disse sul
braccio. Che cosa significa?
Oh disse lei  la lucertola Lenny. Mi d il bacio della buonanotte.
Ah s? E come fa a baciarti?
Sophie si port il braccio alla faccia, in modo che i lustrini di Lenny
le sfiorassero le labbra.
Le viscide e pallide mascelle di Howie si abbassarono in una smorfia
maliziosa. Ragazza sexy, Sophie, non  vero? disse, come rivolto
a Lev, ma continuando a guardare Sophie con gli occhi grandi
e lascivi.
Lev la vide arrossire. Avrebbe voluto... Oh, non poteva dire quello
che avrebbe voluto fare, ma la vista di lei che mostrava Lenny a
Preece lo fer.
Allora si lanci Sophie, con tono vivace, rivolta a Preece che
ne pensi della prima parte?
Be' disse Howie Preece  Portman. Portman  un genio. Tocca
sempre il tasto giusto, cazzo. Scommetto che met degli stronzi
di Chelsea si scopano i figli come matti.
Io la trovo eccezionale disse Sophie.
Preece stava per ribattere, ma Lev s'intromise: Perch?.
In che senso, "perch"?
Perch dici che  eccezionale, Sophie?
Perch per me lo .
Perch?
Perch lo . Perch  estrema e audace e...
 merda disse Lev.
Ehi, qui c' un detrattore di Andy! disse Howie. L'uomo del
paese lontano dice che Peccadilloes  pura...
Mi viene voglia di ucciderlo! disse Lev.
Prego? disse Preece.
Vedere queste cose: un padre, una bambola, sua figlia... come fa
a mostrare questo? Rabbia e desolazione lo assalirono come un'impetuosa
ondata di malessere. Punt un dito contro Sophie - un gesto
autoritario che detestava nelle altre persone - e la vide cercare di
indietreggiare ma venire ostacolata dalla ressa del bar. Lev sapeva
che stava perdendo il controllo, sapeva che avrebbe dovuto dominare
le proprie emozioni, ma perch dominare emozioni che, in quel
mondo irreale in cui era entrato, erano cos reali e sincere?
Punt di nuovo il dito contro Sophie. Tu! disse. Adesso ti capisco.
Tu non vedi niente. Vedi solo quello che  "di moda", quello che
 "in". Ti interessa solo questo. Perch tu non conosci il mondo. Solo
questa piccola Inghilterra. Non sai niente, niente.
Ehi disse Preece. Adesso stai esagerando. Che ti succede?
Lev tremava. Sentiva le braccia come cavi della corrente, attraversati
da energia elettrica. Sentiva il loro potere letale. Mi succede
che sono fuori di testa disse. Pazzo, forse. Ma non sono un pervertito,
come questa commedia. A casa ho una figlia, Maya. Adoro
mia figlia...
E allora? disse Preece.  assolutamente fuori luogo. Chi se ne
frega se hai una figlia. Questa  arte. Questa  roba tagliente...
Okay. Allora io taglio! grid Lev, passandosi un dito sulla gola.
Io taglio!
Senti, perch non la fai finita? disse Preece. Stai solo facendo
la figura del coglione.
Ah, s? url Lev. "Coglione", come nella commedia. Cos divertente,
eh? Be', questo coglione sa tagliare! Taglio la gola a Portman!
A tutti! Vuoi vedere?
Lev afferr Sophie e la blocc contro di s tenendole un braccio
intorno al collo. Il bicchiere le cadde e si ruppe. Lei inizi a sentirsi
soffocare. Dall'alto della sua statura, Preece si abbass e prese Lev
per il mento. La sua enorme mano strinse e strinse finch Lev non
ebbe la sensazione che gli stesse sgretolando la mandibola. Lasciala
andare disse Preece. Lasciala andare, cazzo, o ti spacco la tua
faccia da culo!
Lev lo fissava, le guance pallide e lucide, la fronte alta, la barbetta
ispida sul mento, le labbra carnose, tutto quell'insieme minaccioso,
e pens: Adesso  lui il mio nemico. Lo odiava quasi quanto aveva
odiato in passato il sovrintendente Rivas. Era consapevole delle
persone che lo circondavano, a bocca aperta, sconvolte, quasi comiche
nel loro terrore, ma non gliene importava niente. In quel momento,
cap che la sua storia con Sophie era finita.
Lasciala andare! grid ancora una volta Preece. Ma Lev aveva
gi allentato la presa. Attese che la morsa di Preece si sciogliesse, e
non appena accadde, si allontan rapidamente da lui e si diresse verso
le scale e il foyer e la fredda notte d'aprile.
Non pensarci, non sentire dentro di s il risultato ineluttabile di ci
che era appena successo, ecco l'unica cosa che desiderava ora con
tutto se stesso. Nient'altro. Niente a parte, al di l o dopo quello.
Niente di niente. Soltanto il sentire di non sentire.
Non conosceva quella parte ricca di Londra. Ma non aveva la forza
di mettersi in cammino. Fuori dal teatro, svolt a destra ed entr
nel ristorante-pub adiacente.
Era zeppo di gente in attesa di un tavolo, ma Lev si fece strada
spingendo. Quando raggiunse il bar, si accese una sigaretta e ordin
una Guinness, poi vodka... ah... la sua cara vodichka... poi ancora
Guinness (adesso gli piaceva il suo sapore, proprio come a Christy
Siane) e ancora vodichka. Quindi and alla toilette e si svuot di tutto
e torn al bar e ricominci con la Guinness. Era seduto su uno
sgabello di legno lucido e sentiva le sue ossa lustrarne la superficie.
Osserv le facce a luna piena dei bevitori che lo stavano accerchiando
con movimenti goffi e pesanti, ascolt i clienti seduti a tavola che
chiacchieravano e sbraitavano alle sue spalle. Lui era un fiume arginato.
Era muto, un burattino, un pupazzo. Era una canzone dimenticata:
Oh, sono cos solo di fronte alla luna...
Se qualcuno gli parlava, lui non distingueva le parole. Se c'era
musica, chi ne conosceva la melodia? Non lui. Lui non sapeva niente.
Il suo cervello era diventato un granello di crusca. E ugualmente
nero, buio come potevano esserlo le tenebre.
Si rese conto che stava perdendo il contatto con 
mondo era duraturo.
Niente andava bene a lungo. C'era sempre qualcosa, qualche evento
che si avvicinava senza far rumore, come la prima di una commedia,
che, lo sapevi... lo sapevi che avrebbe mandato tutto all'aria. Niente
poteva, niente sarebbe mai andato bene. O se succedeva, non durava.
Un momento potevi volare come una rondine. Potevi avere il
mondo ai tuoi piedi. Un momento dopo era tutto finito. Ti sovrastava,
tornava a schiacciarti, con tutti i suoi liquami che si insinuavano
nel tuo... s, nel tuo cuore, finch il tuo cuore non era nero e intasato
come un canale di scolo.
Oh, sono cos solo di fronte alla luna...
Voleva un'altra Guinness, un'altra vodichka. Cerc di dire all'uomo
al bar di continuare a servirgli da bere, ma adesso c'era un problema:
gli veniva chiesto di pagare. Frug nella giacca nuova per
prendere il portafoglio. Questa tasca. Quella tasca. Il barista lo guardava,
massiccio e minaccioso. Questa tasca. Un'altra tasca. Nessun
portafoglio. Niente nella bella pelle scamosciata: soltanto un fazzoletto
di cotone, un pettine per la sua folta chioma, il cellulare. Adesso
c'erano due baristi a squadrarlo. Sentiva il loro respiro. Pens: Tutto
si moltiplica. Le sofferenze. Gli accusatori. La disperazione. Alz
le braccia rivolto ai baristi, il gesto di un uomo innocente, un gesto
che diceva: "Non ho pi niente. Mi hanno preso tutto. Fate quello
che dovete fare".
I due erano curvi su di lui e gli gridavano in faccia. Sent i loro aliti
al brandy. Avrebbe voluto sparire, uscire all'aria della notte, respirare
nell'oscurit. Poi riprese a cercare il portafoglio. Le tasche dei
pantaloni. La tasca della camicia. La tasca davanti. Eccolo.
La pelle del portafoglio era consunta, piegata e piena di macchie.
Dentro, la foto di Maya. La figlia adorata. Innocente, bambina innocente.
La tir fuori, la prese con mani tremanti, e la pos sul bancone
del bar. E la guard e si accorse che era sbiadita. I colori vivaci di
un tempo stavano svanendo, lasciando solo una traccia, tendente al
verde, il verde azzurrognolo del cielo... quando si annunciava la sera... il cielo sopra Auror...
Adesso il vento freddo lo spingeva avanti lungo il marciapiede. Spingeva
tutto verso nord. Polvere. Foglie. Rifiuti. Di chi? Che importava?
Tutto era spazzato verso nord a suo tempo. Tutto giungeva alla
sua gelida destinazione.
Sapeva di essere perduto.
La vescica gli scoppiava. Si aggrapp a un albero e pisci per terra
e la mano con cui si teneva il cazzo era gelata. E pens, Quando
iniziano a gelarti parti del corpo in questo modo, vuol dire che  giunto
il momento di rintanarsi da qualche parte, trovare un riparo, un
nascondiglio, e restarci finch la Terra non si gira e porta quello che
deve portare sotto forma di luce... qualunque cosa sia quella che chiamano mattina.
Scendere. Era meglio scivolare verso il basso, verso l'interno, verso
il centro delle cose, come una volpe. Senza fare rumore, come un
animale, cos nessuno l'avrebbe sentito o visto. Scendere e scendere.
E l, in quella citt, in quella Londra, si trovava sempre, prima o
poi, un posto simile, e cos... be'... l avresti potuto coricarti, con il
traffico sopra la testa, con la strada che reggeva il peso di tutto quello che ci passava sopra, con scalini che salivano e scendevano... Ed
era tutto quello che ti si richiedeva... di rannicchiarti l e non fare rumore.
Ed eccoli, gli scalini, non gli stessi dell'altra volta, ma simili, li ritrov,
che salivano e scendevano, sormontati da ringhiere di ferro,
come se agli antichi spiriti servisse qualcosa a cui tenersi, per passare
da un mondo all'altro... gli spiriti a cui nessuno pensava pi, quelli
che invadevano la mente degli anziani seduti sulle scomode sedie
nel cortile della segheria, blaterando di questo, lagnandosi di quello,
pieni di acciacchi, consumati dal lavoro... gli spiriti di Stefan.
Ma quegli scalini non erano ben allineati agli occhi di Lev. Lui
cap che stava per cadere, e non poteva lasciarsi cadere l dentro, in quel vuoto senza appigli.
Si sdrai dove si trovava, sulla strada.
...
.
...
CAPITOLO 15.
...
.
...
Le nove di sera.
...
.
...
Qualcuno che gli urlava addosso. Un odore ripugnante come quello
di un reparto oncologico. Ma nessun ricordo di un reparto, nessun ricordo
di dov'era stato o del perch quelle cose erano come erano...
Lev apr gli occhi. In alto, sopra di lui, la faccia di un uomo. Abbass
lo sguardo e vide che quella faccia era attaccata a un massiccio
busto in divisa, e quel busto a uno stivale di cuoio nero. Poi lo stivale
parve allontanarsi e la faccia si avvicin alla sua, fissandolo negli
occhi.
Dopo, un ricordo. Lo sguardo spaventato di Rudi, una volta, mentre
gli raccontava di un violento arresto notturno: Se ti svegli con la
faccia di un uomo di fronte alla tua, Lev, non  un sogno del cazzo,
 una fottuta guardia.
Adesso, un braccio sul suo, che lo aiutava ad alzarsi. Una luce accecante,
che gli pungeva la pelle. Una voce molto vicina, ma non
scortese: Allora, signore, adesso sta meglio? Ha vomitato. Vuole che
chiami un'ambulanza?.
Lev abbass lo sguardo. La giacca scamosciata era tutta sporca di
vomito. Ma perch si trovava l, in quella luce abbagliante, in quella
strada che non conosceva?
Poi la voce di una donna, acuta e ansiosa: Adesso potete portarlo
via? Per favore, portatelo via.
Se ne sta andando, tesoro. Ce la fa da solo.
Ora Lev vedeva la donna. Era in piedi sui gradini di casa sua e lo
guardava terrorizzata. Fu condotto verso una macchina della polizia.
Con lui, due agenti.
Ha una casa dove andare? gli domand uno dei due.
Lev annu. Lentamente, dolorosamente, il ricordo si riaffacci alla
memoria: la commedia offensiva, la sua furia nel bar del teatro...
Inizi a darsi pugni in testa. Signore disse il secondo poliziotto.
Se fossi in lei, non mi tratterei in questo modo. Le consiglio di
andare a casa adesso, va bene? Si calmi e vada per la sua strada, o
saremo costretti a farle una contravvenzione per disturbo della quiete
pubblica.
Disturbo della quiete pubblica.
Quelle parole le cap.
Si allontan. La strada sotto i suoi piedi sembrava ondeggiare,
come una barca su un mare mosso. Non aveva idea di dove stesse
andando. Dov'era il nord? Sapeva che doveva camminare verso nord,
ma per quanto? In quel labirinto di Londra, dov'era il porto di
Belisha Road?
Non ne aveva idea. Era di nuovo perduto. Si era rovinato con le
sue stesse mani. In Inghilterra si era ripromesso di controllare il suo
temperamento, ma aveva fallito. Adesso era un reietto.
Si trov di fianco a un bidone della spazzatura, colmo dei ripugnanti
sacchetti di rifiuti altrui, e pens: Ho reso la mia vita ripugnante.
Sferr un calcio al bidone, voleva rovesciarlo, voleva che tutta
la spazzatura si riversasse sul marciapiede, ma non ci riusc. Inizi
a inveire. Afferr il coperchio del bidone e lo lanci in mezzo alla
strada. Avvert passi concitati piombargli alle spalle.
Il poliziotto lo afferr per le braccia. Sent il dolore gelido delle
manette ai polsi. Poi mani che gli frugavano nelle tasche e una delle
voci di prima, che gli url all'orecchio: Bene. Adesso lei  in arresto.
L'abbiamo avvertita. Le abbiamo detto di tornare a casa tranquillo,
ma non ci ha ascoltato, vero? Allora lei  in arresto per violazione
dell'articolo cinque del codice dell'Ordine pubblico.
Nella macchina della polizia. Strade sconosciute che si susseguivano
nella prima mattina. Una fitta alla testa. Brividi di freddo e di paura,
ma fatica a sopportare la giacca scamosciata imbrattata di vomito.
Impossibile togliersela per via delle manette.
La voce della legge che diceva quello che la legge le richiedeva di
dire, ...arrestato per approfondire le indagini su questo illecito.
Ha il diritto di non parlare... qualsiasi cosa dir, potr essere usata contro
di lei. Capisce?
Lev scosse la testa. Non aveva idea di quale legge avesse infranto.
Aveva creduto di essere libero di andarsene con le proprie gambe
e all'improvviso non era pi libero, ma ammanettato e spinto a
forza dentro quella macchina.
Adesso i due agenti parlavano tra loro. Lev si sforz di ascoltare,
non li capiva, ma sapeva che il suo destino era nelle mani della legge
e che le cose avrebbero potuto mettersi meglio per lui se si fosse
dimostrato pentito.
Mi dispiace disse.
Una delle teste si volt. Lev la vide in primo piano, di un pallore
cadaverico per l'inverno, segnata dalle cicatrici dell'acne.
Ma allora parla inglese?
S.
Quanto inglese?
Lev guard fuori il traffico e il cielo grigio.
Quanto inglese?
Abbastanza per capire un'opera teatrale. Abbastanza per sapere
che la sua ragazza con i ricci di fragola non era pi la sua ragazza...
Parlo bene inglese disse piano. E avvert qualcosa di particolare
nella sua voce: una specie di orgoglio fuori luogo.
Fu condotto in un commissariato, con ancora addosso la giacca sudicia.
Si accorse di avere schizzi di vomito sulle scarpe. Cerc un appoggio
per la sua testa dolorante.
Gli dissero di aspettare su una sedia di plastica in un corridoio
grigio. Gli indicarono la porta della toilette. Accanto a lui, tre ragazzi,
due bianchi e uno nero, anche loro in attesa, che lo guardavano
dalla profondit dei cappucci delle loro felpe, rivolgendogli un'occhiata
di pura indifferenza, un'occhiata che diceva: "Noi siamo sulle
nostre sedie, testa di cazzo, e abbiamo i nostri motivi per essere
qui, che teniamo sigillati dentro il cranio, e non ce ne frega un benemerito
cazzo di te e di nessun altro". Avevano la met degli anni
di Lev.
Lev si alz e and alla toilette, pisci, poi fece scorrere l'acqua calda
e si lav le mani. Apr l'acqua fredda, ci mise sotto la faccia e bevve,
augurandosi che fosse potabile e non contaminata.
Aveva appoggiato la giacca scamosciata sul bordo di un lavabo.
Lev la guard, in tutte le sue 170 sterline. Svuot le tasche,
trovandoci nient'altro che un pettine. Poi arrotol la giacca puzzolente e la
infil nel cestino di plastica della spazzatura, certo che, anche se fosse
tornata pulita, non se la sarebbe mai pi messa. Mai pi.
Lev torn in corridoio, dove c'erano ancora i ragazzi, con gli inguini
in bella vista. Gli diede le spalle e cont quattro estintori, fissati
alla parete grigia. Un orologio digitale gli disse che erano le 9,47
del mattino. Sei ore prima di dover iniziare il suo lavoro al GK Ashe.
Sei ore prima di dover incontrare di nuovo Sophie...
Si apr una porta e un poliziotto biondo gli fece segno di entrare.
Lev si alz e fu introdotto in una stanza senza finestre, dove c'erano
solo un tavolo, due sedie e un radiatore che diffondeva un calore di
intensit sproporzionata, come se fosse una sorgente sulfurea.
Il poliziotto sistem un computer portatile sul tavolo e, senza mai
guardare Lev, senza riconoscere con il minimo gesto la presenza di
un'altra persona nella stanza, inizi a digitare codici o numeri sulla
tastiera. Lev attese. Not che l'unico oggetto sul tavolo, oltre al portatile
del poliziotto, era una scatola di fazzolettini di carta.
Okay disse l'uomo, alzando finalmente gli occhi dal computer.
Immagino che lei parli inglese.
S.
Gli chiese nome, et, paese d'origine e indirizzo nel Regno Unito.
Mentre il poliziotto inseriva i dati, una corpulenta donna nera con
una divisa verde entr e pos una tazza di t di fronte a Lev. Lui la
ringrazi. Sul piattino c'erano quattro zollette di zucchero e Lev le
mise tutte nella tazza, mescol e inizi a bere. Mentre beveva, la donna,
ferma sulla porta, gli strizz un ammiccante occhio castano. Poi
la porta si chiuse.
Data di arrivo nel Regno Unito? domand l'agente.
Lev credeva di averla scolpita nella memoria, ma la data sembrava
cos lontana che non se la ricordava pi.
Luglio dell'anno scorso disse. Il giorno non lo ricordo.
Le mani del poliziotto accarezzavano la piccola tastiera nera. Come
si mantiene nel Regno Unito?
Lev inizi a sentire che il tanto gradito t zuccherato gli entrava
in circolo.
Lavoro al GK Ashe disse.
Cheeky Ash? Che cos'?
Il ristorante disse Lev. GK Ashe. Non lo conosce?
Il poliziotto non rispose n mosse un singolo muscolo della faccia.
Ignor quell'informazione e continu a scrivere, con dedita attenzione,
come se il computer fosse il vulnerabile essere vivente e
Lev l'inanimato strumento tecnologico.
Il suo salario al Cheeky Ash?
Non Cheeky. Lettere: GK.
Non le ho chiesto di commentare, signore. Prego, mi dica quanto
la pagano a settimana o a ora.
Sette sterline all'ora. Duecentottanta alla settimana. Mando i
soldi a casa, alla mia famiglia.
Nuove battute sulla tastiera. Nuova sintonia con la piccola, pulita,
ubbidiente macchina. Poi l'agente guard Lev diritto negli occhi.
Bene. Dunque, lei capisce che si  reso colpevole di disturbo della
quiete pubblica.
Ho detto ai poliziotti in macchina che mi dispiace.
Ah s? Be', sono certo che a loro avr fatto piacere sentirlo. Dunque,
il reato di disturbo della quiete pubblica prevede una multa di
ottanta sterline, da pagare adesso. Mi segue, signore?
Lev non rispose. Avrebbe desiderato che ci fosse una finestra da
cui guardare fuori, un angolo di cielo, o uno stormo di uccelli che
planavano per fermarsi su un tetto alto. La sua mente fece una terrificante
addizione: 170 sterline per la giacca scamosciata; 42 per l'inutile
camicia; e adesso una multa da 80 sterline. Per un totale di 292
sterline sprecate.
Mi ascolta? Ha sentito la mia domanda?
S disse Lev.
Allora mi risponda, per cortesia. Ha capito il reato commesso e
la contravvenzione che ne deriva?
S.
E come intende pagare?
All'improvviso, una terribile immagine gli folgor la mente: il suo
portafoglio sul bancone del bar, e l accanto, tra gli schizzi di birra, la
preziosa foto di Maya... Si mise a frugare nelle tasche dei pantaloni.
Tasche laterali. A destra. A sinistra. Quella piccola davanti. Di nuovo
quelle laterali. A destra. A sinistra...
Sto aspettando, Olev. Mi dica semplicemente come intende pagare.
Contanti o carta di credito?
Niente in nessuna tasca. Solo alcuni spiccioli, qualche briciola di
tabacco e un vecchio pacchetto di cartine Rizla.
Lev si prese la testa tra le mani. Niente soldi. Niente foto di Maya.
Niente carta di credito. Niente telefono. Sent un singulto sgorgargli
nel petto, si premette i palmi delle mani sugli occhi.
Niente Sophie.
Lasci sfogare il singulto. Gli ricord l'ululato di un lupo.
Non so come pagare balbett.
Contanti o carta di credito.
Non ho niente. Ho perso il portafoglio.
Il poliziotto attese, assistendo alla disperazione di Lev, come a un
programma televisivo che lo annoiava. Spinse la scatola di fazzoletti
di carta verso di lui, sospir e disse: Se l'accusato non  in grado
di pagare la contravvenzione, consigliamo di ricorrere a terzi.
Scusi? disse Lev.
Diciamo che pu "telefonare a un amico".
Scusi?
Chi vuol essere milionario?, in TV. Non lo guarda?
No, di sera lavoro.
Fa lo stesso. Vuole telefonare a un amico?
Lev si soffi il naso. L sembravano essersi raccolti gli sgradevoli
resti dell'ubriacatura. Voleva buttare via il fazzoletto, ma non c'era
niente dove buttarlo. Vide il poliziotto prendere un sacchetto di plastica
chiara e tirare fuori un cellulare. Lo pos di fronte a Lev. Dal guscio
turchese lui cap che era il suo.
Oppure non ha nessun amico in Inghilterra? chiese il poliziotto.
Lev guard il cellulare. Poi lo prese e lo tenne in mano con delicatezza.
Ho amici disse.
Bene. Le consiglio di chiamarli subito.
Lev fin di bere il t. Digit il numero di Christy in Belisha Road.
Sent scattare la voce della segreteria:
Salve. Avete chiamato Christy Siane. Possibilmente non riattaccate
prima di aver lasciato un messaggio o, se cercate un idraulico con urgenza,
chiamatemi sul cellulare allo 07851 6022258. Vi richiamer al
pi presto.
Christy disse Lev. Sono Lev. Ho un problema serio. Ti cerco sul
cellulare.
Ma Christy non rispose nemmeno al cellulare. Lev pens che probabilmente
dormisse ancora oppure fosse gi uscito per uno dei suoi
rari lavori. Gli lasci un altro messaggio.
Sfortunato? disse il poliziotto.
Mi richiamer.
Come? Tra cinque ore? Okay. Sono affari suoi, se le vuole passare
qui. Non so a che ora deve essere al lavoro, ma se fossi in lei, io
proverei un altro numero.
Lev ora stava sudando nel caldo tropicale della stanza. Si asciug
la fronte. Per un istante, la tentazione di chiamare Sophie lo colse
bloccandogli il respiro. Ma la certezza che lei si sarebbe rifiutata di
aiutarlo gli fece abbandonare l'idea. In ogni modo, Sophie era insieme
a Howie Preece. Lev ne era sicuro. L'intera serata di Peccadilloes
doveva mirare a lui. Ora era sdraiata accanto al suo brutto testone.
L'enorme mano di Preece le stava palpando il seno nel sonno...
Forza disse il poliziotto basta fantasticare. Sto cominciando a
essere stufo di lei, Olev. Faccia un'altra telefonata.
Lev era di nuovo sulla sedia di plastica nel corridoio quando la vide
arrivare: la sua salvatrice di sempre, la donna tutta d'un pezzo che
due viziati bambini inglesi schernivano con il crudele soprannome
di "Muesli". Eccola accorrere ancora una volta, con indosso un nuovo
cappotto beige, con un taglio di capelli corto e alla moda, ma sul
viso l'espressione familiare, tormentata, l'espressione che diceva:
D'accordo, ti perdono di nuovo, Lev. Ma presto, molto presto, non
ne potr pi...
Si sedette accanto a lui.
Consapevole del proprio aspetto sgradevole, dell'odore di vomito
che ancora emanava, Lev chin la testa, disse: Mi dispiace cos
tanto, Lydia. Mi dispiace di averti chiesto questo. Ti restituir tutto,
lo prometto.
Be' disse lei tirando su con il naso non so quando potrai restituirmi
tutto. Domani parto per Vienna. Sei stato molto fortunato
a trovarmi ancora qui.
Osserv il suo profilo, tenuto a debita distanza da lui, poi i suoi
piedi, affiancati in modo composto nelle dcollet nere. Un'improvvisa
tenerezza gli provoc un nodo in gola. Il pensiero che lei si sarebbe
presto avventurata nella sua nuova vita con Pyotor Greszler e
sarebbe uscita per sempre dalla sua fu l'unica cosa che trattenne Lev
dallo scoppiare a piangere di vergogna per tutte le volte che aveva
spiacevolmente tradito la lealt di Lydia.
Mi dispiace ripet. Non faccio altro che darti dispiaceri. Lo so.
Se solo non avessi perso il portafoglio...
Non ti preoccupare, Lev. Allora, dove si pagano le ottanta sterline?
Oggi ho molto da fare, tutte le valigie, poi vado da Tom e Larissa
a salutarli. Quindi...
Lydia, hai portato i contanti?
Certo. Non sono un'idiota, lo sai. Allora, dove si paga?
Uscirono sotto la pioggia.
Nessuno dei due conosceva le strade di Chelsea. Lev, di nuovo
tremante, si teneva al braccio di Lydia, reggendo un fragile ombrello.
Camminava senza guardare, nella vaga speranza che lei sapesse
dove stavano andando, ma presto Lydia si ferm dichiarando di essersi
persa. Si guard intorno, percorrendo con gli occhi la strada di
raffinate case dipinte di bianco, i balconi in ferro battuto con piante
dal taglio ornamentale.
Pelham Crescent disse. Mai sentita.
Essere di nuovo al caldo. Essere di nuovo pulito. Mangiare qualcosa
di morbido e dolce. Dormire un po'. Quei desideri occupavano
la mente di Lev al punto da escludere ogni altro pensiero. Si accorse
che Lydia lo guardava e forse gli leggeva dentro, perch gli lasci
l'ombrello e corse verso una donna che usciva da una Range Rover
posteggiata davanti a uno degli eleganti portoni sorvegliati da piante
di alloro, e Lev la sent dire: Mi scusi, una cortesia, dov' la metropolitana,
per favore? Il mio amico sta male.
Lydia torn da lui e lo guid come se fosse un bambino, trov un
bar italiano vicino alla stazione di South Kensington e lo fece sedere.
Si tolse il cappotto beige e glielo mise sulle spalle, e lui percep il
calore del corpo di Lydia, che ancora emanava la fodera di seta. Sent
che lei ordinava caff e paste.
Lev disse, dopo qualche minuto, quando lui aveva divorato la
prima pasta e si stava scaldando le mani sulla tazza di caff fumante.
Lev, c' solo una cosa che mi preoccupa.
Lui la guard: la futura amante del famoso maestro Greszler; alle
sue spalle, il lavoro a maglia, i pasti a base di uova sode. Senza di
lei, Lev sarebbe stato ancora seduto su una sedia di plastica al commissariato.
Senza di lei, probabilmente, starebbe ancora distribuendo
volantini sui kebab per Ahmed, dormirebbe ancora nel cortiletto
di Kowalski...
Mi stai ascoltando? gli disse.
S.
Qualsiasi cosa sia successa... e non ti chiedo di darmi spiegazioni
perch ho capito che non ne vuoi parlare... qualsiasi cosa sia
successa, devi tenerti il lavoro al GK Ashe.  questo che mi preoccupa
di pi. Che tu lasci quel lavoro. Dopo saresti finito. Quindi mi
prometti che non lo farai?
Lev annu. Poi disse piano: Guardo sempre gli chef. Prendo appunti.
Raccolgo tutte le ricette in un quaderno.
Molto bene. Molto bene. Ma devi restare in questo ristorante,
dove GK ti insegna molte cose. In altri posti potrebbero trattarti come
una merda e non impareresti niente. Devi continuare su questa
strada.
Lev tacque. Avrebbe voluto dire a Lydia quanto sarebbe stato difficile
lavorare con Sophie, ritrovarla giorno dopo giorno, avvertire il
suo profumo nell'aria umida della cucina, eseguire i suoi ordini da
chef, vederla mettersi la sciarpa della squadra di calcio per tornare
a casa, al letto di Howie Preece...
Lev? Mi ascolti?
S.
Quando sono a Vienna o a Salisburgo, ti chiamo e ti chiedo il
menu del giorno al GK Ashe e spero che tu sia in grado di dirmelo.
Lo far.
Me lo prometti?
S. Te lo prometto.
Bene. Adesso devo andare. Sei vicino alla metropolitana. Ti ricordi?
Uscito di qui, devi solo girare a sinistra. Ti lascio i soldi per il
biglietto.
Lydia si alz. Mise sul tavolo tre monete da una sterlina. Con delicatezza,
tolse il cappotto dalle spalle di Lev. Lev si allung, prese la
faccia di Lydia e ravvicin alla sua e la baci sulla guancia, posando
dolcemente le labbra fra i nei.
Lydia disse sei stata una vera amica. Ti auguro ogni felicit. Ti
auguro la vita migliore...
Be' disse lei almeno non sar pi "Muesli". Avr un po' di dignit.
Non troppa, se no mi va alla testa. Quanto basta per poter tenere
la testa alta.
Sono sicuro che Pyotor Greszler ti tratter bene.
Certo che lo far. Be', allora ciao, Lev. Ti mander delle cartoline.
Ti mander fotografie di Parigi e di New York.
Ciao, Lydia.
Lev la guard allontanarsi dal tavolo, sent i suoi passi, composti
e regolari come sempre, clic-ciac, clic-ciac, clic-ciac, finch fu fuori dalla
porta e scomparve.
Era l'una passata quando Lev sal le scale che portavano all'appartamento
di Belisha Road. Chiam Christy, ma non c'era traccia di lui.
Si prepar un bagno e rest nella vasca finch l'acqua fu quasi fredda.
A tratti cedeva a un sonno esausto e poi si riprendeva. Si trascin
nella sua camera, tir le tende, entr nel letto e chiuse gli occhi.
Sogn Marina. Erano i brutti tempi della presunta relazione della
moglie con il sovrintendente Rivas. Lui era a pescare, con Rudi,
al fiume sopra Auror, una sera d'estate, e i due vedevano nuvole di
zanzare, illuminate dai raggi del tramonto, sospese sopra l'acqua, e
Rudi disse: Vivono un giorno solo. L'ho letto in una rivista scientifica.
Pensa. Arrivano al tardo pomeriggio, come adesso, e iniziano
a farsi prendere dal panico e a dire: "Come ha fatto a passare gi un
giorno?". >
Scoppiarono nella loro vecchia, complice risata. Stavano tirando
fuori dall'acqua un temolo, felici come bambini, quando videro una
persona sulla riva opposta del fiume, che pescava nella loro stessa
area. Era il sovrintendente Rivas.
Che vada a farsi fottere disse Rudi. Perch non se ne sta dietro
la scrivania? Non voglio vedergli le gambe. Credevo che tutta
quella gente dei Lavori pubblici finisse all'altezza della vita.
 nel nostro stesso punto disse Lev. Digli di spostarsi pi a
valle.
Osserv Rivas. Aveva un giaccone ingombrante, una specie di cerata
imbottita, che gli ostacolava i movimenti.
Guardalo disse Rudi. Guarda com' patetico quando lancia
la lenza. Dove ha pescato finora? Nella fontanella dei giardini pubblici?
La loro risata risuon sopra il fiume e Rivas alz la testa e Lev vide
sulla sua faccia un'espressione di puro rancore. Cos smisero di
ridere e Lev disse: Spostiamoci pi a monte.
Riavvolsero le lenze, iniziarono a raccogliere l'attrezzatura e la
sacca con il temolo, e videro che il sovrintendente Rivas aveva preso
un pesce e cercava di tirarlo fuori dall'acqua. La sua lenza era tesa
in un arco impressionante, sembrava che potesse strapparsi da un
momento all'altro, e lui respirava a fatica mentre lottava per tirare su
il pesce, che lo trascinava sempre pi verso l'acqua. Entr nel fiume
fino all'inguine. Aveva la faccia madida di sudore. Poi lasci andare
la lenza e infil le mani nell'acqua e tir fuori la testa e le spalle di Marina.
Marina era nuda e aveva il corpo grigio e viscido, come quello del temolo. I capelli galleggiavano sulla luccicante superficie dell'acqua.
Il sovrintendente Rivas cerc di avvinghiare quel corpo viscido, grigio azzurrognolo, al suo, per cui la testa di Marina gli fin sulle spalle e il seno gli affond nel torace sporgente chiuso nella cerata. La baci sulla fronte, la chiam: Marina, Marina. Ma era un peso morto tra le sue braccia.
 assurdo disse Rudi. Non vede che  morta da tempo? Che idiota. Perch cazzo non se ne accorge?
Lev si svegli e nella stanza era buio. Qualcuno lo stava chiamando.
Con la mente ancora persa nell'incubo, gir la testa e vide Christy chino su di lui.
Lev disse. Sono appena arrivato, amico. Non dovresti essere al lavoro?
Lev si tir su di scatto, picchiando la testa contro il letto superiore.
Che ora ? Che ora ?
Be' disse Christy sono le nove passate.
Le nove? Come potevano essere le nove? Com'era possibile che fossero le nove?
Le nove di sera?
S. Hai passato la notte in bianco, eh?
Lev accese la luce, si sfreg la testa. Oddio... disse. Ha chiamato GK?
Non ho ancora controllato la segreteria. Vuoi che vada a sentire?
Christy and in soggiorno. Lev afferr il cellulare e guard lo schermo. Non c'erano chiamate perse. Fece il 901 e sent che aveva un messaggio. Prima che potesse cancellarlo, sent la voce di Sophie - di qualche settimana prima - che diceva: Ciao, bellezza. Spero che tu riesca ancora a muoverti. Nel tuo paese gli uomini sono tutti allupati come te?.
Lev lo cancell, sbatt in terra il cellulare, infil in fretta i vestiti puliti.
Le nove.
Aveva cinque ore di ritardo! Il servizio in sala stava raggiungendo il momento di punta. Ma tutto procedeva in maniera lenta, drammaticamente lenta, perch gli chef dovevano prepararsi le verdure da soli e GK stava diventando pazzo...
Nessun messaggio disse Christy, sulla porta. Soltanto uno tuo, in cui dici che hai un problema, credo. Che cos'...
Non ho tempo, Christy. Ti racconto dopo. Ho perso il portafoglio.
Puoi prestarmi i soldi per l'autobus?
Certo disse l'altro, frugando nelle tasche dei pantaloni. Sono pieno di soldi. Sono andato fino a Palmers Green per aggiustare un maledetto boiler. Mi ci  voluto tutto il giorno, ma ne valeva la pena.
Una donna indiana. Con indosso un sari rifinito di tutto punto. Tremendamente bella, secondo me. E aveva un profumo delizioso... come di salsa di pane, hai presente? Il suo boiler era gi da buttare nel 1991, ma sono riuscito a ripararlo. Jasmina, si chiamava, Jasmina. Era cos riconoscente che mi ha dato un sacco di soldi, come a un matrimonio.
Bene, Christy. Bene.
Jasmina. Adesso posso comperare il costume da Donna Ragno che vuole Frankie.
Lev arriv al GK Ashe alle dieci meno dieci.
Entr in cucina, infilandosi la divisa. GK si gir di scatto e lo fiss.
In mano teneva alta una frusta da cui cominciarono a gocciolare nuvolette di bianco d'uovo montato a neve.
Chef... balbett Lev ...mi dispiace molto. Mi sono addormentato.
La prego, mi perdoni. Non succeder mai pi...
Lev vide GK guardare in direzione di Sophie, che stava preparando
un elaborato flamb. Lei non guard n Lev n GK.
Allora, che cazzo succede? disse GK.
 colpa mia, Chef disse Lev. Prometto che non succeder pi...
GK guard l'orologio. Altre gocce di bianco d'uovo si staccarono dalla frusta. Poi disse: Sono quasi le dieci. Pensi che siamo stati qui seduti ad aspettarti sei ore per pulire una zucca? Puoi toglierti la divisa. E andartene a casa, per quanto mi riguarda. Il tuo lavoro l'abbiamo fatto noi.
Lev si guard attorno disperato. Sophie era di schiena, ostentando le spalle girate, le sue curve dolci, familiari, le sue braccia umide nel calore della cucina.
Non mi avete chiamato, Chef. Perch lei o Damian non mi avete chiamato?
Non sono un fottuto servizio di sveglia! Mi aspetto che il mio personale venga al lavoro senza dover essere svegliato. Adesso va' a casa.
No, Chef... aiuto Vitas a lavare...
Vitas?  storia. Se n' andato a raccogliere cavoli nell'East Anglia.
Ho un nuovo infermiere del Bingo-Bongo o roba del genere.
Ehi, Infermiere, da dove hai detto che vieni?
Dal Niger, Chef.
Ecco. Pronunciato Ni-sher. Non  abituato a cos tanta acqua.
Piogge inaffidabili dalle sue parti. Ma se la cava abbastanza bene.
Quindi, lascialo stare, Lev. Vieni domani alle tre e mezza e facciamo una chiacchierata, d'accordo?
La prego, Chef. Mi faccia fare qualcosa.
No, te l'ho detto. Abbiamo fatto noi il tuo lavoro. Non ci servi. Vai a casa.
GK riprese a montare i bianchi. Lev fiss Sophie, immobile. Ora stava sistemando sui piatti i petti d'anatra flamb, la testa china sul suo lavoro. Ogni petto era accompagnato da una julienne di carote e zucchine. La guard raccogliere con un cucchiaio alcune bacche di ginepro dalla padella del flamb e distribuirle sulla pelle dorata dell'anatra.
Prese i piatti e li pos sul bancone caldo. Tavolo quattro! chiam, e si volt dall'altra parte.
Lev si tolse la divisa e la riappese al gancio. Si accorse che il ragazzo del Niger si volt per guardarlo. Lasci la cucina e si ferm vicino al bar di Damian, da cui poteva vedere la sala del ristorante. Era il solito luned "a basso contenuto di clienti", ma sul fondo, in un gruppo di sei o sette persone, circondate dalle premure di Damian, vide quello che si aspettava di trovare: la faccia larga e viscida di Howie Preece.
...
.
...
FINE Parte 2.